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Se ne è discusso a Muzzana, il 29 settembre
USI CIVICI, QUALE FUTURO NELLA BASSA?
I progetti del gruppo “Laboratorio Muzzana”

[Mario Zilli]
La presentazione del libro “Viaggio nell’Italia dei beni comuni”, organizzata sabato 29 settembre a Villa Muciana dal gruppo consiliare “Laboratorio Muzzana”, è stata una vivace e partecipata occasione per discutere su “Usi civici, quale futuro? Buone pratiche per una possibile gestione del territorio sostenibile e moderna”.

Al dibattito di Muzzana hanno offerto i propri stimoli la ricercatrice slovena Romina Rodela, collaboratrice dell’Università di Nova Gorica (Slovenia) e del Wageningen University and Research Centre (Olanda), e i coautori della “Rassegna di gestioni condivise” data alle stampe da “Marotta & Cafiero editori” (www.marottaecafiero.it), Nadia Carestiato, Lucia Piani e Delio Strazzaboschi, segretario del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva.
In sala, erano presenti fra gli altri il sindaco di Muzzana, Vittorino Gallo, con gli assessori Livio Pevere e Alessio Turco; il sindaco di Carlino, Diego Navarria; i presidenti dei Comitati frazionali delle Prese di San Giovanni di Polcenigo, Piergiuseppe Bravin, e di San Gervasio di Carlino, Gisberto Mian; il presidente dell’Agrarna skupnost, Vladimir Vremec; e i rappresentanti del Coordinamento regionale Fabio Formentin, Carlo Grgic con il coordinatore Luca Nazzi, cha ha annunciato la prossima Festa regionale della Proprietà collettiva, in programma il 6 e il 7 ottobre a Tarvisio.
Il gruppo che ha organizzato la serata, “Laboratorio Muzzana” (laboratoriomuzzana.blogspot.com) ha da tempo posto al centro delle sue attenzioni la tematica dei Beni civici.
In particolare, ha chiarito i propri orientamenti nel periodico d’informazione “Lab informazione”. «Il territorio del Comune di Muzzana del Turgnano è interessato da un’importante risorsa costituita dalle terre di demanio civico di cui la nostra popolazione è la legittima proprietaria», hanno scritto i giovani componenti del gruppo politico.
«Noi di Laboratorio Muzzana desideriamo iniziare un percorso per arrivare ad un effettivo riconoscimento di questa proprietà attraverso gli organi istituzionali regionali competenti – si legge nel bollettino “Lab informazione” –, in modo da salvaguardare i nostri terreni boschivi e seminativi da qualsiasi minaccia o usurpazione.
È dunque nostro dovere continuare a salvaguardare le risorse che la nostra comunità ha finora saputo conservare. Pensiamo che questo vada fatto coinvolgendo i nostri ragazzi, permettendo uno sviluppo sostenibile per le generazioni future; perché non capiti anche a noi, come ai Giudei sotto la dominazione babilonese, ciò che lamentava il profeta Geremia: “Beviamo la nostra acqua a prezzo d’argento, acquistiamo a pagamento la nostra legna (Lm 5,4)”».
La presentazione di Muzzana è stata sostenuta dal Coordinamento regionale della Proprietà collettiva (che ha contribuito alla pubblicazione del libro “Viaggio nell’Italia dei beni comuni” con la formula della “produzione dal basso”) e che, nella Pianura friulana, auspica la costituzione di Comitati per la gestione dei Beni civici in tutti i Comuni ove esistono Proprietà collettive riconosciute dalla legge statale 1766/1927 (Bicinicco, Cervignano, Codroipo, Grado, Marano Lagunare, Mereto di Tomba, Monfalcone, Muzzana del Turgnano, Palmanova, Pocenia, Porpetto, Precenicco, Teor e Varmo).