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"La Vicìnia"
Novembar dal 2015
 

Alla XXI Riunione scientifica del Centro studi e documentazione
PAESAGGIO, BENI COMUNI E PROPRIETà COLLETTIVA

[M. Z.]
Fra i protagonisti della XXI Riunione scientifica del Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive, in programma il 26 e il 27 novembre a Trento, ci sarà anche un professore dell’Università friulana. Nella seconda sessione del venerdì, presieduta dal giudice della Corte costituzionale Aldo Carosi, il prof. Mauro Ambrosoli del Dipartimento di Storia e Tutela dei beni culturali proporrà una relazione intitolata “Un bene comune di largo consumo: il paesaggio”.

Presso l’Ateneo del Friuli, Mauro Ambrosoli è stato professore ordinario di Storia moderna fino al pensionamento. All’attivo ha una lunga serie di pubblicazioni, fra cui “Le campagne inglesi tra ’600 e ’800: dal proprietario coltivatore al fittavolo capitalista” del 1976; “Scienziati, contadini e proprietari: botanica e agricoltura nell’Europa occidentale, 1350-1850” del 1992; e “The wild and the sown: botany and agriculture in Westen Europe, 1350-1850” del 1997. Nel 2007, insieme a Furio Bianco, ha curato il volume “Comunità e questioni di confini in Italia settentrionale (XVI-XIX sec.)”.
Il tema trattato dal docente udinese e le altre relazioni del convegno trentino risultano di stringente attualità nel Friuli-V. G., ove la Regione ha avviato il processo partecipativo per giungere finalmente alla definizione del “Piano paesaggistico”. In tale procedimento sono direttamente coinvolte tutte le Comunità titolari di Beni collettivi e la gran parte delle amministrazioni pubbliche friulane e triestine, in quanto gli Assetti fondiari collettivi sono sottoposti, per legge, alla tutela paesaggistica e il “Codice dei Beni culturali e del Paesaggio” richiede all’Amministrazione regionale la «ricognizione (…) delimitazione e rappresentazione» nonché la «determinazione di prescrizioni d’uso intese ad assicurare la conservazione dei caratteri distintivi» e, compatibilmente con essi, la valorizzazione delle varie tipologie di Beni collettivi.
Inoltre, il documento ministeriale che stabilisce le modalità di stesura del Piano paesaggistico afferma che l’«inclusione degli ambiti territoriali gravati da uso civico tra quelli tutelati dal Codice implica il riconoscimento del ruolo essenziale che le gestioni delle comunità locali hanno avuto nella storia e conformazione del paesaggio». Pertanto, i «beni gravati da uso civico sono vincolati allo svolgimento di attività agro-silvo-pastorali e delle attività ad esse connesse».
La Riunione scientifica di Trento si distingue come il principale appuntamento, in Italia, dedicato allo studio degli Assetti fondiari collettivi e riunisce per due giorni, in un confronto serrato animato dal giudice costituzionale Paolo Grossi e dall’economista trentino Pietro Nervi, i massimi studiosi della materia e amministratori di Beni collettivi provenienti da tutte le regioni italiane.
Ogni anno, anche una nutrita delegazione di amministratori di Comunioni familiari e Amministrazioni frazionali del Friuli e della provincia di Trieste raggiunge Trento per il convegno del Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive, che quest’anno sarà intitolato “Annodare i fili delle discipline e cogliere l’intima complessità degli Assetti fondiari collettivi per evidenziarne l’attuale grande importanza”. Tale evidenziazione, in atto nel Friuli-V. G. grazie soprattutto al Coordinamento regionale della proprietà collettiva, «è un’opera non di ripristino di vecchiume – come sottolineano gli organizzatori trentini –, bensì di proposta delle innovazioni difensive per un patrimonio collettivo intergenerazionale» (www.usicivici.unitn.it - usicivici@unitn.it).