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"La Vicìnia"
Dicembar dal 2014
 

Appuntamenti in programma fino al 21 marzo
“IL MUSEO INCANTA”
Un’immersione fantastica nel territorio ampezzano

[M. Z.]
Con il laboratorio “Il trasformabosco”, offerto dal Museo etnografico il 6 dicembre, è stata inaugurata la VII edizione di “Il Museo incanta”, rassegna di laboratori e animazioni museali a cura delle Regole d’Ampezzo (www.regole.it - www.musei.regole.it/), in programma fino al 21 marzo.

La programmazione invernale dei Musei delle Regole si è aperta con un’immersione fantastica nell’universo del territorio ampezzano, imparando a conoscere i suoi abitanti silenziosi. Nel Museo etnografico sono apparse le Anguane dei fiumi, le streghe della montagna e i mitici Selvans, che, come i bambini, sono curiosi, parlano con gli alberi, con gli animali, con i sassi e conoscono le forze della natura. Il laboratorio “Il trasformabosco” è stato guidato dell’educatrice museale Nicoletta Cargnel.
I laboratori hanno una durata di circa 2 ore e si svolgono con un numero massimo di 20 bambini. Per prenotare, bisogna chiamare il numero 346 6677369 oppure scrivere una mail a didattica.musei@regole.it. È possibile anche acquistare un carnet di 5 laboratori, utilizzabile per tutti i laboratori organizzati dai Servizi Educativi dei Musei delle Regole d’Ampezzo.
Nel programma elaborato per l’inverno 2014-2015, il Museo Etnografico “Regole d’Ampezzo” (www.musei.regole.it/Ita/Etno/index.php) pone l’accento sugli sviluppi contemporanei della tecnica della lavorazione del ferro battuto, di cui pregevoli sono gli esempi esposti in modo permanente nelle sale espositive, realizzati dai fabbri ampezzani Modesto e Ugo Demenego.
La mostra “Bestiario” dell’artista Gino Masciarelli, organizzata in collaborazione con il fabbro Giancarlo Candeago, che ha realizzato le opere, vede susseguirsi sculture di animali che animano le sale del primo piano del Museo: gatti, cervi, volpi, uccelli.
L’allestimento del Museo Etnografico delle Regole d’Ampezzo è oggetto di uno dei capitoli del libro “Etica e pratica della conservazione. Manuale per la conservazione dei beni etnografici e polimaterici”, presentato il 18 novembre scorso dai Musei Vaticani in occasione della conferenza “Sharing conservation III”. Per la pubblicazione, la collezione ampezzana è un «esempio di eccellenza nella comunicazione del patrimonio culturale di un territorio attraverso un percorso museale».
Presso il Museo Paleontologico “Rinaldo Zardini”, la mostra proposta per la stagione invernale affronta la figura di Déodat de Dolomieu, cui le Dolomiti devono il proprio nome (www.musei.regole.it/Ita/Paleo/index.php).
Il percorso, integrato al materiale espositivo, si sviluppa attraverso il confronto tra due personaggi che a distanza di secoli dimostrano di condividere lo stesso approccio alla ricerca: una viva curiosità coltivata e continua nei confronti dei fenomeni delle scienze della terra e l’amore per le montagne.
Proprio da queste due figure inizia il percorso: all’ingresso sono collocate due sagome di compensato raffiguranti Rinaldo Zardini e Déodat de Dolomieu che accompagnano i visitatori nel racconto, attraverso l’utilizzo di tablet e mappe cartacee.
È infatti la narrazione, in particolare la narrazione multimediale, a guidare il tragitto attraverso gli oggetti collocati nelle sale del primo piano del museo.
Il visitatore, oltre a visionare i materiali esposti (scritti e mappe originali, strumenti del ricercatore del ‘700…) può sperimentare in prima persona alcune proprietà chimico-fisiche delle rocce, attraverso semplici esperimenti che fecero i ricercatori.
Il Museo d’Arte Moderna “Mario Rimoldi” apre quest’inverno le sue porte all’arte contemporanea (www.musei.regole.it/Ita/Rimoldi/index.php).
Il dialogo tra moderno e contemporaneo non è inconsueto per il museo ampezzano; nuovi media quali video ed installazioni hanno già trovato spazio nelle scorse stagioni.
Quest’anno però tutto il primo piano del Museo è teatro di una mostra dal titolo “Chiavi di Accesso”, che coinvolge tre realtà museali e numerosi enti e che è il risultato del progetto culturale “AdMuseum”, che mette al centro i musei del territorio dell’Alto Bellunese, li attualizza e ne rinnova il messaggio attraverso l’arte contemporanea (www.chiavidiaccesso.it).
Vi confluiscono i risultati della ricerca di tre giovani artisti, Michael Fliri, Mario Tomè, Nicolò Degiorgis, sul territorio di Cortina d’Ampezzo, Zoppè di Cadore e della Magnifica Comunità di Cadore.
A fare da contraltare ai loro lavori sono le opere della collezione permanente che vengono rafforzate dalle riflessioni di artisti che attraverso una residenza hanno imparato a conoscere questo territorio e hanno inteso rielaborarne l’eredità storica, innestando elementi dinamici e generando nuove visioni.
Al secondo piano invece sono esposti dipinti e sculture della collezione “Rimoldi e Allaria”, in un percorso dal titolo “Volti e trasparenze”, riprendendo le tematiche sviluppate al primo piano dall’artista Michael Fliri nella serie di lavori dal titolo “My fog”.
I Musei delle Regole d’Ampezzo sono aperti fino al 6 aprile 2015 con il seguente orario: 10-12.30 / 16-19.30. Dal 23 febbraio al 3 aprile: apertura solo pomeridiana. Le sale resteranno chiuse ogni lunedì (tranne il 29 dicembre, il 5 gennaio, il 16 febbraio e il 6 aprile).