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"La Vicìnia"
Març dal 2013
 

Il 10 maggio sarà inaugurato il nuovo “Lapidarium”
CAMPOROSSO: UNA VICìNIA CHE FA CULTURA
La prestigiosa operazione è stata finanziata con i proventi del bosco

Tre sono le tradizionali funzioni della Proprietà collettiva: la funzione economica, la funzione socio-cuturale e la funzione ambientale. Adempiendo a tali funzioni e rinnovandone continuamente le modalità di esercizio, Vicìnie, Consorzi degli Antichi originari, Comunelle e Comitati per l’amministrazione dei Beni civici, in ogni angolo della regione, continuano ad operare con successo e soddisfazione delle popolazioni titolari dei vari Assetti fondiari collettivi.
Nei giorni scorsi, è salita alla ribalta la Vicìnia di Camporosso, in Valcanale, protagonista del progetto che porterà all’apertura di un museo per l’esposizione dei reperti di epoca romana, che testimoniano l’attività della Statio Bilachiniensis.


«Il Lapidarium di Camporosso, che verrà aperto al pubblico il 10 maggio prossimo, è un esempio di come la gestione di proprietà o diritti collettivi possa ancora oggi avere una funzione per lo sviluppo della montagna e il mantenimento della popolazione in loco»: inizia così l’articolo che, il 28 febbraio, il settimanale “La Vita Cattolica” ha dedicato all’intraprendenza del Consorzio vicinale di Camporosso.
«Il Lapidarium – spiega il giornalista Marco Tempo – è una struttura museale realizzata grazie agli sforzi congiunti del Comune di Tarvisio e del Consorzio agrario Vicìnia di Camporosso che dal 1871 riunisce i proprietari dei diritti di godimento dei boschi della zona».
Il Consorzio vicinale «ha utilizzato 90 mila euro, ricavati per lo più dalla gestione del bosco, per la sistemazione della sede del Lapidarium che è collocato nell’ex latteria in viottolo Florianca, pure di proprietà del sodalizio. Di recente è stata sottoscritta l’apposita convenzione della durata di cinque anni, rinnovabile, tra la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici e il Comune di Tarvisio per l’esposizione dei reperti. Il Consorzio gestirà direttamente la struttura grazie a personale volontario: “È nostra intenzione aprire il museo tutte le domeniche mattina, il mercoledì e il venerdì pomeriggio. La custode che si è offerta è la gestrice di un piccolo bar che si trova a 20 metri dal museo, per cui anche in altri orari si potranno fare visite guidate. Stiamo ancora pensando se proporre un biglietto di ingresso o se chiedere un’offerta libera per la gestione e stiamo definendo con la Soprintendenza i dettagli per l’apertura”, riferisce il presidente del Consorzio, Maurizio Lattisi».
«Grazie alla disponibilità del Consorzio Vicìnia di Camporosso – ha dichiarato al settimanale “La Vita Cattolica l’assessore comunale alla cultura, Nadia Campana – all’interno dell’ex latteria è nostra intenzione fare diversi eventi di carattere culturale, come la presentazione di libri e quadri e dei laboratori didattici».
Nel Tarvisiano sono attive 15 Vicìnie (Bagni di Lusnizza, Camporosso, Cave del Predil, Coccau, Fusine, Malborghetto, Plezzut, Pontebba, Ratece, Rutte, San Leopoldo, Santa Caterina, Tarvisio, Ugovizza e Valbruna) e 9 Consorzi vicinali (Bagni di Lusnizza, Camporosso, Coccau, Laglesie-San Leopoldo, Malborghetto-Cucco, Pontebba Nova, Rutte, Ugovizza e Valbruna).
Oltre a queste Comunioni familiari, riconosciute dalle leggi statale 1102/1972 e regionale 3/1996, il “Sistema della Proprietà collettiva” della Val Canale comprende anche 13 comunità di “Aventi diritto di servitù” (Bagni di Lusnizza, Camporosso, Cave del Predil, Coccau, Fusine, Malborghetto, Plezzut, Rutte, San Leopoldo, Santa Caterina, Tarvisio, Ugovizza e Valbruna).
Nel 2002, le Vicìnie del Tarvisiano hanno fondato l’“Associazione dei Consorzi Vicinali della Valcanale” che incentiva «l’esercizio e il godimento collettivo dei diritti sui fondi di proprietà dei consorziati o di proprietà di terzi che lo richiedano, per valorizzare sotto l’aspetto economico e ambientale il patrimonio collettivo e per salvaguardare le peculiari istituzioni locali. Importanti prospettive di impegno e sviluppo per la Proprietà collettiva nel Tarvisiano riguardano la gestione diretta della millenaria Foresta di Tarvisio, la cura e la valorizzazione della rete di strade vicinali e, soprattutto, la valorizzazione dei prodotti del sottobosco».