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"La Vicìnia"
Dicembar dal 2015
 
La Chiesa e il convento di San Bonaventura con la copia della Fontana del Bernini a Monterano (foto tratta dal sito: http://gruppodinterventogiuridicoweb.com)

Lo stemma del “Gruppo d’Intervento Giuridico onlus”
Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus si schiera al fianco della collettività locale
DIFENDIAMO IL DEMANIO CIVICO DI CANALE MONTERANO
L’area interessata riguarda boschi e pascoli nelle località La Bandita, Quarto e Monte Virginio

[Stefano Deliperi, “Gruppo d’Intervento Giuridico onlus”]
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, raccogliendo forti preoccupazioni da parte di un folto numero di residenti, ha inoltrato (22 dicembre 2015) un ricorso per l’accertamento della permanenza dei diritti di uso civico su un’ampia area (circa 80 ettari) del demanio civico di Canale Monterano (RM) al Commissario per gli Usi civici di Lazio, Umbria e Toscana e al Presidente della Regione Lazio.

L’area interessata riguarda le località La Bandita, Quarto, Monte Virginio, è di grande interesse ambientale, ricade nella Riserva naturale regionale di Monterano ed è costituita da boschi e pascoli.
Recentemente, però, con la determinazione Direttore Agricoltura Regione Lazio n. G14047 del 16 novembre 2015 è stata disposta l’approvazione (art. 29 della n. 1766/1927 e s.m.i.) della conciliazione transattiva sottoscritta (8 settembre 2015) fra il Comune di Canale Monterano e l’Università agraria di Canale Monterano, che prevede, senza particolari motivazioni, l’attribuzione al patrimonio comunale di un’ottantina di ettari già del demanio civico di Monterano.
Eppure il decreto Ministero Agricoltura e Foreste n. 1446 del 18 agosto 1939 di assegnazione a categoria (art. 11 della legge n. 1766/1927e s.m.i,) del demanio civico e delle proprietà collettive di Canale Monterano aveva indicato quale categoria A (boschi e pascoli) quasi 980 ettari di boschi e pascoli, ricomprendenti anche La Bandita, Quarto e Monte Virginio: sembra chiaro che le terre ora qualificate come patrimonio comunale nel provvedimento regionale di approvazione della conciliazione transattiva siano invece terre a uso civico e assegnate alla categoria A (boschi e pascoli) del demanio civico di Monterano.
Non solo. Si tratta delle terre del feudo dei principi Altieri già indicate come a uso civico fin nel Catasto Gregoriano (Canale Monterano, Sez. I, mappali 654, 655, 656, 696, 697, 786, 787, 795, 797, 798, 799).
Come noto, i diritti di uso civico costituiscono un importantissimo patrimonio delle collettività locali, sono inalienabili (art. 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.), inusucapibili ed imprescrittibili (artt. 2 e 9 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.), mentre – dopo la legge n. 431/1985 (art. 1, comma 1°, lettera h) – hanno acquisito anche l’ulteriore finalità della salvaguardia e valorizzazione ambientale/paesaggistica con la tutela mediante il vincolo paesaggistico e i piani paesaggistici.
La collettività locale di Canale Monterano nei decenni passati si è battuta strenuamente per difendere i propri diritti di uso civico, oggi il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus è al suo fianco.
E oggi la preoccupazione è ancor più forte che nel passato: purtroppo circola insistente la voce non verificabile che su quelle aree si stia concretizzando un forte interesse da parte di società immobiliari.
Un complesso turistico-edilizio nella riserva naturale? Speriamo proprio che non sia così.
Nella suggestiva vallata del Fiume Mignone la città abbandonata di Monterano, nell’omonima riserva naturale, potrebbe, con un’attenta promozione, esser mèta di un turismo culturale e naturalistico rispettoso dei luoghi e del contesto territoriale con positive ricadute sull’economia locale (Centro di origine etrusca, sede vescovile nell’alto medioevo, ebbe grande fortuna a partire dal ’500, quando il feudo venne acquisito dagli Orsini, e ancor più nella seconda metà del ’600, quando il feudo divenne parte dei possedimenti degli Altieri, altra casata nobiliare romana. La decadenza del borgo iniziò con il dilagare della malaria, a partire dal 1770, e vide la sua fine con la distruzione da parte delle truppe francesi nel 1799. Oggi, dopo alcuni interventi di restauro conservativo dei ruderi, la città perduta è diventata anche sede di ambientazioni cinematografiche: da Ben-Hur (1959) a Brancaleone alle Crociate (1970), da Il Marchese del Grillo (1981) alla La visione del Sabba (1988), alla mini-serie televisiva La freccia nera (2006) e tanti altri film.
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus chiede la revoca del provvedimento regionale e, soprattutto, la dichiarazione della permanenza dei diritti di uso civico in favore della comunità locale di Canale Monterano.

23 dicembre

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
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