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"La Vicìnia"
Jugn dal 2015
 
Giorgio Pizziolo, presidente del centro Cervati di Seravezza (foto tratta dal sito: www.perunaltracitta.org/la-citta-invisibile/autori/)

Il giudice costituzionale Paolo Grossi, autore dell’opera “Un altro modo di possedere. L’emersione di forme alternative di proprietà alla coscienza giuridica postunitaria” (1977) e decano del Comitato scientifico del Centro studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive di Trento (www.usicivici.unitn.it/)
Come gestire in “modo diverso” le risorse delle Alpi apuane
“POSSESSO” DELLE COMUNITà
Il Centro Cervati di Seravezza ricorda l’avvocato Cesare Piccioli

[Giorgio Pizziolo, presidente del Centro Cervati di Seravezza]
Il Centro Cervati di Seravezza, insieme a “Italia nostra” e “Legambiente” Toscana, nonchè all’“Arci”, invitano all’incontro “Terre collettive: un diverso modo di possedere e di gestire le risorse delle Alpi apuane”, in programma il 13 giugno a palazzo Binelli di Carrara (in via Verdi 1), per ricordare Cesare Piccioli, avvocato e difensore degli interessi comunitari.

Il perché di un ricordo “attivo”

L’avv. Cesate Piccioli, recentemente scomparso all’età di 92 anni, è stato una delle figure più limpide ed autorevoli, sia come ricercatore e scienziato, sia come sostenitore e difensore dei diritti e della natura collettiva delle terre delle popolazioni apuane, ed in particolare del monte Sagro e di Carrara.
Essendo stato fondatore e presidente onorario del Centro Cervati, abbiamo pensato con altri amici delle associazioni ambientaliste toscane di ricordarlo, e di fare questo, coerentemente con il suo messaggio, non con una generica celebrazione ma con una giornata di approfondimento delle questioni che lo avevano interessato per tutta la vita e che proprio oggi tornano ad essere estremamente attuali: quelle sulla natura patrimoniale e sulle proprietà delle terre apuane e conseguentemente sugli usi (e spesso sugli abusi) che vi vengono praticati.
Ritenendo infatti sulla base di numerosi studi e ricerche che queste montagne non siano per loro natura, una proprietà privata e che non siano neppure di proprietà pubblica ma che siano, sotto diverse forme, una forma di “possesso” delle comunità che le abitano, secondo quelle modalità del “possedere” che vengono definite civiche e che comportano particolari scelte, caratterizzazioni e rispetto del bene attraverso il suo uso corretto.
Questa condizione storica diviene particolarmente significativa oggi, quando queste montagne vivono una situazione sempre più contradditoria poiché da un lato sono oggetto di interessi sempre più aggressivi da parte del mercato globalizzato del marmo e del carbonato di calcio e dall’altro risultano una risorsa ambientale e paesistica di primaria importanza, un valore ecologico (estetico) e di qualità della vita ineguagliabile per le popolazioni che le abitano e per tutti quelli che entrano comunque in rapporto con esse. Conseguentemente rappresentano la risorsa estrema per un riequilibrio ecologico di vaste aree urbane ed industriali fortemente compromesse che possono fare riferimento e affidamento allo straordinario valore naturalistico e paesistico di queste montagne.
Ma questo richiede un cambiamento mentale e pratico totale, una vera e propria evoluzione culturale e operativa, molto lontana dagli atteggiamenti di sfruttamento e di rapina attualmente sempre più aggressivi, dove spesso, dispiace dirlo, sono proprio le prese di posizione delle singole comunità locali quelle più aggressive nei confronti del proprio territorio, in realtà agendo nell’interesse dei poteri forti globalizzati. Uscire da questa situazione esasperata e lacerante pensiamo che sia possibile solo lavorando tutti insieme ad una nuova prospettiva generale, fondata appunto su questa condizione di nuovo modello gestionale basato sulla consapevolezza di questo “modo diverso” di rapportarsi alla montagna, a tutti gli abitanti, alle produzioni, e alle relazioni e gli scambi con il mondo, proprio a partire da quello che anche l’avv. Piccioli ci ha insegnato.
Per poterlo fare, abbiamo pensato che si poteva cominciare con una riflessione condotta con i più alti rappresentanti di questo pensiero, ancora da approfondire nella sua versione contemporanea, e che ringraziamo sentitamente per avere accolto il nostro invito, per accompagnare così i primi passi nostri e di chi intende incamminarsi con noi.

Per il Centro Cervati
prof. Giorgio Pizziolo, presidente

Presiede e coordina il prof. Paolo Grossi, giudice della Corte Costituzionale

Ore 9.30 - Significato dell’incontro e ricordo dell’avv. Piccioli
Ildo Fusani, Centro Cervati

Terre collettive ed economie solidali contemporanee
prof. Pietro Nervi, Centro Studi e Documentazione sui Demani Civici e sulle Proprietà Collettive - Università di Trento

Attualità della sentenza De Tommaso - 1983 - La demanialità civica degli agri marmiferi
avvocato Athena Lorizio, Aproduc

Alpi Apuane e gestione del Territorio come Bene Comune
prof. Giorgio Pizziolo, presidente Centro Cervati

Intervento di “Italia Nostra” (“Il caso Carrara, l’abuso e la crisi del Territorio)
Intervento di “Legambiente” (“Il territorio civico e la legislazione recente”)

Ore 12.30 - Dibattito

Ore 13 - Conclusioni (prof. Paolo Grossi)

Il programma e la presentazione del convegno possono essere scaricati nel sito web del Centro studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive (www.usicivici.unitn.it/download/newsletter/20150603_1457CesarePiccioli.pdf).