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"La Vicìnia"
Dicembar dal 2014
 
Pre’ Floriano Pellegrini (seduto) poco prima di iniziare la sua relazione “Comunità custodi del creato”, il 1° settembre 2014 alla “Polse di Côugnes”, in occasione della “Giornata per la custodia del creato”. Alla sua sinitra, introduce l’annuale convegno Nike Straulino di Sutrio, priore dell’Arciconfraternita dello Spirito Santo di San Pietro in Carnia

Oggigiorno, la “newsletter” curata da Pre’ Floriano Pellegrini ha abbandonato il nome “Il Polifoneta - Foglio del Libero Maso de I Coi per la difesa e la promozione dei diritti delle persone e delle Comunità storiche” per assumere una nuova veste grafica ed il nuovo titolo: “Il Baliato e gli Schildhöfe di Coi e Col”
Gli appunti della relazione di pre’ Floriano Pellegrini
CUSTODI DEL CREATO, IN COMUNITà
È stata proposta a San Pietro di Carnia, il I settembre

[Pre’ Floriano Pellegrini]
All’indomani della sua partecipazione alla “Giornata per la custodia del creato”, promossa congiuntamente dall’Arciconfraternita dello Spirito Santo “Pieres Vives” di San Pietro di Carnia e dal Coordinamento regionale della Proprietà collettiva in Friuli-V. G., il I settembre al Centro ecumenico “Polse di Côugne” di Zuglio Carnico, pre’ Floriano Pellegrini ha diffuso, tramite la “newsletter” intitolata allora “Il Polifoneta - Foglio del Libero Maso de I Coi per la difesa e la promozione dei diritti delle persone e delle Comunità storiche”, gli appunti della sua relazione, che riproponiamo in occasione delle festività natalizie.

Ci soffermeremo su tre significative C: comunità, custodia, creato.

Comunità

Tra una visione individualista e una statalista, la necessità di recuperare il vero concetto di persona, quale soggetto ad un tempo a sé e parte di una comunità

Comunità come soggetto dotato di identità propria, anche territoriale; la distinzione con assembramento, gruppo, movimento, associazione, organizzazione: la presenza di un elemento oggettivo previo alla volontà sia individuale che complessiva

Comunità come soggetto storico, sia in ordine ad un micro-territorio, come ad un macro-territorio; indifferenza delle forme politiche o giuridiche in cui si struttura

La presenza di comunità dal carattere specifico dell’essere proprietarie di beni collettivi, non riducibili né alle sfere individuale o associata ma private, né a quelle pubbliche, con tutte le loro varietà

La sussistenza d’un codice di comportamento morale e giuridico proprio delle comunità; sua esistenza, sua necessità, sua evoluzione storica multiforme

L’esempio delle Regole alpine: loro origine familiare, le consuetudini normative e i laudi, la dimensione non solo agro-silvo-pastorale, ma di promozione complessiva del territorio (aiuti scolastici, interscambio con istituzioni ecclesiali, ecc.)

Nonostante tale storia gloriosa, il misconoscimento pressoché totale delle istituzioni pubbliche e statali; la mancanza di garanzie costituzionali

Custodia

Tra significati positivi (protezione, promozione, capacità di tramandare, …) e negativi (coercizione/carcere, freno, vigilanza, …)

Il termine salvaguardia e il termine iniziale di integrità, “conservare integralmente” piuttosto negativi, meglio promozione, valorizzazione

Il principio di responsabilità e quello di corresponsabilità

La sussistenza di specifici diritti e doveri in ordine alla custodia/salvaguardia e promozione del patrimonio collettivo proprio e del pi?ù vasto ambiente

Il diritto/dovere alla partecipazione e alla contribuzione; potenziale conflittualità e bisogni di definire criteri oggettivi e stabili per l’uso dei vari beni collettivi

La necessità di definire, con un preciso elenco, gli spazi di intervento della comunità, con una presenza garantita all’interno e a fianco delle istituzioni pubbliche, soprattutto territoriali, e nella gestione dei servizi (idrico, sanitario, stradale, finanziario, educativo, ricreativo, di tutela di fronte a terzi)

Dal concetto di supplenza o di volontariato, individuale e associato, a quello di corresponsabilità istituzionale

Creato

Il significato religioso del termine e quello, sinonimo ma pi?ù generico, di natura, quale spazio dell’attuarsi di qualcosa e qui del nascere (come: scottatura lo è dello scottare, mungitura del mungere, aratura dell’arare, …)

La visione contemporanea della natura quale spazio distaccato dalla persona e dalla comunità/villaggio/casa; la contrapposta visione integrata della cultura cristiana tradizionale

La visione dualista della realtà quale spazi non solo distinti (il che è giusto) ma disgiunti e persino contrapposti, di materia e spirito, natura e soprannatura, vita umana e vita religiosa

La visione statica della natura, quale dato di fatto in evoluzione, e quella cristiana quale dato di fatto intrinsecamente connesso alle libere scelte umane; l’uomo quale non solo creatura, ma creatura con-creante il proprio mondo

Il creato quale spazio non di forze cieche e spietate, ma di forze affidate alla libertà e creatività umana, dell’uomo come persona singola e in comunità; la natura come spazio d’un incontro di volontà di libera collaborazione

La testimonianza del movimento benedettino, dei Templari (con i casali agricoli), delle comunità religiose territoriali, pressoché sempre dimenticate

L’importanza essenziale delle parrocchie, quali comunità territoriali