Jentrade / Articui / La Vicìnia
Jentrade/Gnovis
  Leams/Links
"La Vicìnia"
Avrîl dal 2013
 

Una delle immagini-denuncia diffuse in rete per contrastare il “Land grabbing”
Dal settimanale d’informazione “Bio@gricultura Notizie”
EMERGENZA LAND GRABBING
«La concentrazione e l’accaparramento delle terre sta raggiungendo livelli senza precedenti»

Continua la campagna d’informazione e di denuncia contro il “Land grabbing” (furto di terra) condotta dall’Associazione italiana agricoltura biologica, attraverso i propri mezzi di comunicazione.
Nell’edizione numero 101 del 19 aprile, “Newsletter B@n” ha diffuso tre notizie sulla questione.


Una minaccia senza precedenti

La concentrazione e l’accaparramento delle terre sta raggiungendo livelli senza precedenti anche in Europa e non solo nei paesi del Sud del mondo. È quanto afferma un nuovo studio promosso dal Coordinamento Europeo Via Campesina (Ecvc) e da Hands Off the Land (Hotl).
Il rapporto rivela che il land grabbing e l’accesso alla terra sono questioni di importanza cruciale oggi anche in Europa e che la Politica agricola comune (Pac) facilità questi fenomeni con l’attuale sistema di sovvenzioni e aiuti.
Lo studio dal titolo “Land concentration, land grabbing and people’s strugge in Europe” ha coinvolto 25 autori di 11 Paesi (scaricabile ai seguenti Link: Ecvc http://www.eurovia.org Tni http://www.tni.org) per denunciare uno scandalo nascosto: solo il 3% dei proprietari di terreni agricoli detiene metà di tutte le superfici agrarie in Europa. Questa enorme concentrazione della proprietà terra fondiaria è paragonabile a quanto si registra attualmente in Brasile, Colombia e nelle Filippine.
Alcuni di questi processi di concentrazione della terra non sono nuovi, ma hanno avuto un’accelerazione negli ultimi decenni, in particolare in Europa orientale. Qui infatti, società europee ma anche nuovi soggetti, come imprese cinesi e fondi speculativi internazionali, sfruttano le connessioni con il mercato della distribuzione alimentare di base, cercando di monetarizzare la terra come una merce sempre più soggetta alla speculazione finanziaria.
Il rapporto tratta anche casi di studio e di approfondimento su fenomeni di concentrazione della terra in Spagna, Germania, Italia, Francia e Austria. Inoltre, sono descritte varie forme di land grabbing in Ungheria, Romania, Bulgaria, Serbia e Ucraina. Il rapporto rivela come alla base dell’accaparramento e della concentrazione della terra in Europa ci sono anche i sussidi elargiti dalla Politica Agricola Comune (Pac), che favorisce esplicitamente grandi aziende agricole, emargina quelle di piccole dimensioni e impedisce l’ingresso di nuovi agricoltori. Ad esempio, il 75 % delle sovvenzioni, assegnate nel 2009 nello Stato spagnolo è stato monopolizzato da solo il 16 % di produttori. Altri fattori guida che favoriscono il fenomeno dell’accaparramento dei terreni agricoli devono essere ricercate nelle industrie estrattive, nell’espansione urbana, nei mercati immobiliari, nei siti turistici.
Relativamente all’Italia, con il contributo di Crocevia, il rapporto include il caso della città di Narbolia, comunità sarda che si mobilita contro l’uso di terreni agricoli di alto valore per ospitare grandi impianti di serre alimentate ad energia solare.
Il rapporto completo è attualmente disponibile solo in inglese, la sintesi è invece disponibile in spagnolo, inglese e francese.

L’Uganda condanna una multinazionale a restituire le terre a duemila contadini

Dopo dieci lunghi anni di controversie, un giudice ugandese ha finalmente dato ragione a 400 famiglie di contadini cacciati e privati della loro terra che hanno dovuto per lasciare nelle mani della multinazionale tedesca del caffè, Neumann Kaffee Gruppe. Ora l’azienda dovrà restituire 2.500 ettari di terreno e risarcire gli agricoltori con 12 milioni di euro.
Il caso risale all’estate del 2001, quando un rappresentante del governo ugandese riunì le famiglie residenti nella regione di Madudu, nell’Uganda centrale per annunciare che il governo aveva ceduto la loro terra a una multinazionale e che avrebbero dovuto abbandonarla, senza ricevere nessun indennizzo o un sito alternativo dove andare. Le famiglie hanno resistito per circa due mesi, fino a quando l’esercito è intervenuto con violenza, aggredendo fisicamente i contadini e bruciando case e coltivazioni. Così mentre la multinazionale prendeva possesso della zona, iniziando a piantare caffè, numerose famiglie si sono rifugiate nella foresta, dove per le condizioni di indigenza hanno perso la vita bambini e anziani. Da lì i contadini hanno denunciato il caso, iniziando una causa, rimbalzata di giudice in giudice per dieci lunghi anni. Quando tutto sembrava perduto, l’ottavo giudice che ha esaminato il caso ha dichiarato la multinazionale colpevole. Ad uscirne salvo è invece il governo ugandese, assolto per mancanze di prove per aver inviato l’esercito che – secondo il giudice – avrebbe potuto agire per conto suo. Sono stati invece condannati i funzionari governativi che hanno gestito la questione, perché avrebbero dovuto risarcire e dare un terreno alternativo in cui vivere agli agricoltori.
Ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla questione è stata la campagna “Fermatevi, le persone vivono qui” dell’associazione Veterinari Senza Frontiere che ha denunciato il saccheggio della sovranità alimentare nell’Africa sub sahariana. Secondo l’associazione in meno di un anno molti investitori hanno acquistato 42 milioni di ettari di terre fertili del mondo, il 75% in questa parte del continente, portando via le risorse naturali da cui si ottiene il cibo. Il caso ugandese è un buon esempio del problema denunciato. Come ha dichiarato, indignato in un’intervista al Pais, uno dei denuncianti, il professor Peter Baleke Kayiira, invitato in Europa da Veterinari Senza Frontiere Baleke: «Nel mio Paese, se non produci il tuo cibo, non hai da mangiare. L’80% è agricoltura di sussistenza. A chi conviene che le multinazionali vengano qui a produrre cibo a prezzi che non possiamo pagare? Non certo a noi, perché ci rubano il cibo».
(Fonte: Agra press)

“Terra bruciata - voci dalla nuova frontiera della colonizzazione”

Il documentario “Terra bruciata - voci dalla nuova frontiera della colonizzazione” prodotto da Terra Nuova nell’ambito della Campagna EuropAfrica è tra i finalisti del concorso Marcellino De Baggis nella sezione “pluralia”. Il documentario della regia di Danilo Licciardello e Simone Ciani, affronta il tema del land grabbing in Congo. La narrazione è condotta dal punto di vista dei piccoli produttori, prime vittime dell’accaparramento della terra, e degli esponenti della società civile e delle organizzazioni contadine africane impegnate a contrastare il fenomeno. Si tratta di un’occasione in più per vedere il documentario se non lo avete ancora visto, oppure, se l’avete visto e vi è piaciuto, un’occasione per votarlo, registrandovi sul sito del festival (http://www.marcellinodebaggis.it/film-in-concorso/ ) e spargere la voce.
Darete così voce ai piccoli produttori e a quanti lottano contro l’accaparramento delle terre.

Newsletter B@n
n. 101 -19 aprile 2013