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"La Vicìnia"
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Il contributo del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva al dibattito
“BOSCO-LEGNO: ASPETTI ECONOMICI SOCIALI ED AMBIENTALI”
La Regione Friuli-V. G. ha organizzato un convegno pubblico ad Amaro

[Luca Nazzi, presidente del Coordinamento della Proprietà collettiva in Friuli-V. G.]
«La storia della Carnia ci insegna che le nostre foreste e i nostri alpeggi sono stati utilizzati produttivamente e in modo sostenibile prevalentemente in forma “collettiva”»: lo ha affermato il presidente del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva, Luca Nazzi, intervenendo all’incontro pubblico “Bosco-legno: aspetti economici sociali ed ambientali”, organizzato presso l’“Agemont” di Amaro dalla Regione Friuli-V. G. il 5 ottobre.
Al confronto «sullo stato attuale e sulle prospettive future del settore forestale e del legno» sono intervenuti in qualità di relatori il direttore regionale del servizio gestione forestale e produzione legnosa, Rinaldo Comino (“Il sistema forestale: i numeri, le nuove regole, i sostegni economici”), il capo Delegazione di Tolmezzo di Confindustria Udine, Federico Gollino (“Opportunità per le imprese del settore”), la dirigente scolastica dell’Isis “Fermo Solari” di Tolmezzo, Manuela Mecchia (“Formazione nel settore foresta-legno per aprire opportunità di lavoro per i nostri giovani”), il responsabile regionale biodiversità, acque e foreste di “Legambiente”, Emilio Gottardo (“Utilizzo della risorsa boschiva e compatibilità ambientale), la vicepresidente di “Pefc Italia”, Maria Cristina D’Orlando (“Le garanzie per i cittadini fornite dalla certificazione delle foreste e del legno”) e l’ideatore del progetto “SaDiLegno”, Samuele Giacometti (“Tradizione e innovazione: il progetto imprenditoriale dai boschi della Carnia”).


Va riconosciuto il ruolo delle Realtà collettive

La gestione “comunale” o “pubblica” di gran parte dei boschi carnici non ha garantito risultati apprezzabili né in termini di contenimento dell’abbandono delle attività tradizionali né di efficace utilizzo delle risorse ai fini della crescita socio-economica delle comunità

La storia della Carnia ci insegna che le nostre foreste e i nostri alpeggi sono stati utilizzati produttivamente e in modo sostenibile prevalentemente in forma “collettiva”.
Una visione privatistica e individualistica dell’uso del territorio e dell’ambiente, invece, il più delle volte rappresenta una minaccia agli habitat sociali e naturali dei sistemi alpini.
Ma anche l’attuale gestione “comunale” o “pubblica” di gran parte dei boschi carnici non ha garantito, soprattutto negli ultimi decenni, risultati apprezzabili né in termini di contenimento dell’abbandono delle attività tradizionali né di efficace utilizzo delle risorse ai fini della crescita socio-economica delle comunità.
Per questo, chiediamo che venga finalmente riconosciuto il ruolo delle Realtà collettive – Amministrazioni frazionali e Comunioni familiari – presenti da sempre nel nostro territorio.
Chiediamo che venga riconosciuto il loro apporto socio-culturale e la loro capacità di garantire una gestione economica che supera la concezione riduttiva del solo “prelievo”, rappresentando invece un modello di “gestione patrimoniale” di tipo usufruttuario (in base al principio per cui la proprietà colletiva appartiene alle generazioni future, in un’ottica di equità intergenerazionale e di rinnovabilità delle risorse.
Per tali ragioni, proponiamo di considerare strategica sia la ricostituzione delle Amministrazioni frazionali, laddove oggi sono surrogate dai Comuni nella gestione delle Terre collettive, sia la massima integrazione fra attività agricole e forestali, che insieme costituiscono il Settore primario e che, insieme, debbono contribuire in primo luogo all’autosufficienza alimentare ed energetica delle nostre comunità.