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"La Vicìnia"
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Renzo Quaglia, generoso difensore dei Beni collettivi di Noiariis e di Priola, Frazioni di Sutrio, in Carnia

Durante l’estate è mancato l’agricoltore Renzo Quaglia
UN TENACE COMBATTENTE
Con coraggio e generosità ha difeso di Beni collettivi di Noiariis e di Priola

[Luca Nazzi, presidente del Coordinamento della Proprietà collettiva in Friuli-V. G.]
«Al diseve ce ch’al pensave e nol veve pôre di nuie» (diceva ciò che pensava e non aveva paura di nulla): così familiari e amici ricorderanno Renzo Quaglia, il combattivo agricoltore di Noiariis di Sutrio, morto il 21 luglio scorso, a causa di una grave malattia.

Fin da giovane, Renzo Quaglia si è impegnato per la difesa e per la valorizzazione dei Beni collettivi del suo paese e della Carnia intera e il suo prezioso archivio è stato sempre a disposizione del Comitato frazionale e del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva, con i quali ha collaborato attivamente.
Ogni forma di usurpazione e di tradimento del Bene comune e degli Assetti fondiari collettivi era per lui intollerabile, soprattutto se favorita o, peggio ancora, architettata da responsabili della cosa pubblica di qualsiasi livello.
Per la sua azione coraggiosa ha dovuto sopportare diffamazioni, intimidazioni e ripicche, ma non ha mai ceduto, fedele ad una tradizione d’impegno che ha sempre caratterizzato la sua famiglia (il fratello Mario è stato a lungo presidente del Comitato frazionale e nell’organo di autogoverno delle Comunità di Priola e Noiariis è stato impegnato anche il figlio Stefano).
Nato nel 1934 a Noiariis, Renzo Quaglia ha iniziato la sua vita professionale come falegname. Di fronte alla crisi del settore, nel 1978, ha avviato un’azienda zootecnica che è giunta a contare fino a 25 capi di bestiame. Dalla moglie Vanda Bianzan di Arta ha avuto 5 figli, Paola, Marco, Maria Teresa, Nicolò e Stefano. Al nipote Ivan di 16 anni, che lo ha assistito con ammirevole devozione, ha trasmesso un grande amore per la difficile vita dell’allevatore e sarà lui, con ogni probabilità, a prendere in un prossimo futuro il timone dell’azienda familiare.