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"La Vicìnia"
Avost dal 2014
 

Il relatore, don Floriano Pellegrini del Libero Maso de I Coi
Se ne parla il 1° settembre a Zuglio, in Carnia
COMUNITà CUSTODI DELLA NATURA
In occasione della “Giornata per la custodia del creato”

[M. Z.]
Se, come dice Papa Francesco, la natura è un «dono in comune», dotato di una sua propria «grammatica» e ricevuto dall’intera famiglia umana affinché tutti ne possano ricavare il necessario per vivere, allora è quantomai utile riflettere e confrontarsi su come custodire tale prezioso e delicato regalo.
Proprio questo è lo scopo principale dell’annuale incontro, proposto alla “Polse di Cougnes” (presso la Pieve di San Pietro in Carnia), dall’Arciconfraternita dello Spirito Santo “Pieres Vives” e dal Coordinamento regionale della Proprietà collettiva.


L’appuntamento di quest’anno è stabilito per le ore 18.30 di lunedì 1° settembre, in concomitanza con la “Giornata per la custodia del creato” promossa dalla Conferenza episcopale italiana.
L’animatore della riflessione di Zuglio – intitolata “Comunità custodi del creato” – sarà pre’ Floriano Pellegrini, presbitero e operatore culturale della Pieve di Zoldo Alto, nella Diocesi di Belluno-Feltre.
Don Pellegrini, regoliere del Libero Maso de I Coi, ha fatto parte della Commissione regionale di studio sulle Regole del Veneto e ha collaborato alla stesura della legge statale sulla montagna e di quella veneta sulle Regole. Attraverso le sue pubblicazioni e i suoi “Comunicati”, opera instancabilmente per rinsaldare i legami fra Carnia e Cadore, all’insegna delle comuni radici nel “Municipium” di Julium Carnicum e nel Patriarcato di Aquileia, e per sostenere l’azione di riscoperta e valorizzazione delle Proprietà collettive alpine, con il loro patrimonio di coesione comunitaria, di saggezza amministrativa e di efficienza economica.
L’Arciconfraternita di San Pietro e il Coordinamento regionale della Proprietà collettiva, tramite l’iniziativa del 1° settembre, si prefiggono di offrire un’occasione di confronto sui temi della salvaguardia ambientale in particolare a due delle categorie più direttamente implicate nella gestione e nella protezione del patrimonio naturale: gli agricoltori e le comunità titolari di Beni collettivi, che sono particolarmente diffuse nel territorio montano regionale.
Come tracce di preparazione (disponibili nell’apposito volantino curato dai promotori e nel sito www.friul.net/vicinia.php), sono proposti alcuni brani del Messaggio “Per la salute dei nostri paesi e delle nostre città”, diffuso dalla Conferenza episcopale italiana per la “Giornata per la custodia del creato”, e del messaggio del Papa per la XLVII “Giornata mondiale della pace”, “Fraternità, fondamento e via per la pace”, nonché la “Preghiera per le Comunità titolari di beni collettivi” (elaborata da pre’ Floriano Pellegrini).


Dal Messaggio di Papa Francesco per la XLVII “Giornata mondiale della pace”
Fraternità, fondamento e via per la pace

9. La famiglia umana ha ricevuto dal Creatore un dono in comune: la natura. La visione cristiana della creazione comporta un giudizio positivo sulla liceità degli interventi sulla natura per trarne beneficio, a patto di agire responsabilmente, cioè riconoscendone quella “grammatica” che è in essa inscritta ed usando saggiamente le risorse a vantaggio di tutti, rispettando la bellezza, la finalità e l’utilità dei singoli esseri viventi e la loro funzione nell’ecosistema. Insomma, la natura è a nostra disposizione, e noi siamo chiamati ad amministrarla responsabilmente.
Invece, siamo spesso guidati dall’avidità, dalla superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare; non custodiamo la natura, non la rispettiamo, non la consideriamo come un dono gratuito di cui avere cura e da mettere a servizio dei fratelli, comprese
le generazioni future.
In particolare, il settore agricolo è il settore produttivo primario con la vitale vocazione di coltivare e custodire le risorse naturali per nutrire l’umanità.
A tale riguardo, la persistente vergogna della fame nel mondo mi incita a condividere con voi la domanda: in che modo usiamo le risorse della terra? Le società odierne devono riflettere sulla gerarchia delle priorità a cui si destina la produzione. Difatti, è un dovere cogente che si utilizzino le risorse della terra in modo che tutti siano liberi dalla fame. Le iniziative e le soluzioni possibili sono tante e non si limitano all’aumento della produzione.
È risaputo che quella attuale è sufficiente, eppure ci sono milioni di persone che soffrono e muoiono di fame e ciò costituisce un vero scandalo. È necessario allora trovare i modi affinché tutti possano beneficiare dei frutti della terra, non soltanto per evitare che si allarghi il divario tra chi più ha e chi deve accontentarsi delle briciole, ma anche e soprattutto per un’esigenza di giustizia e di equità e di rispetto verso ogni essere umano. In tal senso, vorrei richiamare a tutti quella necessaria destinazione universale dei beni che è uno dei principi-cardine della dottrina sociale della Chiesa.
Rispettare tale principio è la condizione essenziale per consentire un fattivo ed equo accesso a quei beni essenziali e primari di cui ogni uomo ha bisogno e diritto.


Dal Messaggio della Cei per la 9ª Giornata per la custodia del creato
Per la salute dei nostri paesi e delle nostre città

Siamo chiamati a fare rete lasciandoci coinvolgere in forme di collaborazione con la società civile e le istituzioni. Va maturata insieme una rinnovata etica civile. Per questo è preziosa la dimensione ecumenica con cui è vissuta la giornata della custodia del creato.
È importante che nessuno resti spettatore, ma tutti attori, vigilando con amore, pregando intensamente lo Spirito di Dio, che rinnova la faccia della terra e accrescendo la cultura ecologica. Matureremo così una vera cultura preventiva, trovando la forza per riparare le ferite in modo fecondo.
Solo così, tramite questa rete, potremo andare alle radici profonde dei disastri sociali ed ecologici, superando la superficiale emozione del momento.
Tanti nostri stili di vita vanno cambiati, per assumere la sobrietà come risposta autentica all’inquinamento e alla distruzione del creato.
Del resto, una terra custodita è la prima fonte di lavoro per i giovani! Siamo in un tempo di crescente consapevolezza ecologica.
I giovani poi ne sono sentinelle vigili ed efficaci. Con loro e con lo sguardo negli occhi dei nostri bambini possiamo ancora sperare a spazi di armonia, di vita buona e di benedizione leggendo insieme un altro testo di Osea: «E avverrà in quel giorno – oracolo del Signore – io risponderò al cielo ed esso risponderà alla terra; la terra risponderà al grano, al vino nuovo e all’olio e questi risponderanno a Dio».


Preghiera per le Comunità titolari di beni collettivi

O Dio, la tua invisibile potenza e amabilità si riflette e manifesta
nell’ordine e nell’armonia delle leggi del creato.
Noi, Comunità titolari di beni collettivi,
riconosciamo ch’essi provengono da Te e sono affidati alla nostra custodia,
perché ce ne serviamo, usandoli con rispetto e spirito di valorizzazione.
Tu che, nel mistero della tua infinita saggezza,
hai disposto che noi ne potessimo godere in modo comunitario,
aiutaci, ti preghiamo, ad essere fedeli a questa legge
e ad elevarla a solidarietà in tutte le esperienze della vita.
Aiutaci ad aver ben presente che i beni maggiori di cui disponiamo
non sono, pur preziosi e di cui ti ringraziamo, quelli materiali,
ma quelli intimi e morali, che fanno di noi una comunità.
O Signore, fa’ che l’impegno delle nostre menti e delle nostre mani
sia sempre ispirato all’essere tutti noi gli uni per gli altri,
senza operare tra noi alcuna discriminazione.
Siamo sicuri che tu desideri viviamo e realizziamo questo e,
per mezzo dei beni collettivi,
realizziamo una scuola e un esempio di amicizia leale,
di condivisione generosa, di rispetto sino in fondo.
E siamo sicuri che sempre ci aiuti e ci aiuterai a fare questo,
perciò fin d’ora ti esprimiamo e rinnoviamo,
come Comunità e singolarmente,
il nostro più sincero grazie!
Amen.