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Stampa regoliera / L’editoriale di “Ciasa de ra Regoles”
A CORTINA TUTTO è REGOLE
Dal notiziario delle Regole d’Ampezzo (dicembre 2015)

[Ernesto Majoni Coleto]
A Cortina tutto è Regole. La frase è strana, non è certamente esatta, ma è quella che uso spesso descrivendo le Regole ampezzane a chi non le conosce e si dimostra incuriosito dagli “arcani” meccanismi giuridico-amministrativi che le fanno funzionare, dalle figure dei Deputati, Rappresentanti, vida, cuietre...

Quando si parla di Regole ad una platea “foresta” – e mi è capitato di recente sul Carso triestino, dove pure esistono forme di proprietà collettiva – noto sempre un discreto fermento. C’è chi non si capacita che nella Cortina modaiola resista ancora un’istituzione millenaria, chi dei nostri Laudi fa oggetto di tesi di laurea, chi non capisce il perché e il per come, chi, indirizzato da libri fuorvianti, è salito in Lerosa “par fei fraia” e si lamenta che ha trovato il ca?on chiuso… Ecco, a questo volevo accennare, anche se sarà aria un po’ fritta: fra i Regolieri, soprattutto giovani, pare che un interesse e un appuntamen to indispensabile siano solo quelli per i ca?oi. Legittimi se vogliamo, ma non certamente unici; oltre cento domande per ottenere in affitto una manciata di ca?oi vanno benissimo, dimostrano comunque un interesse; ma per controbilanciare ci vorrebbero anche cento adesioni alle proposte di candidarsi per le Rappresentanze di Regola Alta, cento disponibilità ad assumere la carica di Marigo di Regola Bassa, cento persone in più alle Rogazioni...
Sì, l’interesse non manca, ma da qualche tempo pare essersi assestato su un limite; salvo eccezioni, ci si fa coinvolgere dall’attività e dal funzionamento delle Regole, che – va ribadito – è sempre e solo volontaristico, legato all’affezione e alla tradizione, sulla soglia dei cinquant’anni. Aveva ragione quel Regoliere che, parlando delle sofferte proposte di modifica al Laudo, disse provocatoriamente che si dovrebbe diventare Regolieri solo a trentacinquequarant’anni?
Eppure c’è sempre qualcuno che, candidato a entrare in una Rappresentanza, accetta con orgoglio l’idea di dare del tempo e dell’ingegno alle Regole, o chi si “prenota” in anticipo di mesi per la marigheza di una Regola Bassa. Questione di punti di vista: ma sarebbe bello che i Regolieri del futuro avessero la vista acuta, e capissero che senza il loro impegno le Regole faranno molta fatica a mantenere ciò che si è costruito in mille anni. “Tutto è Regole”, ma per animare le Regole ci vogliono i Regolieri, soprattutto i giovani; e a loro va un messaggio di fiducia per il futuro, possibilmente senza coinvolgere la Magistratura per rivendicare il diritto femminile a entrare in Regola, come si è minacciato di fare in Comelico. Lavorando in pace e in armonia, per il bene della Comunanza e della comunità locale.

“Ciasa de ra Regoles” può essere letto integralmente nel sito: www.regole.it