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"La Vicìnia"
Avrîl dal 2005
 

A maggio, quando la Regione approverà le variazioni di bilancio, si potrà valutare se davvero le proposte del Popolo delle Terre civiche saranno state finalmente accolte
SVOLTA NEI RAPPORTI CON LA REGIONE?

[Carlo Grgic, Portavoce del Coordinamento regionale tra i comitati per l’Amministrazione separata degli Usi civici e Consorzi di Comunioni familiari delle Terre collettive; Renzo Trentin, Presidente del Coordinamento per le province di Udine e Pordenone; Giovanni Mattiussi, Presidente del Coordinamento per la provincia di Gorizia; Fabio Krevatin Presidente del Coordinamento per la provincia di Trieste]


I rappresentanti del Coordinamento regionale in Friuli-V. G. per i Comitati per l’Amministrazione separata degli Usi Civici, nel dicembre scorso, si sono incontrati con l’assessore regionale per le Autonomie locali, Franco Iacop, presso l’assessorato a Udine, per approfondire la problematica degli Usi civici nella Regione, anche facendo riferimento alla 10a riunione scientifica organizzata dal Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive dell’Università di Trento.
Oggetto della riunione: come stare al passo con altre simili organizzazioni esistenti in Italia, ma soprattutto come agire concretamente e subito, nello stesso interesse della Regione Friuli-V. G. Affinché un patrimonio storico millenario non venga completamente disperso, è indispensabile garantire una minima dimensione organizzativa a tali soggetti. Durante l’incontro si è discusso anche sulla nuova e sintetica legge regionale sugli Usi civici che, mediante la soppressione di tutte le norme contraddittorie ed ostative della legge fondamentale del 1927, potrebbe finalmente porre ordine e chiarezza in questa materia e considerare le reali esigenze della Regione, nello stesso interesse dell’Amministrazione regionale.
Nel corso della riunione, di comune accordo, si è convenuto sui contenuti di una proposta di “Progetto di assistenza gestionale per Usi civici e Proprietà collettive del Friuli-V. G.”.
Il documento, successivamente messo a punto e consegnato all’assessore Iacop il 27 gennaio di quest’anno, si propone l’assistenza alla programmazione e gestione degli Usi Civici e dei Domini Collettivi, che nella Regione sono 88. Apre una prospettiva istituzionalmente moderna e socialmente utile a tali realtà, attualmente alle prese da un lato con l’obbligo di svolgere tutti quegli adempimenti che la legge prevede per soggetti che, per obiettivi, modalità di programmazione, gestione e controllo, si connotano come pubblici e dall’altro lato con l’oggettiva difficoltà organizzativa propria di realtà minori che, neppure consorziandosi (attraverso razionalità operative ed economie di scala), potrebbero disporre delle risorse umane e materiali indispensabili ad un modo innovativo di programmare e gestire le Proprietà Collettive.
Si è proposto quindi la costituzione di una rete fisica e virtuale delle migliori competenze programmatorie, tecniche ed amministrative: un Centro che potrà coordinare le competenze professionali del mercato, necessarie per risolvere le specifiche problematiche delle singole realtà, e che potrà garantire soprattutto l’assistenza complessiva all’intera gestione degli Usi Civici e delle Proprietà Collettive. Se, infatti, da un lato autonomia e specificità territoriale delle singole proprietà collettive non consentono un’organizzazione centralizzata delle funzioni di gestione, dall’altro si può invece pensare al finanziamento pubblico per l’impostazione organizzativa, per un’assistenza qualificante e continua e per tutte quelle attività che non sono oggettivamente alla portata delle singole realtà (straordinaria amministrazione, attività turistiche, culturali, commerciali, progettualità di filiera o locale, partecipazione a bandi, ecc.). La Provincia autonoma di Trento, già nell’aprile 2003, ha scelto di favorire queste forme di economia degli scopi e delle risorse, ma la stessa Regione Friuli-V. G. ha adottato questo principio, ad esempio in quella misura del “Piano di sviluppo rurale” che contempla il sostegno pubblico delle spese di gestione dell’associazionismo forestale o nelle risorse destinate alla costituzione dei “Centri di assistenza tecnica” alle imprese. Inoltre, la stessa Regione ha concesso contributi straordinari per concorrere alle spese di primo impianto di 29 Vicinie, negli anni 2002-2004, per un totale complessivo di 225 mila euro.
La proposta del Coordinamento regionale è quindi l’organizzazione a rete, anche in forma telematica, degli Usi Civici e dei Domini Collettivi del Friuli e del Carso triestino, per rendere disponibili tutte le risorse materiali ed umane necessarie ad una loro gestione moderna e socialmente utile.