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"La Vicìnia"
Avrîl dal 2013
 
Romualdo Trifone (foto tratta dal sito www.montecorvino.it/personaggi/trifone.htm)

A Salerno, si commemora Romualdo Trifone
IL PADRE DELLA LEGGE 1766/1927

«E fu questa scelta di vita, incrollabile, fiduciosa, instancabile nel difendere e tutelare i diritti dell’uomo che lo portò a schierarsi dalla parte degli oppressi, indifesi, nella lunga e tormentata battaglia per l’approvazione della legge n. 1766 del 1927, di cui egli fu il possente ispiratore.
La legge sanciva, tra l’altro, l’imprescrittibilità degli usi civici, dunque un diritto della povera gente che gli avidi baroni e i grandi agrari avevano loro usurpato».
Con queste parole, il sito www.montecorvino.it, nella sezione “Personaggi famosi” di Montecorvino Rovella (Salerno), rende omaggio al prof. Romualdo Trifone (1879-1963).
Al giurista campano, martedì 16 aprile, l’Università di Salerno dedica un convegno, cui prenderà parte anche il giudice costituzionale Paolo Grossi, illustre componente del Comitato scientifico del Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive di Trento.


Sulla figura di “Romualdo Trifone giurista storico e legislatore”, nella sede universitaria di Fisciano (in via Ponte don Melillo), interverranno a partire dalle ore 10 di martedì 16 aprile, i professori Aurelio Cernigliaro, docente di Storia della giustizia dell’Università di Napoli “Federico II”, Paolo Grossi, emerito di Storia del Diritto italiano e giudice della Corte costituzionale, e Pietro Rescigno, emerito di Diritto civile.
Le conclusioni del convegno saranno affidate a Pasquale Stanzione, docente di Diritto privato dell’Univerisàt di Salerno.
Il capolavoro della produzione scientifica di Romualdo Trifone, secondo la biografia proposta dal sito www.montecorvino.it/personaggi/trifone.htm, è l’opera “Feudi e Demani; Eversione della Feudalità nelle province napoletane” (Milano, 1909).
«Tutta la storia economica, sociale, agraria delle nostre terre, a cominciare dall’epoca prerivoluzionaria e a giungere quasi ai nostri giorni, – ha scritto al proposito Nicola Acocella nel 1963 – non si può intendere ove si prescinda da quest’opera sul movimento antifeudalista e sulle varie fasi della legislazione eversiva della feudalità nell’Italia meridionale».
Per ottenere l’approvazione della legge 1766 del 1927, il giurista di Montecorvino, che ha insegnato nelle Università di Pisa, Messina e Napoli, dovette combattere una dura battaglia, così ricordata da Giustino Fortunato, in una lettera inviata allo stesso Trifone, dopo il voto favorevole del Senato: «Caro Amico mio, finalmente mi arriva una lettera di vero trionfo (è la parola) dell’animo! Dobbiamo a Voi – a Voi, il più modesto e il più semplice degli uomini, ch’io ho conosciuto e, quindi, ch’io ho amato e stimato – un fatto di tanta singolare importanza!» (www.montecorvino.it/personaggi/trifone.htm).