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"La Vicìnia"
Novembar dal 2015
 

Le Regole d’Ampezzo denunciano l’ostruzionismo dell’Amministrazione comunale
IL COMUNE DI CORTINA FRENA L’AMPLIAMENTO DEL PARCO DELLE DOLOMITI
Il periodico “Ciasa de ra Regoles” (www.regole.it) fa chiarezza sulla situazione

Nel corso del mese di agosto la stampa locale ha dato notizia della proposta di ampliamento dei confini del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo in Val Padeon, Val Granda e Felizon, proposta che fu adottata nell’Assemblea Generale dei Regolieri del 27 aprile 2014 con 707 voti favorevoli, 18 voti contrari e 2 astenuti.
Oltre un anno dopo la decisione assembleare, il Comune di Cortina non ha ancora dato il proprio parere, nonostante la delibera sia stata consegnata all’ente locale per essere esposta all’albo pretorio già il 19 maggio 2014, data in cui il fascicolo è stato trasmesso alla Regione Veneto.


La Commissione consigliare del Comune ha espresso comunque parere contrario all’ampliamento del Parco, indicando varie irregolarità burocratiche e procedurali compiute dalle Regole e proponendo, in alternativa, un’area di pre-parco.
L’Assessore Adriano Verocai ha dichiarato alla stampa che «gli uffici comunali hanno lavorato molto, per aiutare le Regole, altrimenti la loro richiesta sarebbe stata rigettata del tutto, perché non legittima, anche perché attua una modifica di Sic e Zps, i Siti di importanza comunitaria e le Zone di protezione speciale, che sono di competenza regionale». Il Consiglio Comunale, riunito poi in data 19 agosto, non ha deliberato nel merito, accogliendo la proposta delle minoranze di cercare un’intesa con le Regole.
Le modifiche al Piano Ambientale del Parco sono disciplinate dalla legge istitutiva dello stesso (L. R. Veneto 22.03.1990 n° 21), che prevede un’iniziativa delle Regole nella variazione degli aspetti del Piano che di volta in volta si rendono necessari.
Alcune marginali modifiche al Piano Ambientale sono già state adottate dalla Deputazione Regoliera e approvate dalla Regione Veneto negli scorsi anni, previa acquisizione del parere comunale; la modifica dei confini dell’area protetta è stata una scelta che la Deputazione Regoliera
ha voluto condividere con l’Assemblea Generale, trattandosi di nuove superfici di proprietà regoliera (320 ettari circa) da assoggettare alle norme sull’area protetta.
Dopo un’analisi della situazione del Parco a vent’anni dalla sua istituzione, che ha motivato la proposta di modifica dei confini (delibera del 7 agosto 2013), la Deputazione Regoliera ha coinvolto sia il Comitato Tecnico-Scientifico del Parco, sia gli uffici regionali, sia anche la Riserva
di Caccia di Cortina. In un incontro del 13 settembre 2013, le Regole hanno illustrato alla Riserva di Caccia – allora rappresentata da Adriano Verocai quale Presidente della stessa – le tre possibili soluzioni perimetriche di allargamento del Parco allora ipotizzate dalla Deputazione. Verocai suggerì, in tale circostanza, di limitare l’ampliamento del Parco tenendosi a una distanza di 100-150 metri dalla strada di Val Granda. Tale ipotesi vanificava però le necessità di estendere adeguatamente le misure di tutela del territorio, tenuto conto che nella zona ci sono anche le sorgenti del Forame, una delle principali fonti di acqua potabile di Cortina la cui integrità va assicurata in via prioritaria.
La Deputazione ha perciò scelto di presentare all’Assemblea Generale la perimetrazione poi approvata dalla stessa. Su indicazione dell’Assemblea, poi, la Deputazione Regoliera ha aggiornato i contenuti del Piano relativi alla “zonizzazione” delle nuove aree incluse nel Parco con sua delibera del 8 ottobre 2014. La procedura scritta nella legge istitutiva, che è stata seguita nelle sue varie fasi dal Direttore del Parco, Michele Da Pozzo – che ne è responsabile per legge – prevede che sia la Regione Veneto a decidere in merito alle proposte dell’ente gestore, acquisito il parere non vincolante del Comune di Cortina d’Ampezzo attraverso il Consiglio Comunale. La procedura che prevede l’applicazione delle disposizioni della legge istitutiva (L. R. 21/1990) è, peraltro stata ribadita dalla Regione Veneto in una lettera alle Regole del 16 settembre 2015.
Nel corso di questo iter, la Commissione regionale VAS ha richiesto il parere comunale già il 6 febbraio 2015. Il 7 agosto 2015, dopo una visita a Cortina dell’Assessore regionale ai Parchi, il Comune di Cortina è stato nuovamente sollecitato ad esprimere il suo parere, che alla data odierna non è ancora stato fornito. La legge prevede che, in questi casi, il parere del Comune sia comunque da acquisire, ma che ogni disposizione sul Piano Ambientale spetti all’ente gestore e alla Regione Veneto.
In quasi un anno e mezzo dalla delibera assembleare il Comune aveva il tempo di richiedere sia integrazioni, sia chiarimenti, ma la pratica è rimasta ferma fino a che la Regione Veneto non ha più volte sollecitato risposte.
Fuori luogo sono le considerazioni del Comune sulle irregolarità burocratiche operate dalle Regole, irregolarità che in caso avrebbe dovuto essere la Regione a segnalare, visto che è l’interlocutore principale sul tema, ma che non ha segnalato perché le procedure sono state seguite correttamente.
L’istituzione di aree di pre-parco può invece essere un’iniziativa comunale sul territorio esterno ai confini dell’area protetta, ma l’idea è emersa solo in risposta alla procedura avviata per le Regole in Val Pa deon e Val Granda, peraltro senza alcuna motivazione ambientale o tecnica e senza alcun colloquio fra Comune e Regole.
La modifica dei confini del Parco non coinvolge, poi, i confini delle zone Sic e Zps, che sono perimetrazioni connesse a normative europee che la Regione può modificare di sua iniziativa, senza che altre varianti di natura urbanistica – quale ad esempio un Piano Ambientale – le possano toccare. La Regione Veneto attende ora solo il parere comunale per dare approvazione definitiva alle proposte dell’Assemblea dei Regolieri.

Ciasa de ra Regoles
Anno XXIV – n. 156
Settembre 2015