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"La Vicìnia"
Març dal 2015
 

Un baluardo a difesa delle specie viventi e delle Comunità umane
BIODIVERSITà NASCOSTA
Se ne parla a Rovigo, non tralasciando le esperienze virtuose degli Assetti fondiari collettivi

[L. N.]
La tutela della biodiversità non è un baluardo a difesa soltanto delle specie viventi, ma anche delle Comunità umane. Inoltre, è necessaria anche per il benessere delle future generazioni.
Sulla scorta di queste convinzioni, Fondazione culturale “Responsabilità etica” e Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Trieste organizzano il convegno “Biodiversità nascosta. Valori e pratiche della diversità biologica nelle aree fragili”, in programma a Rovigo il 20 e il 21 marzo.


«La tutela della biodiversità è posta al centro dell’agenda politica di istituzioni europee e nazionali. Essa rappresenta un baluardo a difesa delle specie viventi, delle comunità umane e del benessere delle future generazioni.
La biodiversità risulta impoverita sia in contesti molto urbanizzati che in aree rurali in via di abbandono. L’azione umana è segnata da ambiguità e ignoranza rispetto ai valori della biodiversità. Da questo nasce il titolo del convegno: biodiversità nascosta di cui svelare gli assunti culturali, usi commerciali sostenibili, il suo valore per la socialità».
Con queste parole la Fondazione culturale “Responsabilità etica” e il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Trieste invitano al convegno “Biodiversità nascosta. Valori e pratiche della diversità biologica nelle aree fragili”.
Sarà in programma venerdì 20 e sabato 21 marzo, a Rovigo, presso il “Consorzio Università Rovigo” di viale Marconi 2.
Il convegno, organizzato attraverso un “call for cases” nazionale, coordinato dal professor Giorgio Osti dell’Ateneo di Trieste, ha raccolto «decine di esperienze virtuose che segnalano la fecondità del tema biodiversità per le aree fragili».
Fra i patrocinatori dell’evento, figurano anche gli “Antichi Beni Originari” di Grignano Polesine.
I lavori apriranno alle ore 15 di venerdì 20 marzo, con l’intervento di Giorgio Osti su “Le ragioni del convegno” e la relazione di Giovanni Carrosio (Comitato nazionale Aree Interne) su “La valorizzazione della biodiversità nelle aree interne”, dopo i saluti di Roberto Tovo (Consorzio Università Rovigo), Anna Fasano (Banca Popolare Etica) e Roberto Scarciglia (Università di Trieste).
Alle ore 16.30 prenderanno il via le prime “Sessioni parallele” su “Biosviluppo” e “Bioreti”, moderate rispettivamente da Anna Natali e da Davide Marino.
Al tema “Biosviluppo” saranno dedicate 5 relazioni: “Paesi della Pedemontana feltrina: dall’abbandono alla consapevolezza” (C. Lasen); “Prepararsi alla biodiversità coltivata nella provincia di Belluno” (F. Balzan, V. De Marchi e C. Zanetti); “Investire sulla biodiversità. La tartuficoltura nelle colline bresciane” (V. Corradi); “Il progetto LIFE+ InBioWood. Piantagioni policicliche permanenti nelle Valli Grandi Veronesi” (E. Buresti); e “Il Parco comune dei frutti minori (Castiglione d’Otranto)” (G. Piccioli Resta e M. Melgiovanni).
Altre 5 relazioni caratterizzerano la seconda sessione, dedicata alle “Bioreti”: “La manifattura Marinati di Comacchio e la tutela dell’habitat dell’anguilla” (V. Barone); “Ortinrete: orti sociali e solidali in Trentino-Alto Adige” (J. Politeo, G. Pezzini, S. Delugan, F. Bigaran); “Biodiversità e pastori migranti. Il progetto TRAMed” (M. Nori); “Buone pratiche d’uso della biodiversità. Il caso del Genepì nelle Alpi Occidentali” (S. Mazzarino); e “Foreste nella rete: associazionismo e multifunzionalità nelle foreste di pianura del Veneto” (L. Brotto).
Anche la giornata del 21 marzo si aprirà con nuove “Sessioni parallele”. Alle ore 9 ci si confronterà su “Bioscienza” (modera Davide Pettenella) e “Biorecupero” (modera Stefano Soriani).
Le rispettive relazioni affronteranno le seguenti questioni: “Conservare biodiversità nascosta: il caso della foresta boreale canadese (C. Burlando, N. Deutsch); “Servizi ambientali a pagamento in Lessinia” (L. Secco P. Gatto, E. Vidale, G. Corradini, I. Pasutto, M. Dissegna); “Toscana: biodiversità in aree “non protette” e “marginali” (L. Lombardi M. Giunti, G. Santini); “Citizen science, scoperta e gestione del territorio” (S. Martellos, M. Amati); e “Esperienza di agricoltura sociale e ortoterapia a Pisa” (A. Greggio). E poi: “Il fagiolo bianco di Frattura (L’Aquila)” (A. Rizzo, C. Tebaldi); “Biodiversità e proprietà collettive: il ruolo delle Comunelle del Carso triestino” (N. Carestiato); “Parco delle Dune Costiere e gli ulivi secolari per ricostruire comunità solidali” (G. Ciola e F. Maiorano); “Come conservare la pecora di razza Lamon nel Parco Paneveggio-Pale S. M.” (P. Partel, C. Zorzi, V. Ducoli); e “Salvaguardia di zoo-diversità tra supporto pubblico e valorizzazione economica” (A. Povellato, F. Vanni).
Le “Sessioni parallele” delle ore 11.15, “Biogestione” e “Biopratiche”, saranno moderate da Giorgio Osti e da Riccardo Santolini.
I temi trattati saranno: “Il valore della biodiversità: casi italiani nel Progetto LIFE+ MGN” (A. Marucci et alii); “Progetto Trecorala: TREzze e CORalligeno dell’ALto Adriatico” (S. Ciriaco); “Parco dell’Aspromonte: contratti di responsabilità sociale contro gli incendi” (M. Palmieri et alii); “La gestione della caccia nella Partecipanza Agraria di Villa Fontana” (M. Filippini); e “Un «bosco» urbano a Palermo: una sfida per il rilancio della «biodiversità sociale»” (G. L. Corinto, E. Nicosia), per quanto riguarda la “Biogestione”.
“Un antico modello di cerasicoltura nella Comunità montana del Monte Maggiore (CE)” (V. Abbate); “Il giardino della memoria fruttale: meli e peri nel comune di Fregona (TV)” (L. Chies e D. Nucilla); “Francesco, la biodiversità agricola e la nuova vita del borgo di montagna (Pc)” (P. Milone, F. Ventura); “Il sistema integrato di microaree protette dell’Alto-Astigiano-Basso Monferrato” (F. Correggia, E. Ercole); e “Semi Autonomi: progetto di recupero dell’agricoltura contadina in Calabria” (Y. Piersante), per quanto riguarda le “Biopratiche”.
Il convegno sulla “Biodiversità nascosta” si concluderà con una tavola rotonda, alle ore 14.30, animata da Piero Franzoi, ecologo dell’Università Ca’ Foscari di Venezia; Patrizia Rossi della Lega italiana protezione uccelli; Stefano Previatello, presidente della Proprietà collettiva “Antichi Beni Originari” di Grignano Polesine; e Giorgio Trentin, dirigente della Sezione Agroambiente della Regione Veneto; e moderata da Andrea Povellato del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (“Cra-Inea”).
Per informazioni possono essere contattati i siti web: www.lscmt.units.it/osti/15biodiversità/biodiversitàfragile.htm e www.bancaetica.it/blog/biodiversita-nascosta e gli indirizzi mail: alessia.agnoletto@libero.it e ostig@sp.units.it.
Per l’iscrizione gratuita basterà cliccare: www.eventbrite.it/d/italy--rovigo/events/.