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"La Vicìnia"
Avrîl dal 2005
 
Maria Colmano

CUNGJň MARIE

[Elisa Moscone]
Ai 26 di Novembar e je muarte Marie Colmano di For Disot, presidente e anime dal “Comitât civic ecologjic fornet” e preseade colaboradore dal nestri sfuei, che lu vevin ideât e progjetât insiemit.No ŕ rivât adore di sapuartâ lis consecuencis dal ictus che le veve colpide tal Istât dal 2004. E jere une femine masse fuarte, masse combative, indipendente e amante de libertât e de justizie, par acetâ di jessi restade pidimentade, cence l’űs di une man e, sore dut, cence fevele.E je muarte a Sestri Levante, in Ligurie, lŕ ch’e veve lavorât di zovine e che si jere deplomade, daspň dai agns de emigrazion tal forest, in Svuizare. E veve 77 agns, jessint nassude ai 8 di Març dal 1927. Dute la redazion di “La Vicěnia” e dut il Popul des tieris civichis si unissin tal corot de comunitât di For Disot e dal “Comitât civic ecologjic fornet”, che i augurěn di tignî adalt chel ferâl che Marie Colmano e ŕ puartât cun tante braure e sintiment.

Parlare della figura di Marie (come tutti la chiamavano) significa ricordare le chiacchierate fino a notte fonda piene di ricordi della sua infanzia, delle storie che le sue zie narravano su avvenimenti del secolo passato e spaccati di vita ottocentesca, sapori antichi di un paese che lei ha visto bruciare e che si mescolavano alla vita da emigrante e alle difficoltŕ di ragazza madre negli anni Cinquanta.
Quando l’ho conosciuta, appena tornata a Forni dopo una vita all’estero ed in Liguria, mi affascinava con aneddoti di una Forni lontana, raccontando avvenimenti, fatti curiosi o trgici, tramandati nelle generazioni o vissuti in prima persona come la guerra e l’emigrazione. Con lei era cosě: parlando del piů e del meno uscivano storie antiche; i suoi consigli partivano da un lungo preambolo di vissuto e tramandato, era come leggere un libro su mondi sconosciuti che definendosi pagina dopo pagina sfociava nel famoso consiglio di Marie. Lei c’era sempre per un consiglio.
Prima di tutto era un’amica e poi era il Presidente del “Comitato civico ecologico fornese”; davanti ad un caffč prima si parlava di noi, dei sogni che amava interpretare, commentava i fatti di cronaca, poi c’era il Comitato. Lei era il Comitato: le sue idee, la sua forza di volontŕ, la sua tenacia e la sua voglia di lottare per i diritti di Uso civico, questo costituiva il Comitato. Chi “lavorava” con lei e ne condivideva le battaglie dipendeva dalla sua forza e dalla sua preparazione acquisita con determinazione su pubblicazioni difficili, testi di legge, delibere, libri di storia; non si č tirata indietro di fronte a niente e a nessuno. Di conseguenza č stata un personaggio scomodo perché pretendeva risultati, esigeva il rispetto dovuto ai diritti di Uso civico – come diveva lei –, rispetto che ha cercato fino alla fine. Dei molteplici lavori e successi del Comitato l’artefice č stata Marie in prima persona: chi telefonava, chi teneva i contatti con personalitŕ politiche ed accademiche, con altri comitati, con persone semplici che a lei si rivolgevano per dare voce alle proprie battaglie, era solo lei.
Chi, come me, collaborava alla vita del Comitato si sedeva al suo tavolo ed iniziava una lezione di storia, di diritto, di vita e poi decideva con lei il daffare. Insieme abbiamo scritto appelli in difesa dell’Uso civico di Forni al presidente della Repubblica, alla Comunitŕ europea, al Senato, alla Camera, ai tribunali, al difensore civico, ai presidenti di Regione e Provincia, agli assessori, al commissario per gli usi civici, ai sindaci; molti articoli ai giornali, tante relazioni da portare ai convegni o da consegnare a coloro che hanno voluto riceverci. Non sempre le risposte, quando sono arrivate, erano soddisfacenti. Lei sapeva affrontare tutto con una forza speciale e con l’umiltŕ di provare sempre a bussare a tutte le porte. Il Comitato che lei ha fortemente sostenuto e portato avanti per decenni, la difesa dei diritti di Uso civico, la necessitŕ di chiarezza nei rapporti fra ente gestore e comunitŕ titolare del diritto sono stati la sua ragione di vita, il suo impegno, il suo coraggio e la sua lealtŕ: un insegnamento indelebile.
Ma l’ereditŕ che lascia in questi termini č pesantissima perché Marie era unica e ricalcare le sue orme, anche solo per continuare il suo lavoro, č un compito assai gravoso.