Jentrade / Articui / La Vicìnia
Jentrade/Gnovis
  Leams/Links
"La Vicìnia"
Fevrâr dal 2016
 
I consiglieri regionali Elena Bianchi e Claudio Violino presentano la proposta di legge “Disposizioni in materia di assetti proprietari collettivi”

La conferenza stampa del 29 gennaio, ospitata dal palazzo della Regione di Udine
Elena Bianchi e Claudio Violino hanno presentato una proposta di legge sulla Proprietà collettiva
UNA NORMA DI GARANZIA E DI SUPPORTO
Il commento del Coordinamento regionale alla conferenza stampa del 29 gennaio

Il 29 gennaio, è stata illustrata alla stampa, a Udine, la proposta di legge “Disposizioni in materia di assetti proprietari collettivi”, presentata in Consiglio regionale dai consiglieri Elena Bianchi e Claudio Violino.
Pubblichiamo il comunicato diffuso dal “Gruppo misto” e il documento redatto per l’occasione dal Coordinamento regionale della proprietà collettiva in Friuli-V. G.


Proprietà collettive, nuove forme di gestione partecipata crescono

Maggiori opportunità per le comunità locali
in termini di valorizzazione economica e di salvaguardia del territorio

In piena attuazione dell’autonomia regionale,
Violino (Misto) e Bianchi (M5S) firmano una legge di tutela degli usi civici

Una legge per la tutela degli usi civici: una consuetudine storicamente radicata in regione, ma che per la prima volta sono i consiglieri Claudio Violino (Gruppo Misto) e Elena Bianchi (Movimento 5 Stelle) a proporre di normare, con una disciplina di legge che attua compiutamente una delle potestà legislative esclusive che lo Statuto speciale assegna alla Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia (articolo 4, primo comma, numero 4). La proposta di legge 128/2015 si intitola “Disposizioni in materia di assetti proprietari collettivi” ed è stata presentata oggi nella sala Pasolini della sede della Regione in via Sabbadini a Udine.
Gli obiettivi del provvedimento sono da un lato il riconoscimento delle proprietà collettive appartenenti da tempo talora immemorabile a tante comunità locali, dall’altro la restituzione alle medesime di un ruolo attivo e partecipato nella tutela ed alla conservazione del patrimonio ambientale, attraverso forme di governo e sfruttamento delle terre che rispondono appieno al principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale contenuto all’articolo 118, comma 4, della Costituzione.
Si intende arrivare a questa meta attraverso una serie di interventi mirati, che favoriscano l’utilizzo di ogni strumento utile a consentire l’esercizio di ogni diritto e facoltà su questi terreni e beni che possono migliorare la qualità della vita della popolazione residente e nel contempo permettere una più efficace salvaguardia dell’ambiente. Anche perché le gestioni collettive presenti in Italia e nel mondo dimostrano che laddove si è permessa l’autogestione da parte delle Comunità locali sono state raggiunte vette di eccellenza per quanto riguarda la tutela della biodiversità, la conservazione del territorio, senza escludere la crescita socio-economica della popolazione, come ha bene evidenziato anche il Premio Nobel per l’Economia 2009, Elinor Ostrom.
Si prevede l’adempimento degli obblighi correlati alla titolarità di un diritto di proprietà, che spetta alle Comunità locali, riconosciute dalla Regione come enti gestori che si avvalgono di Comitati di 5 membri regolarmente eletti ogni 5 anni secondo procedure pubbliche, incompatibili con le cariche di consiglieri e assessori comunali. La legge fissa i procedimenti di verifica demaniale delle terre e dei beni appartenenti alla collettività, che andranno inserite nel corso dei 3 anni successivi all’entrata in vigore della legge in un Archivio Regionale delle Terre Civiche. Si risolveranno così anche tante promiscuità createsi nel tempo, con la reintegrazione dei diritti comunitari qualora usurpati dai privati (compresa la necessità di sanatoria per eventuali edificazioni abusive su terre comuni) e la liquidazione degli usi civici se essi, viceversa, si sono praticati su un bene privato.
Le caratteristiche della proprietà collettiva sono espressione di una cultura quasi dimenticata, che deve le sue origini alle consuetudini dei nostri avi, ma persistono in modo diverso in varie zone a seconda delle peculiarità dei territori del Friuli-Venezia Giulia. La loro varietà consente di immaginare altrettanto varie forme di gestione per la loro più proficua e intelligente valorizzazione. Ogni aspetto della proprietà collettiva, che sia di pianura, di mare o di montagna, è ispirato a principi nobili, quali il comune godimento delle terre e delle risorse naturali, la salvaguardia dei beni ambientali e degli esseri viventi, gli animali come le specie vegetali, la collaborazione leale e solidale di tutti i membri della Comunità e la trasmissione del patrimonio civico alle generazioni future.
La Regione, alla luce di queste considerazioni, deve pensare alla tutela, alla salvaguardia ed alla valorizzazione delle proprietà collettive appartenenti alle Comunità presenti sul suo territorio, in un’ottica di confronto, leale collaborazione e coordinamento, per il comune interesse alla crescita del patrimonio naturalistico regionale. Esso potrà anche esso conferito in gestione ai Comitati sulla base di apposite convenzioni. E anche dal punto di vista della crescita delle potenzialità silvo-pastorali del territorio questa legge potrebbe dare un utile contributo, dal momento che potrebbe dare concrete possibilità di autogestione comunitaria di ingenti porzioni di territorio.

Trieste, 29 gennaio 2016


Una legge organica e snella sulla Proprietà collettiva

Il Coordinamento regionale della Proprietà collettiva, interpretando le attese delle Comunità titolari di Assetti fondiari collettivi, ringrazia pubblicamente e sinceramente i Consiglieri regionali Elena Bianchi e Claudio Violino e i loro collaboratori per l’iniziativa intrapresa e per il lavoro compiuto, con passione e competenza.
Dal 1963, anno di approvazione dello Statuto regionale, il Popolo dei Beni collettivi del Friuli e della Provincia di Trieste attende una legge organica, che preveda il riconoscimento, l’accertamento e la valorizzazione della Proprietà collettiva, attraverso la gestione diretta da parte delle Comunità titolari dei Beni.
Le Comunità che il Coordinamento rappresenta hanno sempre avanzato queste precise richieste:
- una legge chiara e snella, che colmi un vuoto legislativo non più sopportabile, facendo piazza pulita di pareri e provvedimenti viziati da contraddizioni e pregiudizi;
- la scelta dei Comitati frazionali come strumento privilegiato e prioritario per l’amministrazione dei Beni delle Comunità;
- l’esercizio da parte della Regione di tutte le funzioni amministrative ancora delegate al Commissario agli usi civici;
- la previsione di tutti gli strumenti necessari per una rapida conclusione degli accertamenti ancora in corso e per la revisione delle archiviazioni arbitrarie e immotivate.
Tenuto conto, oltre che dell’importante iniziativa dei Consiglieri Bianchi e Violino, anche di altri due fatti incoraggianti come l’approvazione dell’Ordine del giorno n. 18 del 18 luglio 2013, sottoscritto da 21 Consiglieri di maggioranza, e il voto sull’Emendamento Gabrovec-Ukmar del 17 dicembre 2015 alla “Legge di stabilità 2016”, il Coordinamento sostiene, infine: l’opportunità di un accordo “bipartisan”, che garantisca nel più breve tempo possibile – attraverso l’approvazione di una legge organica e l’introduzione delle correzioni necessarie alla legge 3/1996 – il rispetto dei diritti fondamentali delle Comunità titolari di Assetti fondiari collettivi e la protezione di tutte le Proprietà collettive presenti nella Regione, che rappresentano un vasto patrimonio di generale interesse, che va sottratto all’abbandono e alla malagestione per garantire finalmente alle Comunità, attraverso il loro protagonismo, gli attesi benefici economici, ambientali, democratici e socio-culturali.

Pesariis, 29 gennaio 2016