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"La Vicìnia"
Avost dal 2014
 

Il decreto “Terrevive” del Ministero delle Politiche agricole non va
«VENDESI TERRE PUBBLICHE»
La posizione del “Coordinamento romano terre pubbliche” e il comunicato del “Mipaaf”

«Ricorrere alla vendita di beni pubblici con il pretesto di “fare cassa” è come dichiarare di non essere in grado di amministrare o di far amministrare il patrimonio agricolo del Paese»: è la precisa denuncia del “Coordinamento romano terre pubbliche”, che critica fortemente il decreto “Terrevive”, firmato dal Ministero delle Politiche Agricole di concerto con quello di Economia e Finanze.
L’articolo viene proposto dal sito “Comune-info” (informazione indipendente su beni comuni, decrescita, altra economia…).


Ricorrere alla vendita di beni pubblici con il pretesto di “fare cassa” è come dichiarare di non essere in grado di amministrare o di far amministrare il patrimonio agricolo del Paese.
Come sigle, associzioni e cittadini attivi nella difesa e per la valorizzazione delle #TerrePubbliche nel contesto romano e laziale, siamo tenuti ora ad un salto di qualità: adesso sono di tutta Italia le terre pubbliche concretamente minacciate di vendita. Sulla vendita delle terre pubbliche, infatti, si chiude una porta e si apre un portone.
Mentre molte Regioni vanno nella direzione di regolamentare affitti e bandi per la gestione virtuosa del patrimonio pubblico – escludendo l’ipotesi di alienazione – nel panorama nazionale il Ministero delle Politiche agricole (ministro Maurizio Martina), di concerto con quello di Economia e Finanze (ministro Padoan), firma il decreto dal titolo“Terrevive”… vive ancora per poco!
Perché oltre a proporre la vendita dell’80 per cento del patrimonio agricolo finora censito tra i beni del Demanio e degli Enti pubblici, ne garantisce un vincolo d’uso di soli vent’anni.
Un piatto ghiotto, quindi, per chi voglia fare speculazione (di natura anche non agricola) su terre vendute sotto costo, e dovendo aspettare solo 20 anni per il cambio di destinazione d’uso.
Si dice che la decisione sia in favore anche del ricambio genrazionale e delle nuove generazioni, ma i terreni di valore superiore ai 100.000 euro saranno venduti con asta pubblica, sbaragliando ogni possibilità di accesso a giovani agricoltori, dando altre terre (inoltre pubbliche) a chi terre ed imprese già ne ha, avendo la capacità di fare acquisti di così grande valore. Un favore ai soliti noti, alle grandi famiglie d’Italia e ai loro rampolli. Nessun impegno sull’agricoltura e nessuna convenienza economica reale per il Paese.
Una istituzione che vende beni pubblici, perde le sue garanzie di credibilità finanziaria, perde patrimonio non recuperabile in altro modo, perde risorse su cui costruire uno sviluppo trasparente per il bene comune.
Nelle manifestazioni di ormai due anni fa sotto il Ministero chiedevamo di pubblicare gli elenchi dei terreni del Demanio e degli Enti, ma non per favorirne la vendita. Ora più di 5000 ettari rischiano per l’80% l’alienazione, in attuazione dell’articolo 66 del decreto 1/2012.
Manteniamo l’attenzione sul tema: pianificheremo operazioni comunicative, concrete e coordinate, valutando insieme proposte. Fate girare questo appello, se pensate sia utile.

Coordinamento romano terre pubbliche
http://comune-info.net/2014/08/governo-vende-terre-pubbliche-conviene/

Per info:
Coop Coraggio (www.coop-coraggio.it/) e Terra! (www.terraonlus.it/)


Il comunicato del Mipaaf

Terrevive, Mipaaf: 5.500 ettari di terreni agricoli pubblici in vendita e locazione.
Martina: prelazione ai giovani under 40 per ricambio generazionale

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha firmato il decreto “terrevive”, che consente la messa in vendita o in locazione di 5.500 ettari di terreni agricoli pubblici, con prelazione agli under 40, in attuazione dell’art. 66, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27.
Il provvedimento, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, individua i terreni coinvolti che appartengono nello specifico al Demanio (per 2480 ettari), al Corpo forestale dello Stato (2148), al Cra - Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura (882). Ai terreni alienati o locati non potrà essere attribuita una destinazione urbanistica diversa da quella agricola prima di 20 anni dalla trascrizione dei contratti nei pubblici registri immobiliari.
«È la prima volta in assoluto - ha dichiarato il Ministro Martina - che terreni pubblici statali vengono coinvolti in un progetto di questa portata per incentivare il ricambio generazionale e l’imprenditorialità giovanile in campo agricolo. Nei prossimi mesi proseguiremo questo lavoro anche con le Regioni e i Comuni, che potranno dare nuova vita al loro patrimonio di terre agricole incolte. Vogliamo rendere di nuovo produttive tante terre, troppo spesso frazionate, che potranno contribuire al rilancio del settore. Il decreto “terrevive” si inserisce nel piano che questo Governo sta portando avanti nell’agroalimentare e si coordina con le azioni di “Campolibero”, approvato la scorsa settimana al Senato, come i mutui a tasso zero per i giovani e soprattutto la detrazione del 19% per affitto di terreni da parte degli under 35».
Le terre, equivalenti a circa 7 mila campi da calcio, saranno concesse in affitto o cedute da settembre, con prelazione per i giovani e con procedure trasparenti. Per la vendita di terreni che hanno un valore superiore ai 100 mila euro si procederà tramite asta pubblica. Al di sotto dei 100.000 euro, come previsto dalla legge emanata dal Governo Monti, si farà ricorso a procedure negoziate, con pubblicazione dell’elenco dei terreni sulla stampa e sul sito dell’Agenzia del Demanio e aggiudicazione alla migliore offerta rispetto alla base di partenza.
Alla locazione è destinata una quota minima del 20% del totale delle aree individuate più i lotti che rimarranno eventualmente invenduti, con una prelazione sempre per i giovani. Sia in caso di locazione che in caso di vendita è riconosciuta una prelazione per gli eventuali conduttori dei terreni.

Ufficio Stampa del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7867
(28/07/2014)