Jentrade / Articui / La Vicìnia
Jentrade/Gnovis
  Leams/Links
"La Vicìnia"
Avrîl dal 2013
 
La pagina dedicata dal sito regionale www.turismofvg.it al Parco delle Rose di Grado

Lettera aperta ai parlamentari Cinque Stelle della Regione
«SUICIDIO COLLETTIVO TARGATO “POLO TERMALE”»
Il documento è stato diffuso dalla “Magnifica Comunità di Grado”

La “Magnifica Comunità di Grado” chiede che sia promossa una ispezione parlamentare sul progetto “Polo Termale”.

Cronaca di un «Suicidio collettivo targato “Polo Termale”»

A fronte del successo elettorale conseguito a Grado dal Movimento, chiediamo ai tre parlamentari di voler promuovere un’ispezione sul progetto “Polo Termale”, che comporta la lottizzazione immobiliare della spiaggia, retrospiaggia e Parco delle Rose: oltre 176.000 mq. di proprietà indivisa dei “Graisani” per immemorabile diritto di Uso civico.
Esempio, tuttora insuperato in Italia, di integrazione di un incomparabile ambiente naturale con strutture balneari, termali e di psammatoterapia (sabbiature) un tempo non lontano di assoluta preminenza internazionale.
Se il termine ispezione non piace ai Presidenti di Camera e Senato, chiamiatela pure “sopralluogo” o semplicemente “visita”, l’importante è trasformarla al più presto in un’inchiesta parlamentare dotata, come è noto, degli stessi poteri dell’Autorità giudiziaria.
Secondo il dott. Alessandro Baucero, commissario straordinario del progetto, il “Polo Termale” nasce «da una forte volontà politica del Comune di Grado e della Regione».
A nostro parere, nasce invece dal tradimento della politica. A partire dal clan dei partiti, che ha votato all’unanimità a scatola chiusa e senza uno straccio di discussione la delibera consiliare n. 24 del 29 aprile 2009 per chiedere la cancellazione dell’immemorabile diritto di Uso civico ivi gravante nell’interesse della lottizzazione targata “Polo Termale” ed in danno dei “Graisani”.
I quali probabilmente non sanno che è stato violato l’art. 12 dello Statuto comunale in materia di Usi civici.
Sanno però che è in corso una tentata macelleria paesaggistica, ambientale ed architettonica ad uso e consumo delle lobby del cemento.
Il Sindaco Maricchio non ha ancora capito che gli elettori non sopportano più le cementificazioni ed il saccheggio del territorio e vogliono ormai il contrario di quanto predicato dai partiti. E che lottizzare la spiaggia, retrospiaggia e Parco delle Rose, sarebbe sotto diversi aspetti come pretendere di lottizzare il Duomo di Milano, il Monte Bianco, la Galleria degli Uffizi o il Lido di Venezia.
Forse lo capirà quando dovrà mollare anzitempo la poltrona di Sindaco come l’ha mollata per gli stessi identici motivi l’ex Sindaco Silvana Olivotto.
Indipendentemente da ogni contrapposizione ideologica, invitiamo i Consiglieri comunali di ogni colore a ricostruire un rapporto con i cittadini revocando, anche solo a titolo personale, la delibera consiliare n. 24.
Ed a dissociarsi dalla perdurante violazione dell’art. 12 dello Statuto.
Fattori decisivi nella causa sostenuta dalla “Magnifica Comunità di Grado” contro la Regione ed il Comune innanzi alla Corte di Appello di Roma nell’interesse esclusivo della Città.
Notiamo con particolare rincrescimento come la Lista civica “Libera” continui a tenere il piede in due scarpe: uno all’opposizione, inalberando la crociata contro Maurizio Zamparini, l’altro in maggioranza a blindare la delibera consiliare n. 24, votata sotto altre bandiere da almeno uno dei suoi tre consiglieri comunali.
Mentre restiamo aperti ad ogni confronto costruttivo, è ovvio che l’impatto del “Polo Termale” sull’ambiente e sulla Comunità presenta effetti distruttivi immediati ed irreparabili rispetto a “Zamparini City” fronteggiabile con margini difensivi di lungo periodo.
Intanto la I gara di appalto per la realizzazione del “Polo Termale” è andata deserta il 7 marzo 2012 benchè indetta, in pompa magna, con apposito Bando europeo.
Identica sorte è capitata ai cosiddetti “Dialoghi Tecnici”: un tentativo piuttosto maldestro per guadagnare tempo e per salvare la faccia all’Ufficio di progetto, Sindaco, Giunta e Consiglio comunale.
Ciò non ha impedito il funerale della II gara di appalto e relativo Bando europeo.
Ed il mezzo funerale della III gara, scaduta con tanto di flop il 28 marzo e rinviata al 28 maggio prossimo per onnipotente decisione del dott. Baucero.
Non senza uno sconto record di 48.800.000 euro in favore degli investitori privati risultante dalla differenza tra 110 milioni della I gara ed i 61 milioni e 200 mila della III gara (“Il Piccolo” del 3 aprile 2013).
Una calata di braghe gestionale che ci riserviamo di sottoporre all’attenzione della Corte dei Conti in quanto superiore perfino al buco di 28/30 milioni di euro dell’ex Ospizio Marino.
Unitamente a profitti extra derivanti, a quanto ci risulta, da una minuscola clausola aggiuntiva dell’ultima ora pronta ad entrare in gioco nella fase di trasformazione urbanistica ed edilizia dell’area di progetto.
Il sistema di finanziamento “project financing” scelto per la compartecipazione mista di capitali pubblici e privati, ci appare infine quantomeno inquietante.
Il recente terremoto giudiziario, abbattutosi a Venezia sulle opere pubbliche finanziate con tale sistema, ha evidenziato l’opacità degli appalti e dei meccanismi di finanziamento.
Inoltre, costi talmente superiori all’accensione di un semplice mutuo da indurre i comitati cittadini locali a parlare apertamente di follia.
Non sarebbe male se il Consiglio comunale andasse a sentire le udienze in corso al Tribunale di Venezia.
Frattanto Regione e Comune procedono a marce forzate verso la lottizzazione immobiliare pur sapendo che in forza del D.lgs n. 42 del 2004 (decretazione Galasso) il comparto non è edificabile.
E nemmeno cedibile anche solo in diritto di superficie stante il giudizio pendente innanzi alla Corte di Appello di Roma - Sezione speciale Usi civici.
A nulla rilevando la cancellazione di fatto dell’Uso civico da parte dell’Amministrazione regionale in forza di 4/5 righe sepolte nella legge finanziaria 2011 che impugneremo con ricorso alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo, aperto a tutti i “Graisani”.
Intanto per violazione dei diritti inalienabili della persona e delle libertà fondamentali costituzionalmente garantite, compreso il diritto di adire tutti i gradi di giudizio previsti dall’Ordinamento a tutela dell’Uso civico.
Ed in secondo luogo perché fa dipendere l’attività giurisdizionale dalla discrezionalità della Giunta regionale sperabilmente a spasso dopo le prossime elezioni del 21 e 22 aprile.
Per più di duemila anni, Grado è vissuta in equilibrio con la laguna ed il mare.
Aveva tutte le condizioni: paesaggistiche, ambientali, monumentali, climatiche, memorie storiche e cultura alberghiera per ricoprire un ruolo di primo piano sulla ribalta turistica internazionale.
Al livello di Portofino, Saint Tropez, Taormina, Positano, Biarritz, Capri e l’elenco potrebbe continuare.
Negli ultimi 70 anni, il magico equilibrio che aveva incantato celebri viaggiatori a cavallo tra ‘800 e ‘900 è stato progressivamente infranto da uno sviluppo edilizio distruttivo e senza qualità finalizzato a rese commerciali immediate.
Poi sono arrivati i grattacieli e le colate di cemento, poi forse arriverà la miseria.
A contrastarla è rimasta solo la spiaggia, retrospiaggia ed il Parco delle Rose, residua fonte di occupazione e prestigio che fa gola alle lobby del cemento.
Dobbiamo subire lo scippo camuffato da “Polo Termale” anche dell’ultima estrema risorsa da oltre 500 anni di proprietà indivisa della Comunità per diritto di Uso Civico?
È l’interrogazione della vita che vorremmo intanto sentire in Parlamento.

Il Consiglio Direttivo
del Comitato per l’Amministrazione separata degli Usi civici di Grado “Magnifica Comunità di Grado”

Grado, 15 aprile 2013