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"La Vicìnia"
Dicembar dal 2012
 
La copertina del Bollettino dell’Associazione “Amici di Venzone”

Il «Prospetto dei boschi di proprietà del Comune di Portis con Mappa (fine sec. XVIII)» riprodotto nella XVI tavola del Bollettino dell’Associazione “Amici di Venzone” (anni XXXIX-XL, 2010-2011)
Le testimonianze offerte dagli Archivi della Pieve di Sant’Andrea
ALLA SCOPERTA DEI “COMUNALI” DELLE VILLE VENZONESI
Il contributo del Bollettino dell’Associazione “Amici di Venzone”

[Mario Zilli]
Chi sostiene che la storia del Friuli e delle sue Comunità resta indecifrabile se non si tien conto del ruolo svolto dalla Proprietà collettiva, a livello economico e sociale, può ricavare un’ulteriore prova della propria tesi grazie all’ultimo Bollettino dell’Associazione “Amici di Venzone” (anni XXXIX-XL, 2010-2011), recetemente presentato nella cittadina murata ai piedi delle Prealpi Giulie.
In un vero e proprio volume di oltre 300 pagine, il valoroso sodalizio culturale che tanta parte ha avuto nella rinascita di Venzone dalle macerie dei terremoti del 1976 (www.arteadesso.net/amicidivenzone/index.htm - amicidivenzone@alice.it), presenta “Gli Archivi storici della Pieve di Sant’Andrea Apostolo di Venzone e della Parrocchia di San Bartolomeo Apostolo di Portis”. All’opera collettiva, presentata da Remo Cacitti per gli “Amici di Venzone” e dal soprintendente archivistico regionale Pierpaolo Dorsi, hanno contribuito Luisa Villotta, Maura Cragnolini, Danilo Bressan, Erika Tomat e Beatrice Pitassi.


Gli Archivi storici della Pieve di Sant’Andrea Apostolo di Venzone e della Parrocchia di San Bartolomeo Apostolo di Portis, studiati da Luisa Villotta, Maura Cragnolini, Danilo Bressan, Erika Tomat e Beatrice Pitassi, presentano numerose e interessanti informazioni sulla gestione delle Proprietà collettive a Venzone e nelle Comunità oggi raccolte nell’omonimo Comune amministrativo (Pioverno, Portis e Piani di Portis, oggi denominata Carnia o Stazione per la Carnia).
L’introduzione ci informa sulla costituzione di Venzone in «libera comunità» nel 1381 e sulle sue istituzioni, fra cui il «Consiglio Maggiore» cui spettava, fra l’altro, la nomina dei «custodi dei boschi e delle acque».
Le notizie più importanti sull’amministrazione dei “Beni comunali” si ricavano dai capitoli del Bollettino dedicati agli “Archivi aggregati”, che purtroppo presentano «carte molto danneggiate che non è stato possibile sottoporre ad intervento di restauro».
A tale nucleo documentale appartengono le “Carte del Comune di Portis” (con corrispondenze, documentazioni contabili e amministrative e atti processuali) e le analoghe “Carte del Comune di Venzone”.
Scorrendo i titoli degli “Atti processuali”, si desumono accenni alle figure del «magistrato del Piovego», dell’«Armentaro Pastor del Comun», dei «Particolari» e dei «Consorti». Le circoscrizioni amministrative dell’epoca vengono definite «Comunità» e «Magnifica Communità», «Quartieri», «Comun» e «Commune» (talvolta con l’attributo «onorando»).
Naturalmente, i Comuni risultano spesso alle prese con il «taglio dei boschi» e con le «affittanze» delle malghe comunitarie (Ongarina, Chiadiguart, Forcella…).
Fra le carte del Comune di Portis, risalgono al XVIII secolo quelle riguardanti «Il sig. Giuseppe Gattolini di Venzone. In qui sono molti privilegi della Mag.ca Comunità di Venzone con la nota dei beni comunali della villa di Portis». Conosciamo, invece, la data esatta – ovvero gli anni dal 1703 al 1706 – degli atti del «Processo di tutti li acquisti e dispense delli comunali di Toglie[zo] con diversi contratti».
I curatori dell’opera, dagli Archivi aggregati hanno scelto anche una significativa immagine. La tavola XVI, infatti, propone il «Prospetto dei boschi di proprietà del Comune di Portis con Mappa (fine sec. XVIII)», custodito fra le «Carte del Comune di Portis (APP, Inv. n. 1)».
Per quanto riguarda la situazione attuale, Venzone appartiene all’impressionante schiera dei Comuni della Regione Friuli-V. G. – ben 85 su 218 – in cui gli accertamenti dei Beni civici superstiti non sono ancora stati ultimati, come previsto oltre 80 anni fa dalla legge statale 1766/1927.
Dunque, anche a Carnia, Pioverno, Portis e Venzone, le Comunità non possono amministrare direttamente le rispettive proprietà collettive, sviluppandone appieno le funzioni e le potenzialità sociali, economiche e ambientali.