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"La Vicìnia"
Novembar dal 2002
 

I DERÌTS DI VAL E DI RUALP

[Maria Grazia Rega ]


È molto difficile risalire all’origine dei diritti di uso civico delle frazioni di Valle e Rivalpo, nel Comune di Arta Terme, che gravano sulla zona di Lanza, ricadente nel Comune di Paularo. C’è chi dice che derivino da un lascito di una contessa austriaca andata in sposa ad un pastore del luogo, qualcun altro parla di un gesto di gratitudine di questa contessa verso un pastore che l’aveva salvata da chissà quale pericolo, oppure molto probabilmente sono diritti che risalgono ai primi abitanti del luogo che portavano da sempre i loro animali sui pascoli ai piedi del monte Zermula. Comunque sia andata, noi Frazionisti di Valle-Rivalpo siamo in possesso di documenti molto antichi, risalenti al trattato di Maria Teresa d’Austria e Napoleone I, che ci riconoscono il diritto di pascolo e di raccolta del legname in uso esclusivo.
Se ciò non bastasse, nel 1955, in base alle reiterate istanze da noi dirette al “Commissario liquidatore degli Usi civici nell’Alto Veneto e nella Venezia Giulia” con sede a Venezia, abbiamo ottenuto un “Decreto di assegnazione a categoria”, documento fondamentale di cui in Italia esistono pochissimi esempi, viste le mille difficoltà che si devono affrontare perché lo Stato riconosca l’esistenza di tali diritti.
La vicenda dell’ex casermetta “Monte Zermula”, situata nel pian di Lanza, comincia più di 30 anni fa. Nel 1930 venne costruita senza la minima osservanza delle procedure di occupazione ed espropriazione da applicare per la realizzazione di opere pubbliche e senza alcuna valutazione dell’esistenza già allora di un diritto di uso civico. Prova di ciò è la delibera comunale n. 38 del 1959, con la quale, in sostanziale sanatoria, si decideva la cessiona allo stato del terreno della caserma. Si deve sottolineare che tale provvedimento risulta palesemente illegittimo, avendo la Giunta comunale provveduto all’alienazione di un bene gravato da uso civico senza il beneplacito dei Frazionisti e senza la previa autorizzazione del “Commissario liquidatore”. Successivamente la caserma “Monte Zermula” veniva chiusa e abbandonata. Nell’ambito del recente indirizzo governativo di dismissione del patrimonio immobiliare statale non più utilizzabile ai fini istituzionali, si è decisa la devoluzione agli enti locali degli immobili pubblici non commerciabili, in particolare di quelli militari (Decreto legislativo n. 237/2001). Immediatamente, l’allora sindaco di Arta Terme, Giovanni Battista Gardel, si attivò per chiederne la restituzione direttamente alla Regione, che anziché sanare finalmente una serie di atti illeciti, decise di assegnare tale fabbricato al Comune di Paularo, con la delibera di Giunta n. 1937 del 10 giugno 2002. Così il primo atto del neo sindaco Giovanni Battista Somma è stato quello di dover esprimere al presidente della Giunta regionale il rincrescimento della propria comunità per il trasferimento della caserma al Comune di Paularo, presentando ricorso al “Tribunale amministrativo regionale” e al “Commissario liquidatore”, che ora saranno chiamati a decidere in merito alla questione. Noi abitanti di Rivalpo e Valle riponiamo la nostra fiducia nelle istituzioni e nella giustizia, anche se fino ad ora è stata mal riposta, vista l’interminabile serie d’atti illeciti subiti. Poiché i diritti di uso civico sono dei veri e propri diritti di proprietà collettiva, se si mette in discussione il godimento di tale diritto, si mette in discussione anche la proprietà privata di ogni singolo cittadino.