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"La Vicìnia"
Avrîl dal 2005
 
Paolo Fantoni

Dulà saressie la “publiche utilitât” de distruzion dal teritori?
ELETTRODOTTO SELVAGGIO
Siamo ormai vicini alla piena liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica che avverrà nel 2006, come prevede il decreto Bersani del ’99 e varie integrazioni successive, e già da qualche anno, alcune grandi aziende della nostra Regione, si stanno preparando a cogliere le opportunità più vantaggiose, che questa apertura del mercato energetico dovrebbe portare

[Maria Grazia Rega, del “Comitato per la tutela del territorio alpino” e Frazionista di Valle e Rivalpo]


La “Fantoni s.p.a.” di Rivoli di Osoppo è una delle grandi aziende che hanno un bisogno crescente di energia elettrica, per poter aumentare la propria competitività sul mercato. Una soluzione sarebbe quella di acquistare energia dalla vicina Austria, ad un costo minore di circa 1/3 rispetto a quello del nostro “Gestore nazionale”. Così nel 2003 la “Fantoni” presenta un progetto alla Regione Friuli-V. G., che prevede la costruzione di un elettrodotto a doppia terna di 132.000 volt; l’amministrazione regionale deve ora decidere in merito alla “Situazione di impatto ambientale”. Attualmente è allo studio la scelta del tracciato, che prevede la congiunzione con l’elettrodotto austriaco nei pressi di Rattendorf, si passerà poi sul versante friulano attraverso la Sella di Valdolce, il Passo di Cason di Lanza e l’Alta Val Pontebbana, per arrivare nella Val Aupa e costeggiare il fiume Fella fino al lago di Cavazzo e arrivare poi a Rivoli, guadando il Tagliamento a monte del colle di Osoppo.
Attraverserebbe quindi delle aree di alto interesse paesaggistico. Fra esse, alcune sono vincolate dalla legge 1766 del 1927, stiamo cioè parlando degli Usi civici delle frazioni di Rivalpo e Valle, che si trovano nella prima parte del tracciato, in Valdolce, Creta di Aip e Piani di Lanza, dove sorge un agriturismo. Questi diritti finora hanno contribuito a mantenere l’ambiente integro e a sfruttarlo in maniera sostenibile. Con l’apertura dell’agriturismo, gli Usi civici, hanno pure contribuito allo sviluppo economico delle due frazioni di Arta Terme. Oltre tutto, la zona è sottoposta a dei vincoli in base alle direttive comunitarie sulla protezione del gallo cedrone.
L’opera della “Fantoni”, andrebbe dunque ad intaccare un territorio con un suo equilibrio naturale, dove la presenza dell’uomo è discreta e sempre in sintonia con i ritmi naturali dell’ambiente. Noi di Valle e Rivalpo, titolari dei diritti di Uso civico, non discutiamo le necessità energetiche di un’azienda leader nel suo settore, ma chiediamo se non ci siano altre possibili alternative che tengano conto di entrambe le esigenze: quella di tutela e valorizzazione del territorio da parte dei suoi abitanti e quella di produzione della ditta “Fantoni”. Per questo, assieme ai cittadini dei comuni interessati dal passaggio dell’elettrodotto, ci siamo riuniti in un “Comitato per la tutela del territorio alpino”. Il nostro portavoce, Mario Di Gallo di Moggio, ha interpellato le amministrazioni comunali interessate, che hanno tutte – tranne Paularo – deliberato negativamente sulla questione. Nell’ultimo degli incontri pubblici di sensibilizzazione e confronto sulla questione, tenutosi presso la Comunità montana della Carnia, a Tolmezzo, è emersa la posizione dell’assessore alla montagna, Enzo Marsilio, che auspica venga costruito un elettrodotto interrato che possa servire anche alle altre aziende che hanno presentato progetti analoghi, cercando di farlo passare in zone a minor impatto ambientale possibile. Questo ci ha dato un po’ di speranza anche se ci rendiamo conto che è una decisione che dovrà prendere tutto il Consiglio regionale.
La “Fantoni”, però, non sembra intenzionata a voler discutere della cosa, perché ha presentato domanda per ottenere per l’opera il riconoscimento di “pubblica utilità”, che dovrebbe essere rilasciato quando non ci sia valida alternativa all’esproprio e quando non risulti possibile nessun altro tracciato per la costruzione. Su questo punto, invece, secondo l’opinione di molti residenti, si può ancora discutere, dato che quello di Valdolce non è l’unico “confine” che il Friuli ha con la Carinzia.
A tal proposito, sarebbe bene che la bozza della legge 30/2002 diventasse legge regionale per disciplinare il commercio di energia elettrica prima della liberalizzazione piena del mercato. Con l’attuale normativa statale, è relativamente semplice ottenere la “pubblica utilità” (perché costruirsi un elettrodotto, comporta un risparmio energetico), ma quando chiunque nel 2006 potrà vendere energia elettrica, quale sarà l’utilità per i cittadini che subiscono la servitù di questi impianti energetici? Che siano forse gli esigui rimborsi degli espropri?
La stessa ditta “Fantoni”, per tornare al nostro caso, ha un fabbisogno energetico annuo di 52.000 volt circa e vuole costruire un elettrodotto a doppia terna di 132.000 volt, non se ne capisce il motivo visto che l’energia elettrica non è un bene accumulabile. Questo ci fa pensare che ci sarà senz’altro un’utilità, ma chiamarla “pubblica” offende la nostra intelligenza!
In Carnia ci si augura che non sia questo lo sviluppo previsto per la nostra montagna. In periodi di crisi occupazionale come questo, si deve puntare alle risorse interne e quelle della montagna friulana sono le sue bellezze ambientali ancora da scoprire: un patrimonio che abbiamo il dovere di consegnare integro ai nostri figli, ma se per farlo dovremo lottare, di sicuro non ci arrenderemo mai.