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"La Vicìnia"
Març dal 2013
 
La tavola rotonda del 9 marzo su “Nuovi Beni civici? Esperienze e prospettive al tempo della crisi economica e sociale”

Fabrizio Marinelli, professore ordinario di Diritto privato all’Università dell’Aquila
A Teglio (Ve), evidenziato il modello delle Proprietà collettive locali
UN RIMEDIO ALLE PATOLOGIE FONDIARIE
Riproposta la mozione approvata nel 2008 dalla Riunione scientifica del “Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive” di Trento

I numerosi partecipanti alle manifestazioni del 9 e 10 marzo, organizzate a Teglio come anteprima di “Etica-mente” 2013 (www.eticamente.eu/), hanno potuto conoscere e confrontarsi sulla storica mozione approvata dalla XIV Riunione scientifica del “Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive” dell’Università di Trento, nel 2008.
Il documento ha ispirato la riflessione sul tema “Mi domandai di chi fosse quella terra. I nuovi beni civici per le nuove comunità”.
L’iniziativa culturale ha registrato i contributi di Fabrizio Marinelli, professore ordinario di Diritto privato all’Università dell’Aquila, dei presidenti dei Coordinamenti regionali della Proprietà collettiva in Friuli-V. G., Luca Nazzi, e in Veneto, Gianfrancesco Demenego, di Cristina Micheloni, responsabile del Comitato scientifico della Associazione italiana per l’Agricoltura biologica Aiab, di Mattia Masat del Presidio di Portogruaro di “Libera”, di Gino Gobbo e Mario Bellot dell’associazione tegliese “Prati delle Pars”, dell’assessore all’Ambiente del Comune di Rivignano, Massimo Tonizzo, e dello storico Luca Vendrame.


Tutela e valorizzazione del patrimonio civico

I partecipanti alla XIV Riunione scientifica promossa dall’Università degli studi di Trento “Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive”, svoltasi a Trento nei giorni 20 e 21 novembre 2008, sul tema: “Perché insistere sull’attualità della Proprietà collettiva - Un falso dilemma: collettività arretrate e progressiste”,

- udita la relazione generale del prof. Francesco Adornato e le memorie presentate sulle diversificate filiere produttive ed ambientali realizzate dagli enti esponenziali delle Proprietà collettive a valorizzazione di ampi territori affidati alla loro gestione;

- ritenuto che, in particolare, molti dei territori montani di proprietà individuale trovino notevoli difficoltà a realizzare un’efficiente gestione economica e ambientale per le caratteristiche del regime fondiario afflitto da eclatanti fenomeni patologici (frammentazione, dispersione, polverizzazione), aggravati da un progressivo esodo rurale che porta ad una notevole diminuzione delle forze lavoro nei territori montani;

- considerato che le attività agricole, forestali e ambientali possono avere valenza economica ed ambientale se realizzate su proprietà accorpate e di ampia estensione, quali sono quelle offerte dalla Proprietà collettiva agro-silvo-pastorale in virtù dei requisiti della demanialità civica loro attribuita dalla legislazione pregressa;

- considerato altresì, che l’esodo rurale ha provocato in molti casi un abbandono dei terreni coltivati, dei pascoli e dei boschi o una loro degradazione colturale e gestionale che può essere rivitalizzata mediante il rilancio offerto dalla Proprietà collettiva agro-silvo-pastorale e ambientale che faccia perno sulle popolazioni rurali e montane residenti, da sempre attente custodi del loro territorio;

- convinti che una politica forestale, pascoliva e agraria nei territori montani non si risolve in termini di gestione economica e ambientale se non mettendo rimedio alle patologie fondiarie attraverso modelli di Proprietà collettive locali;

impegnano gli enti di gestione della Proprietà collettiva a

1. farsi carico della tutela e della valorizzazione del patrimonio civico in piena autonomia; e

2. promuovere iniziative affinché Regioni, Stato, Unione europea adottino norme legislative e finanziarie volte a potenziare e ad ampliare la possibilità di valorizzare il collettivismo proprietario a matrice locale con il

- consentire agli esistenti enti esponenziali delle Proprietà collettive di acquisire nuove superfici territoriali, assicurando a queste i requisiti della demanialità civica, inalienabilità, inusucapibilità, imprescrittibilità e immutabilità di destinazione, quale garanzia indispensabile per evitare di ricadere in futuro nei processi disgregatori della patologia fondiaria;

- promuovere e favorire iniziative per la istituzione, specialmente laddove più intenso è il processo di abbandono colturale e di esodo rurale, di comitati di ricostituzione o di nuova costituzione di Proprietà collettive, da garantire per la loro integrità futura dei sopraccitati requisiti di demanialità;

- favorire l’ampliamento e la nuova formazione di Dominii collettivi con aiuti finanziari, mediante la concessione di mutui, secondo le disposizioni del penultimo comma dell’art. 9 della Legge 1102/1971 e con le agevolazioni fiscali di cui all’art. 12 della medesima legge, da estendersi agli enti esponenziali esistenti e ai Comitati di ricostituzione o di nuova costituzione dei Demani civici;

- estendere agli enti esponenziali delle Proprietà collettive ed ai Comitati di ricostituzione e nuove costituzioni di Dominii collettivi le agevolazioni dell’usucapione speciale abbreviata per i territori montani, di cui alla legge 346/1976, prescindendo dal riferimento alla piccola proprietà.