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"La Vicìnia"
Març dal 2013
 
I Boscimani stanno trascinando il governo del Botswana in tribunale per la terza volta nella speranza di poter vivere in pace sulla propria terra, nella “Central Kalahari Game Reserve” (© Survival)

L’annuncio di “Survival international” del 21 marzo
NUOVA BATTAGLIA LEGALE PER I BOSCIMANI DEL KALAHARI
Sperano di poter vivere, finalmente, in pace sulla propria terra

I Boscimani stanno trascinando il governo del Botswana in tribunale per la terza volta nella speranza di poter vivere in pace sulla propria terra, nella “Central Kalahari Game Reserve”.
Dal 1969 Survival International aiuta i popoli indigeni di tutto il mondo a proteggere le loro vite, le loro terre e i loro fondamentali diritti umani. Per leggere la storia online: www.survival.it/notizie/9051.


I Boscimani del Botswana hanno citato ancora una volta in giudizio il governo del Botswana. A motivare la decisione è il rifiuto illegale delle autorità di lasciare ai Boscimani libero accesso alla terra ancestrale, conosciuta come Central Kalahari Game Reserve (“Ckgr”).
Nel 2006, circa 700 Boscimani, sfrattati dalla “Ckgr” nel 2002, hanno vinto una lunga ed estenuante battaglia legale svoltasi presso la Corte suprema del Paese, ottenendo il diritto di far ritorno a casa. Da allora, tuttavia, il governo ha fatto di tutto per limitare il numero dei Boscimani che potevano viverci.
Secondo il governo, la sentenza si applica solo ai 189 Boscimani nominati nei documenti processuali originali e pertanto nega agli altri il diritto di entrare nella riserva senza un’autorizzazione. Ma le autorizzazioni valgono solo per un mese, scaduto il quale, se si «trattengono troppo», i Boscimani rischiano l’arresto.
Parimenti, il governo riconosce il diritto di entrare nella riserva ai figli dei 189 Boscimani nominati nei documenti processuali ma solo fino all’età di 16 anni, dopo di che, anche per loro vale la regola del permesso mensile.
I guardaparco proibiscono ai Boscimani l’uso di greggi e muli, essenziali per il trasporto. E nessun Boscimane ha ricevuto l’autorizzazione a cacciare nella Riserva, cosa che rende praticamente impossibile la caccia di sussistenza.
Nel 2006, l’Alta Corte del Botswana sentenziò che i Boscimani hanno il diritto di vivere e cacciare nella “Ckgr”, senza dover chiedere permessi d’ingresso.
Dover richiedere un permesso «mi fa sentire un senzatetto – ha raccontato un Boscimane a Survival –. Non sappiamo quando ci fermano o quando ci toglieranno i nostri permessi. Voglio vivere a casa mia senza dover dipendere dall’autorizzazione di qualcun altro per restare là».
È la terza volta che i Boscimani sono costretti a ricorrere ai tribunali per poter vivere in pace sulla loro terra.
La sentenza storica del 2006 aveva già confermato che i Boscimani hanno il diritto di vivere e cacciare all’interno della “Ckgr” senza dover richiedere permessi per entrarvi. Ma le autorità continuano a fare resistenza.
Nei mesi recenti sono aumentati anche violenze, intimidazioni e arresti di Boscimani sorpresi a cacciare. Nel novembre scorso, due Boscimani erano stati picchiati gravemente e torturati per questo motivo, mentre in gennaio tre bambini sono stati arrestati perché in possesso di carne di antilope.
«Il governo continua a sfidare la Corte suprema del Botswana e la sua stessa costituzione senza un motivo apparente – ha commentato oggi Stephen Corry, direttore generale di “Survival International” – È poco probabile che gli abitanti del Botswana accolgano con favore un altro spreco di denaro pubblico per un’ennesima battaglia legale. Il governo sta tentando di sfrattare i Boscimani da oltre 30 anni. Non è forse giunto il momento che ai primi cittadini del Botswana sia consentito vivere sulla loro terra in pace?».