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"La Vicìnia"
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Il sistema di valori della Partecipanza agraria di Nonantola
QUATTRO PUNTI SALDI
È la più antica fra le 6 Partecipanze emiliane tuttora esistenti

Auguri migliori, per le recenti festività natalizie e di fine anno, gli amministratori della Partecipanza agraria di Nonantola non potevano rivolgere ai propri concittadini.
Nel numero di dicembre del periodico “Notizie dalla Partecipanza”, hanno infatti pubblicato il documento “I valori”.
Il testo, che può essere letto anche nell’interessante sito della più antica fra le 6 Partecipanze emiliane tuttora esistenti (Nonantola, Sant’Agata Bolognese, S. Giovanni in Persiceto, Cento, Pieve di Cento, Villa Fontana-Medicina), all’indirizzo www.partecipanzanonantola.it/ita/categorie.php?idcat=7, è stato divulgato pure dal Centro studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive di Trento, nell’ultima uscita della propria “Newsletter” (www.usicivici.unitn.it/download/newsletter/20150108_1134PartecipanzaAgrariaNonantola(MO).pdf).


Per il Centro studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive di Trento il solenne documento, diffuso dalla Partecipanza agraria di Nonantola trasmette i preziosi valori che si ritrovano nella tradizione plurisecolare dell’Assetto fondiario collettivo.
Unica nella provincia di Modena, la Partecipanza deriva la sua origine da una Carta del 1058 dell’Abate Gotescalco di Nonantola, con la quale si concedeva al popolo nonantolano il diritto d’uso sul terreno coltivabile posto all’interno dei confini del paese. Attualmente, si estende a Nordest del capoluogo di Nonantola, su un territorio di circa 760 ettari di terreno prevalentemente agricolo.

I Valori: 4 punti saldi della tradizione

L’importanza della Partecipanza è confermata, in primo luogo, dai valori che ritroviamo nella sua tradizione che si possono così riassumere:
il valore della solidarietà, del fare insieme che, se per un verso un tempo è stato indispensabile (ad esempio le opere di bonifica non potevano essere fatte se non con la collaborazione e il lavoro di tutti), per l’altro verso è sempre stato di riferimento per fissare le regole per la buona conduzione dei terreni, per i giusti rapporti tra i partecipanti; nell’ultimo secolo questo valore è servito anche per fissare nuove forme di autogoverno dell’Ente;
il valore del rispetto per la terra ricevuta in consegna per il periodo prestabilito con l’impegno di coltivarla secondo le buone regole dell’agricoltura, non solo perché nel successivo riparto il sorteggio avrebbe comportato uno scambio di terreni ma soprattutto perché tali terreni dovevano essere trasmessi alle future generazioni. Oggi l’approccio corretto all’utilizzo dei terreni significa soprattutto accrescimento della biodiversità, tutela e valorizzazione ambientale;
il valore dell’identità che trova il suo maggior riferiment onel sentire, in qualità di partecipante, di fare parte di una storia di persone e di luoghi, nella consapevolezza elle proprie radici culturali (una pianta senza radici non cresce);
il valore di un “ altro modo di possedere” che si misura attraverso la continua sollecitazione a ricercare le migliori regole per la migliore convivenza possibile, che deve sempre fare perno sull’essenza del diritto originario dei partecipanti e al tempo stesso deve sempre riferirsi ai principi della parità di trattamento fra i partecipanti stessi, della trasparenza amministrativa, della democrazia e della partecipazione;
il valore dell’uguaglianza che ha continuamente motivato e sostenuto le lotte contro le sopraffazioni e i soprusi dei potenti che, in modi e tempi diversi, hanno però sempre cercato di appropriarsi della maggior parte della rendita ottenibile dai terreni della Partecipanza.
Numerosi sono i progetti che sono stati realizzati e sono in cantiere per affermare non solo sul territorio locale e nazionale ma anche internazionale questi principi.

www.partecipanzanonantola.it/ita/index.php