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"La Vicìnia"
Lui dal 2014
 

L’esposto della “Magnifica Comunità di Grado” alla Corte dei conti
MERCURIO E BENI COLLETTIVI
Denunciata la presunta violazione dei «più elementari canoni della corretta gestione dei Beni comuni di uso civico»

[Il Consiglio direttivo della “Magnifica Comunità di Grado”]
«Chiunque riceva il presente esposto, censurato da una ben nota stampa, lo diffonda via internet, ultimo “tam tam” di libertà, in difesa del diritto di parola e di informazione ed ormai di sopravvivenza di un’antica Città»: questo appello del Consiglio direttivo della “Magnifica Comunità di Grado” accompagna la copia dell’esposto inviato dal Comitato promotore per l’Amministrazione separata degli Usi civici gradesi alla Corte dei Conti del Friuli-V. G.

All’Ill.ma Corte dei conti del Friuli-Venezia Giulia
34135 Trieste, Viale Miramare, 19
Procura generale

Oggetto: Sequestro giudiziario di un settore della spiaggia principale di Grado antistante “Città Giardino” per contaminazione di mercurio a seguito lavori di ripascimento portati a termine nel marzo 2013

I sottoscritti, espongono quanto segue:
Premesso che in data 7 maggio u. s. la Procura della Repubblica di Gorizia, ha posto sotto sequestro il settore in oggetto lungo circa 400 mt. aperto alla balneazione dove vengono piantati n. 680 ombrelloni su file dal n. 271 al n. 382; ed inviato “notifica di contaminazione” ex art. 244 D. lgs. 152/2006 a Comune di Grado, Provincia di Gorizia e Regione FVG, contestando il superamento della «concentrazione di soglia contaminante» (CSC) del parametro mercurio di cui alla Tabella 1, colonna A, allegato 5, parte IV, Titolo V del D. lgs. 152/2006; riscontrata, secondo quanto pubblicato sulla stampa, in n. 7 campioni di sabbia sino ad una profondità di mt. 2. Uno dei quali anche oltre i limiti della Tabella 1, colonna B, allegato 5, parte IV, Titolo V del D. lgs. 152/2006; la Società ISER di Trento ha rilevato un rischio non tollerabile di mercurio, sino a 0/1 mt., dal piano di campagna per inalazione outdoor e per ingestione da parte di bambini PICA (affetti da disturbi alimentari); secondo l’Istituto Superiore di Sanità, una corretta stima del rischio sanitario, stante l’accertata presenza di mercurio sino a m. 1 di profondità, impone una valutazione dell’esposizione al mercurio sui fruitori del settore di spiaggia in oggetto.
Ferma restando la necessità di accertarne la frazione volatile presente nelle sabbie oltre a verificare la presenza di metil-mercurio, frazione organica metilata, per le sue elevate capacità di bioaccumulo; la Conferenza dei Servizi tra Regione - Provincia di Gorizia - Comune di Grado GIT - Azienda Sanitaria - Arpa ha dato solo allora «l’O.K. all’operazione per sospetta contaminazione»; un tanto si legge sulla cronaca di Grado de “Il Piccolo” dd. 23 maggio u.s. sotto il seguente titolo a caratteri cubitali: “Grado, via ai prelievi sul tratto di spiaggia chiuso ai bagnanti” (all. 1); sulla cronaca di Grado del 20 giugno c.m. (all. 2), la citata Conferenza, cioè l’organo collegiale preposto a valutare l’analisi del rischio, si è rimangiato quanto affermato il 23 maggio; ed annunciato erga omnes sempre a caratteri cubitali che “La Spiaggia di Grado non è contaminata”, invalidando implicitamente, a nostro avviso, i numerosi ed approfonditi campionamenti condotti con la supervisione di quattro tecnici nominati dalla Procura.
Inoltre le analisi della Società ISER di Trento, una delle più qualificate in Italia, ed a quanto consta anche il parere aut giudizio o comunque denominato dell’Istituto Superiore di Sanità;
il tutto in forza delle successive analisi di Arpa e Multiproject di Gorizia validate, a quanto risulta, unicamente dalla Conferenza nonchè della seguente contraddittoria postilla di stampo notarile: «...a maggior cautela (la Conferenza) ha imposto un monitoraggio specifico dei vapori outdoor di mercurio per il sito di durata annuale e con cadenza trimestrale dei prelievi in modo da verificare nel tempo la permanenza delle condizioni rilevate», esplosa la notizia sul mercurio, la Conferenza doveva invece accertare subito e non con cadenza trimestrale se la (CSC) è stata o NO superata. Le clausole di stampo notarile non sono infatti contemplate nell’art. 244 del D. lgs. 152/2006; resta fermo, a nostro giudizio, l’obbligo di un’ordinanza contingibile ed urgente del Sindaco e non dopo 15 mesi oppure mai, sempre sperando che la bomba mercurio venga disinnescata in tempo; intanto, a voler escludere la malafede, le condotte dei presunti responsabili sarebbero viziate, a giudizio non solo nostro, da «negligenza, imperizia, imprudenza, omissione di attività e comportamenti doverosi»; in sfregio al vincolo ambientale sulla Spiaggia (D. lgs. n. 42/04) ed al conseguente obbligo di mantenerne inalterate le caratteristiche ambientali. Anzi terapeutiche, internazionalmente riconosciute da oltre 100 anni; ed in sfregio al principio di precauzione di cui all’art. 301 del D. lgs. n. 152/06 ed all’art. 174, paragrafo 2, del Trattato C.E. in caso di pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l’ambiente; il ripascimento in questione, benchè finanziato con un contributo regionale di 300.000 euro, rientra tra gli interventi di semplice routine caratterizzati da un bassissimo tasso di difficoltà.
Non implicante peculiari problemi tecnici, salvo il rispetto di una condizione ineludibile: il ricarico di sabbie simili, per tipo e qualità, a quelle preesistenti; in punto di accertamento di eventuali responsabilità erariali, voglia pertanto l’Ill.ma Corte acquisire il verbale di gara dd. 8/10/2012, progetto, direzione lavori, contabilità, certificato di regolare esecuzione ed il quadro economico giustificato alle voci:
Rilievi e indagini geofisiche € 14.399,00
Analisi granulometriche, chimiche e virus € 9.680,00
si osserva, a nostro parere, in diritto l’inosservanza del D. lgs. n. 152/2006 e del vincolo ambientale (D. lgs.. n. 42/04) nonché dell’immemorabile diritto di Uso Civico sull’intero comparto balneare.
Sub judice innanzi alla Corte di Appello di Roma – Sezione speciale Usi Civici – nel ricorso di 2° grado, in nome proprio “uti singuli”, di due cittadini aderenti alla “Magnifica Comunità di Grado” avverso il Comune, in persona del Sindaco Edoardo Maricchio, e la Regione FVG in persona del Presidente Debora Serracchiani; a fronte delle eventuali violazioni sopra descritte nonchè del sequestro giudiziario, i sottoscritti avanzano una richiesta di verifica sugli obblighi del Sindaco (quale Ufficiale di Governo) in materia di igiene e salute pubblica; anche alla luce degli artt. 50 e 54 del D. lgs. n. 267/2000 cioè ai compiti di sovrintendere al corretto funzionamento degli uffici e dei servizi comunali e di attivare le opportune misure d’intervento ove ricorrano violazioni di legge, irregolarità e disfunzioni; ricadenti in egual misura sull’Assessore formalmente preposto, il quale si trova dunque nella medesima posizione del sindaco delegante (Corte dei Conti Sez. Giur. Liguria 27 maggio 2013 Sentenza n. 83); inoltre sugli obblighi del responsabile dell’Ufficio Tecnico e del Direttore dei lavori essendo il Comune di Grado l’attuatore sub regionale del ripascimento.
Vista anche la contestata mancanza agli atti di «un espresso parere formale» di idoneità dell’ambito in oggetto a ricevere lo scarico dei materiali derivanti dallo scavo dei fondali marini ( D.M. 24/1/1996); vista inoltre la contestata difformità rispetto al “Manuale Icram” sulla movimentazione dei sedimenti marini in riferimento alle (CSC) nell’area di dragaggio; le (CSC) contestate continuano a suscitare vivo allarme, danno d’immagine e di prestigio con pesanti echi sulla stampa, compresa quella austriaca non sempre benevola. Come è noto; perdita di fiducia della clientela tradizionale, purtroppo sempre meno affezionata e sempre più latitante a fronte della cementificazione selvaggia, ormai pressochè totale, della Città. Giardini compresi; il rischio oggettivo di effetti nocivi, diretti ed indiretti, sulla salute dell’uomo ad opera dei metalli pesanti in narrativa tende, come è noto in letteratura, a riversarsi ben oltre il punto di impatto e quindi oltre l’ambito del sequestro giudiziario; incombe dunque sulla Spiaggia, principale meta turistica e di balneazione della Città, concretando un’ipotesi di danno erariale all’ambiente come definito dall’art. 300 comma 1 del D. lgs. n. 152/2006 e dalla direttiva comunitaria 2004/35/CE; una seconda tipologia di danni discende, a nostro insindacabile giudizio, dalla perdita di immagine, prestigio e fascino paesaggistico ed alla loro incidenza, economicamente valutabile, sull’afflusso turistico già penalizzato, a quanto consta, da disdette di abbonamenti, servizi in spiaggia e prenotazioni alberghiere; una terza tipologia appare legata al depauperamento patrimoniale della proprietà collettiva di Uso Civico, vale a dire dei diritti reali di proprietà sull’intero comparto balneare (spiaggia-retrospiaggia-Parco delle Rose) ancorchè normati dalla legge speciale n. 1766/27 anziché dal codice civile.
Tutto ciò premesso, i sottoscritti chiedono all’Ill.ma Corte di accertare:
1. i soggetti responsabili.
2. se il finanziamento regionale è stato utilizzato in conformità ai principi di buona amministrazione ex art. 97 della Costituzione e di quelli programmati data la situazione di assoluta emergenza in calce alla determinazione dirigenziale n. 1101 dd. 11/10/2012 (all. 3).
3. quali siano, in caso di accertamento per colpa e/o dolo, le misure ritenute più opportune nei confronti dei soggetti eventualmente responsabili o corresponsabili del danno. Aggravato da presunta violazione della normativa che regola l’esecuzione delle opere pubbliche e senz’altro dei più elementari canoni della corretta gestione dei Beni Comuni di Uso Civico.
La quantificazione in via equitativa del presunto danno ambientale, salvo diversa valutazione dell’Ill.ma Corte, sia almeno pari ai maggiori costi relativi alla sostituzione e smaltimento del manto sabbioso contaminato. Oltrechè commisurata al suo deterioramento rispetto alle condizioni originarie (Cass. sez. un. 25 giugno 1997 n. 5668 condivisa dalla Corte dei Conti);
La quantificazione a titolo di danno all’immagine ed al prestigio dell’intera Città, sia commisurata alla risonanza ed allarme che la vicenda continua a destare a livello interregionale e sul versante austriaco. E quantomeno al lancio di una campagna pubblicitaria sui principali quotidiani interregionali ed austriaci per ricuperare la perdita di fiducia nell’attività di balneazione e fruizione della spiaggia.
Il danno al patrimonio dei Beni Comuni di Uso Civico di cui si chiede il risarcimento diretto, sia infine commisurato ai maggiori costi di sostituzione e smaltimento del manto sabbioso contaminato; i sottoscritti, a norma degli artt. 90 e 408 c. p. p. chiedono di essere informati dell’eventuale archiviazione del presente esposto tramite il segretario della “Magnifica Comunità di Grado” qui generalizzato mediante Carta d’Identità (all. 4).

In fede
Giovanni Mattiussi (segretario), Emanuela Contin, Vittorio Marchesini, Pierangelo Bruni, Egidio Gimona, Gianmario Dovier

Grado, 24 giugno 2014