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"La Vicìnia"
Setembar dal 2014
 
Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli-V. G. (foto tratta dal sito: www.regione.fvg.it/rafvg)

Intervento-denuncia di Claudio Carlisi
L’INERZIA DELLA REGIONE
Negletta dal Friuli-V. G. la «competenza esclusiva» in materia di Assetti fondiari collettivi

[Claudio Carlisi]
«Ha abolito i vitalizi ai consiglieri, fa la riforma della sanità, ha ottenuto finanziamenti per la Terza corsia e un decreto legislativo in materia di finanza regionale, perché trascurare ciò che interessa più di 400.000 abitanti della regione?»: con questa domanda, che chiama in causa in prima persona la presidente regionale Debora Serracchiani, il giornalista Claudio Carlisi ha concluso un acuto intervento dedicato alla problematica dei Beni collettivi in Friuli e nella provincia di Trieste.
La sua documentata denuncia è stata pubblicata, con ampio rilievo il 21 agosto, dal quotidiano di Trieste “Il Piccolo”, che ha titolato: “Usi civici l’inerzia della Regione”.


Fra le competenze di carattere esclusivo previste nello Statuto della nostra Regione c’è quella degli “usi civici”. “Competenza esclusiva” vuol dire che i limiti nel legiferare sono solo quelli derivanti dal rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, quindi competenza amplissima.
Penso che solo gli interessati conoscano cosa sono questi diritti che riguardano il possesso e il godimento di immobili (terreni ed anche edifici) ad utilità delle comunità locali. Sono diritti reali perpetui (diversi da quelli previsti nel codice civile) spettanti ai membri di una collettività. Sono di origine antichissima e si collegano all’antico istituto della proprietà collettiva sulla terra: non so a quando risalgono quelle del Friuli-Venezia Giulia, ma certamente al Medio Evo e nessun regime che ha governato le nostre terre li ha mai cancellati. Hanno vari nomi: Beni frazionali, Comunioni familiari, Comunelle… Però la Regione li trascura.
Il contenuto di questi diritti patrimoniali è assai vario: utilizzazioni boschive innanzitutto, ma anche facoltà di pascolo, di alpeggio, di raccoglier erba e funghi, di semina, di pesca. In regione molti sono i Comuni di tutte e quattro le province nei quali le proprietà collettive con i connessi diritti d’uso sussistono, però un accertamento completo non è stato fatto, anzi talvolta si vendono dei terreni incommerciabili (come si legge nel Bollettino della Regione), e sospetto che ciò possa avvenire anche senza autorizzazioni. Ma non so se poi tutto ciò sia regolare. Cito solo alcune realtà: Beni frazionali di Pesariis, di Givigliana, di Tualis, di Marano, di San Gervasio, di San Marco, di Trebiciano, di Basovizza, di Doberdò, di Tramonti. Praticamente oltre il 30% della popolazione regionale è interessata.
L’attività svolta da chi gestisce questi beni è meritoria in quanto assicura la manutenzione del territorio, conservando le culture tradizionali con benefici economici e paesaggistici notevoli.
La legge regolatrice della materia è ancora quella del 1927, mentre la Regione avrebbe dovuto utilizzare la competenza attribuitale per adeguare la normativa alle nostre esigenze. La legge servirebbe per accertare, dove c’è incertezza, la natura dei terreni, individuarli, dare tutela del bene pubblico, valorizzare il territorio ed in particolare quello montano. La Regione ha emesso alcune leggi solo per adeguare i compensi ai commissari e per trasferire l’ufficio degli usi civici da una direzione all’altra. Attualmente è stato unificato con il “Servizio del Libro Fondiario” a Trieste sotto la presidenza Serracchiani.
In 50 anni di vita la Regione ha omesso di trattare questa materia. La presidente, molto attiva in tanti settori, che è avvocato e quindi conosce queste problematiche, dovrebbe prendersi a cuore questa riforma che potrebbe essere ricordata come “Riforma Serracchiani”. Ha abolito i vitalizi ai consiglieri, fa la riforma della sanità, ha ottenuto finanziamenti per la Terza corsia e un decreto legislativo in materia di finanza regionale, perché trascurare ciò che interessa più di 400.000 abitanti della regione?