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"La Vicìnia"
Avost dal 2012
 

In mostra presso il Museo d’arte moderna “Mario Rimoldi” di Cortina
PERGAMENE DALL’ARCHIVIO DELLE REGOLE D’AMPEZZO
Potranno essere visitate durante il periodo estivo nella “Ciasa de ra Regoles”

[“Ciasa de ra Regoles”, luglio 2012]
Durante l’estate, presso il Museo d’arte moderna “Mario Rimoldi” di Cortina, oltre alla preziosissima collezione permanente, sarà possibile visitare 3 esposizioni tematiche: “Diario senza date. Filippo De Pisis (1896-1956)”, “Mario Sironi. Opere scelte dalla collezione” e “Pergamene dall’archivio delle Regole d’Ampezzo” (www.musei.regole.it).
Quest’ultima mostra propone i 5 documenti più antichi e significativi conservati dalle Regole di Ampezzo e inerenti l’antica proprietà collettiva dolomitica (orari: tutti i giorni, 10-12.30 / 15.30-19.30; contatti: 0436 866222 - museo@regole.it).
Alla rassegna, il notiziario regoliero “Ciasa de ra Regoles” (www.regole.it) ha dedicato un interessante articolo nel numero di luglio.


Curata dall’archivista Loris Serafini, l’esposizione “Pergamene dall’archivio delle Regole d’Ampezzo” mette in mostra i cinque documenti più antichi e significativi conservati dalle Regole di Ampezzo, che rispettano i seguenti criteri: notevole antichità, buona conservazione del supporto membranaceo, buona leggibilità e chiarezza della scrittura, pertinenza del contenuto con l’istituzione e le finalità delle Regole, significatività del contenuto rispetto alla storia delle Regole, compatibilità delle dimensioni con lo spazio espositivo. Gli unici documenti che rispecchiano queste caratteristiche appartengono tutti alla Regola Alta di Lareto. La prima pergamena, del 1226, è un’interdizione dall'imporre gravami alla Regola di Vinigo e documenta l’indiscussa autorità delle Regole sul proprio territorio; la seconda, del 1233, tratta della promessa di obbedienza ai Regolieri di Vinigo da parte dell’oste di Ospitale e avvalora i diritti della Regola sull’ospizio di Ospitale; la terza, del 1289, è il primo elenco dei consorti della Regola di Lerosa, che testimonia la modalità con la quale venivano confermati gli aventi diritto ai pascoli; la quarta, del 1325, comprova la costruzione di una strada e dimostra la modalità con la quale la Comunità e le Regole stabilivano e affidavano la ricostruzione delle strade pubbliche; la quinta, del 1420, è il Laudo breve della Regola Alta di Lareto, che certifica la modalità con la quale l’assemblea generale dei consorti e i consorti di una singola Regola proclamavano il Laudo.
Tra le particolarità di queste pergamene vale la pena segnalarne un paio: nel documento del 1226 colpisce il senso di fierezza con cui “Ermanno, figlio di Tarvisio Bonello di Vinigo e Azzone, figlio di donna Elia di Vinigo, in nome proprio e della comunità di Vinigo proibì[rono] al vescovo che consacrava la chiesa della valle di Ospitale e a quanti erano presenti in rappresentanza sia del signor papa, del signor imperatore, del signor patriarca, sia dei signori da Camino di intromettersi nella gestione dell’ospizio della valle e del pascolo di Lerosa” e l’ottavo punto del Laudo del 1420: «Che se tale eletto [il gestore dell’ospizio di Ospitale] venisse a conoscenza che qualche omicida, ladro di strada o qualche altro malfattore si nasconda nei boschi della valle di Lerosa per senso del dovere debba, se è nelle sue possibilità, denunciare di persona o tramite un incaricato tale
malfattore o tale delitto compiuto al castello di Bottestagno o alla contrada di Ampezzo”.
L’esposizione è corredata da una sintetica ricostruzione delle tappe più significative della storia delle Regole e da una descrizione di come sono costruite le pergamene.