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"La Vicìnia"
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Le Partecipanze agrarie emiliane hanno presentato a trento il loro progetto di cooperazione internazionale in brasile, all’insegna della proprietà collettiva
LA PARTECIPANZA IN BRASILE

[Michele Filippini, presidente della Partecipanza agraria di Villa Fontana (comunicazione presentata alla X Riunione scientifica di Trento; 11-12.11.2004)]


Già da alcuni anni le Partecipanze agrarie emiliane sostengono un progetto di cooperazione internazionale che sta tentando di introdurre il modello di godimento delle terre di questi millenari enti nello scenario della riforma agraria brasiliana. L’esperienza prende il via, come spesso, accade, da un fatto quasi casuale, ossia la cessione in eredità alla parrocchia di Candido Mendes, una sperduta località nel nord est del Brasile, nello stato del Marañao, di un’azienda agricola dell’estensione di circa 200 ettari. Il parroco di questa comunità era allora don Dante Barbanti, un italiano che per anni ha svolto il proprio ministero a Portonovo, una frazione del comune di Medicina, nel bolognese, proprio a ridosso delle terre della Partecipanza di Villa Fontana.
Don Dante, con l’aiuto dei propri ex parrocchiani, ha cominciato a tessere una fitta rete di rapporti e di contatti che è arrivata fino al sen. Giovanni Bersani, riferimento per diverse realtà della formazione, soprattutto agricola, molto noto nel territorio bolognese anche per il suo apporto a progetti di cooperazione internazionale. L’attività e l’impulso del sen. Bersani hanno permesso il coinvolgimento di un buon numero di cooperative agricole medicinesi, dell’amministrazione comunale e di altre realtà locali dell’associazionismo e del terzo settore (Movimento cristiano lavoratori, Associazioni di volontariato, parrocchie), in maniera tanto rilevante da permettere a questa iniziativa di convergere fra le azioni dell’associazione “Pace Adesso” (Pace now) che, assunta la titolarità del progetto di aiuto per Candido Mendes, ha formato, a Medicina, una propria sezione distaccata. Da subito sorge l’idea di riproporre, in quella lontana terra sudamericana, il modello che ha permesso alle Partecipanze di sopravvivere per 8 secoli, ossia l’assegnazione dei terreni alla comunità “ad meliorandum”, secondo un modello di natura enfiteutica. Il progetto, ormai al quarto anno del suo sviluppo, ha portato alla costituzione di un apposito ente in loco, l’“Obras sociais a fonte”, destinato a gestire il patrimonio fondiario ed i meccanismi della sua assegnazione e retto da Jurcelei Batisti, figlio di immigrati trentini, fiduciario del parroco di Candido Mendes. Grazie all’apporto di alcuni volontari provenienti dall’Italia si è provveduto a delimitare in maniera appropriata il fondo (ancora oggi in Brasile l’occupazione è, di fatto, un modo di acquisto della proprietà di un terreno) ed a fornire alcune rudimentali nozioni di un’attività agricola intensiva. Ad un sostegno finanziario diretto si è unito, nel 2004, l’invio di attrezzature agricole compresa una barra per le irrigazioni donata dalle 6 Partecipanze agrarie emiliane. Al momento una piccola parte dell’azienda (circa il 20%) è stata frazionata e concessa in coltivazione ad alcune famiglie del luogo con il dichiarato intento di riproporre alla comunità di Candido Mendes il modello delle Partecipanze, ossia l’attribuzione alle famiglie insediate su quel territorio, per un determinato periodo di tempo e secondo una rotazione predefinita, di un appezzamento di terreno sufficiente oggi a coprire le esigenze di auto consumo familiare ma destinato, grazie all’apprendimento delle tecniche dell’agricoltura intensiva (in quelle zone si può arrivare a 3 raccolti all’anno!) ed all’arrivo degli strumenti meccanici per la lavorazione del terreno, a produrre benefici anche per tutta la comunità, fornendo l’innesco, con un meccanismo virtuoso che si vorrebbe avviare, per lo sviluppo economico di quella regione. A questo riguardo si è provveduto a tradurre in portoghese lo Statuto delle Partecipanze, unitamente ad una serie di commenti e consigli per i responsabili brasiliani dell’azienda, elaborati grazie anche all’aiuto determinante di Rodolfo Zambelli, presidente del Comitato di coordinamento e studio sulle Partecipanze agrarie emiliane. Una volontaria italiana ha ricevuto il compito di seguire per almeno un anno lo sviluppo del progetto e soprattutto l’adozione dello Statuto attraverso cui i terreni verranno assegnati ai membri della comunità locale secondo i principi della Proprietà collettiva. Inoltre, l’“Obras sociais” ha avviato una trattativa per l’acquisto di un’altra azienda di circa 300 ettari (in vendita al mirabolante costo di 20 mila euro!) attraverso cui coinvolgere un maggior numero di famiglie nel progetto.
A tal proposito, si è avviata una ricerca di fondi. Grazie all’apporto del console onorario del Brasile a Bologna, dottor Macchiagodena, si sta tentando di coinvolgere nel progetto il governo brasiliano, attraverso le autorità amministrative locali. Al momento, infatti, la spinta riformatrice avviata dall’elezione del presidente brasiliano Lula, con la promessa di una riforma agraria che affronti il problema del latifondo e dei “Sem terra”, potrebbe trovare nel modello sperimentato a Candido Mendes una modalità di effettiva ed efficace incidenza nel contradditorio e complesso sistema economico brasiliano. Sarebbe davvero singolare, per quanto stupefacente e fonte d’immensa soddisfazione, poter verificare fra qualche anno che la Proprietà collettiva ha contribuito a risolvere problemi di povertà e sfruttamento che coinvolgono, da decenni, milioni di persone in Brasile. Se non altro per chi considera ancora questi enti come un residuato storico non più al passo con i tempi...