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"La Vicìnia"
Dicembar dal 2012
 

La Comunità di Villanova di San Giorgio di Nogaro ha votato
NUOVO COMITATO FRAZIONALE
La decima “Proprietà collettiva di diritto pubblico” della Regione Friuli-V. G.

[M. Z.]
Da qualche settimana è all’opera anche l’ultimo Comitato frazionale che attendeva di essere rinnovato con il nuovo regolamento emanato dalla Regione (decreto del presidente n. 68 del 29 marzo 2011).
I Frazionisti di Villanova di San Giorgio di Nogaro, il 21 ottobre, hanno eletto Arnaldo Cristin (134 voti), Rino Cristin (110), Mirian Pines (100), Flavio Totis (91) e Antonio Totis (53), confermando in blocco tutti i consiglieri uscenti.


Al voto hanno partecipato 156 elettori su 499 aventi diritto. L’8 novembre è stato confermato presidente dei Beni civici di Villanova Arnaldo Cristin.
In base alla legge statale 17 aprile 1957, n. 278 (“Costituzione dei Comitati per l’amministrazione separata dei beni civici frazionali”), i Comitati sono gli organismi deputati alla «amministrazione separata dei beni di proprietà collettiva della generalità dei cittadini abitanti nel territorio frazionale».
In Regione, sono regolarmente costituiti 10 Comitati frazionali: 2 nella Bassa (San Gervasio di Carlino e Villanova di San Giorgio di Nogaro); 2 nel Medio Friuli (Bressa di Campoformido e San Marco di Mereto di Tomba); uno nella Provincia di Pordenone (Le Prese di San Giovanni di Polcenigo); 5 in Carnia (Givigliana e Tors di Rigolato, Ovasta di Ovaro, Pesariis di Prato Carnico; Priola e Noiariis di Sutrio; e Tualiis e Noiaretto di Comegliàns).
Accanto a tali “Proprietà collettive di diritto pubblico” (come vengono abitualmente definite dal Ministero delle Finanze e dall’Agenzia delle entrate), in Regione opera anche una forma di natura privatistica di Amministrazione dei Beni civici, ovvero le Comunioni familiari (regolamentate dalla legge regionale 3/1996 e presenti in 12 Comuni).
Nel classico volume “Proprietà collettiva e diritti collettivi” (Padova, 1983), lo studioso Vincenzo Cerulli-Irelli dedica un ampio paragrafo alla “Proprietà collettiva di diritto pubblico” dove sostiene che «La più importante categoria di “cose pubbliche” nell’ordinamento positivo è costituita dai beni direttamente imputati, quanto al dominio, ad una collettività-comunità d’abitanti».
Sulla base di una consolidata tradizione lessicale – precisa Cerulli-Irelli –, denominiamo “beni civici” i beni in esame in quanto appartenenti ai “cives”, ai cittadini membri di una comunità d’abitanti. È opportuno infatti unificare la pluralità di espressioni – non giustificata da diversità di disciplina giuridica – usata nella pratica e nello stesso sistema legislativo per indicare i beni stessi».
«La proprietà del bene è di natura collettiva, anziché privata ovvero patrimoniale dell’ente – come chiarisce il volume “Proprietà collettiva e diritti collettivi” a pag. 267 – quando essa è pervenuta al soggetto collettivo ovvero all’ente comune attraverso successione dall’originaria comunità d’abitanti dislocata sul territorio; quando, in altre parole, la proprietà stessa del soggetto collettivo o dell’ente rimonta all’originario dominio sul bene della comunità d’abitanti, della quale il soggetto collettivo ovvero l’ente pubblico comune sono i naturali successori, sono quelle figure soggettive che per ragioni di fatto ovvero senz’altro giuridiche, ne hanno preso il posto».
A conferma di tali principi e in considerazione della realtà storica e giuridica del Friuli, a più riprese gli Uffici regionali e quelli del Commissario agli usi civici hanno ribadito che «nella nostra regione, i diritti di uso civico, più che consistere in parziali utilità su terreni privati, implicano una vera e propria proprietà collettiva» (cfr. Nota prot. n. 10437/1.9.60, dd. 26 giugno 2007, della Direzione centrale per le Relazioni internazionali e per le Autonomie locali; Nota prot. n. 17773/1.9.60, dd. 4 dicembre 2003, della Direzione regionale per le Autonomie locali, Natura giuridica di beni intestati ad abitanti di una frazione, rappresentata dal Comune; Nota prot. n. 506 UC/2002 – Pos. UD 125 dd. 16 settembre 2002 del Commissariato regionale per la liquidazione degli usi civici, Accertamento degli usi civici; Nota prot. n. 8392/1.9.60 dd. 1 agosto 2002 della Direzione regionale per le Autonomie locali; Nota prot. n. 6005/1.9.60 dd. 4 maggio 2001 della Direzione regionale per le Autonomie locali; Nota prot. n. 1486/94 - Pos. UD 125 dd. 21 novembre 1994 del Commissariato regionale per la liquidazione degli usi civici).