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"La Vicìnia"
Mai dal 2014
 
Il numero di aprile del bollettino della Consulta “Un altro modo di possedere”

Michele Filippini, presidente della Consulta nazionale della Proprietà collettiva
La Consulta della proprietà collettiva si riunisce a Bologna
UN’ASSEMBLEA DAVVERO IMPORTANTE
È in programma sabato 7 giugno, presso l’Assessorato regionale all’agricoltura

[Michele Filippini, presidente della Consulta nazionale della Proprietà collettiva]
Sabato 7 giugno è in programma a Bologna l’assemblea ordinaria della Consulta nazionale della Proprietà collettiva. Si svolgerà presso l’Assessorato regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna, a Bologna in via della Fiera 8 (alle ore 9 in prima convocazione e, qualora sia necessario, alle ore 11 in seconda convocazione).
Sarà discusso il seguente ordine del giorno: modifica all’art. 6 e all’art. 8 dello Statuto della Consulta; attività della Consulta (programma delle attività e situazione economica); iter di approvazione del disegno di legge sulla proprietà collettiva; e nomina dei componenti il Collegio dei sindaci. Il presidente Michele Filippini sottolinea l’importanza dell’appuntamento sul bollettino della Consulta “Un altro modo di possedere”, pubblicato ad aprile.


L’assemblea che la Consulta ha indetto per il prossimo 7 giugno è un momento di grande rilievo nella vita dell’associazione in quanto vuole rilanciarne l’attività rendendola funzionale alle tante iniziative che si stanno portando avanti in questi ultimi tempi. L’operatività dell’associazione è stata infatti fortemente compromessa negli ultimi tempi dalla difficoltà nell’avere il numero legale per svolgere le riunioni del direttivo, stante la distanza che inevitabilmente separa il luogo della riunione da quello di residenza di molti dei suoi componenti.
Il tentativo di svolgere i propri lavori a Trento, in occasione del convegno, non ha sortito gli effetti sperati, tanto che già due convocazioni del direttivo, per quanto ben partecipate, non hanno ottenuto validità formale per assenza del numero legale (novembre 2013 e 2014). Stessa sorte ha subito l’ultima riunione convocata a Roma (aprile 2014), con il paradosso che le decisioni che si dovevano adottare, per quanto fossero state comunicate preventivamente e, per molti componenti il direttivo, condivise, non le si è potute comunque deliberare formalmente. Le difficoltà incontrate sono di grande rilievo nella vita dell’associazione, se tenete conto che le riunioni del direttivo avevano anche come oggetto la nomina del presidente e dei vicepresidenti, il cui periodo triennale di operatività, ai sensi dell’6 dello Statuto, è già ampiamente terminato.
Ci si è perciò convinti della necessità di garantire l’operatività dell’associazione riducendo il numero legale della metà dei suoi componenti (almeno 7 su 14) fino ad oggi richiesto.
Si intende infatti proporre alla assemblea una modifica dell’art. 6 dello Statuto introducendo un quorum costitutivo per le riunioni del direttivo, in seconda convocazione, di 4 suoi componenti. In pratica, se oggi servono 7 componenti del direttivo perché la riunione sia valida, dopo ne saranno sufficienti (in seconda convocazione) 4.
Viene così assicurata a tutti la possibilità di intervenire in prima convocazione lasciando comunque la possibilità, qualora ciò non si avverasse, di avere una funzionalità dell’organo decisorio.
Si vuole allungare inoltre il termine per la durata in carica di presidente e vicepresidenti (art. 6 punto 2) portandolo da 3 a 4 anni, visto che il precedente triennio è letteralmente “volato”.
Si tratta di interventi importanti che però cercano di dare valore e continuità al lavoro che il Direttivo sta mettendo in essere in questi anni, con profitto per tutte le proprietà collettive. In questo modo, al di là dello Statuto, dobbiamo ben comprendere come e dove vogliamo portare la Consulta a rappresentare gli interessi dei nostri enti, perché occorrerà, a mio avviso, per avere dei risultati concreti nei confronti della pubblica amministrazione centrale, trovare alleanze e partnership anche con le realtà già organizzate.
Sono temi questi davvero importanti e quindi vi chiediamo di intervenire e di esprimere la vostra opinione, ribadire il vostro impegno perché anche la semplice circolazione delle idee, delle esperienze, giova alle amministrazioni ed alle persone coinvolte nel fenomeno della proprietà collettiva se vogliamo porci, come scriveva Cattaneo, come «un altro ordine sociale», fondato sulla solidarietà di una comunità.