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I Dongria affermano di essere uniti e determinati a salvare le colline di Niyamgiri dalla miniera a cielo aperto di Vedanta (foto © Bikash Khemka/Survival)

I “gram sabhas” nei villaggi sono in programma fino al 19 agosto
I DONGRIA CONFERMANO IL LORO «NO» A VEDANTA
Comunicato stampa di “Survival international”

[www.survival.it/]
Umiliazione per il gigante minerario britannico Vedanta Resources alla vigilia dell’Assemblea annuale degli azionisti (Agm), in programma a Londra giovedì 1° agosto. In India, infatti, una serie di villaggi indigeni ha votato contro i piani della compagnia di costruire una miniera di bauxite nella loro montagna sacra.
Vedanta tenta di estrarre bauxite dalle colline di Niyamgiri dal 2003, ma ha incontrato la ferma opposizione dei Dongria, degli attivisti, del governo centrale e di celebrità come Michael Palin, Joanna Lumley e Claudio Santamaria. Grazie all’indignazione mostrata in tutto il mondo verso il progetto, diversi azionisti, tra cui la Chiesa d’Inghilterra e il fondo pensionistico del Governo norvegese, hanno ritirato i propri investimenti dalla compagnia. Per leggere la storia online: http://www.survival.it/notizie/9418.


Nelle comunità dongria kondh si stanno svolgendo i “gram sabhas”, ovvero i Consigli richiesti nell’aprile 2013 dalla Corte Suprema che, con una sentenza storica, ha ordinato la consultazione di tutti i villaggi colpiti dal progetto di Vedanta Resources. Una vittoria di grande importanza perché riconosce il diritto dei popoli indigeni ad avere voce in capitolo nei progetti che coinvolgono le loro terre.
Nonostante la sentenza della Corte, il governo dello stato di Odisha ha unilateralmente deciso di consultare solo dodici degli oltre cento villaggi colpiti. La scelta è stata condannata dagli attivisti, dal Ministro indiano agli Affari Indigeni e dai leader delle tribù Dongria e Majhi Kondh. I Dongria vogliono che siano interpellati tutti i villaggi coinvolti, e stanno organizzando autonomamente delle proprie consultazioni nelle comunità escluse.
Finora hanno votato 8 villaggi su 12, e si sono espressi tutti contro la miniera, all’unanimità.
I Dongria rimangono coraggiosamente uniti contro il progetto nonostante, dalla sentenza di aprile, le intimidazioni e le molestie da parte della polizia e dei paramilitari continuino a crescere. Le donne Dongria hanno paura ad andare nella foresta a causa della massiccia presenza della polizia.
Putri, una donna Dongria, ha inviato un messaggio a Vedanta, alla vigilia dell’Agm: «Queste colline di Niyamgiri sono il nostro Dio, il nostro Signore, la nostra Divinità, nostro padre, nostra madre, la nostra vita, la nostra morte, la nostra carne, il nostro sangue, le nostre ossa. Da Niyamgiri abbiamo cibo, acqua e aria; sostiene la nostra vita. Per questo è nostro diritto rimanere uniti a proteggere e salvaguardare Niyamgiri».
È stata criticata anche la selezione dei dodici villaggi operata dal governo locale: i portavoce dei Dongria hanno riferito che uno dei villaggi consiste solamente di una famiglia non residente, e che il governo sta costruendo frettolosamente nuove case per portare degli esterni all’interno di alcuni villaggi.
Le consultazioni continueranno fino al 19 agosto, dopo di che, la decisione finale verrà rimessa nelle mani del Ministro dell’Ambiente e delle Foreste.
«Nonostante subiscano continuamente intimidazioni e molestie, nella loro lotta contro la miniera di Vedanta i Dongria hanno mostrato coraggio e determinazione davvero motivanti» ha dichiarato il 31 luglio il direttore generale di Survival International, Stephen Corry. «Speriamo che questo processo, per quanto imperfetto, segni un cambio d’atteggiamento in India verso compagnie obbligate a chiedere il consenso dei popoli indigeni prima di avviare qualsiasi progetto nelle loro terre».