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"La Vicìnia"
Avost dal 2012
 

Una grande iniziativa politica, dal 20 al 22 agosto
MOVIMENTI DEI CAMPI, DELLE ACQUE E DELLE FORESTE DEL BRASILE
A Brasilia, l’incontro unitario con oltre 5 mila delegati

[“Mst” Italia - www.comitatomst.it/]
Gli “Amigos Sem Terra Italia” (www.comitatomst.it/) hanno diffuso la traduzione di un’intervista con José Batista de Oliveira del Coordinamento brasiliano del Movimento “Sem Terra”, pubblicata sulla “Página del Mst” il 30 luglio.

L’incontro dei lavoratori e lavoratrici e popoli dei campi, delle acque e delle foreste si svolgerà dal 20 al 22 agosto, a Brasília.

Verrà montato un accampamento nel Parco delle Città per oltre 5 mila delegati dei diversi movimenti sociali del Brasile. Secondo José Batista de Oliveira, del Coordinamento Nazionale del Mst e dell’organizzazione dell’incontro, l’evento sarà importante per definire una unità nelle lotte dei movimenti sociali. «Non basta che ogni movimento lotti da solo. L’incontro è uno spazio per unire movimenti regionali e nazionali che fanno la lotta per la Terra e resistono nei campi», ha detto Zé Batista.

L’intervista

Come è nata l’idea di realizzare l’incontro?

È nata dall’analisi che sia la Riforma agraria che le altre politiche strutturali per la campagna brasiliana, come la demarcazione delle terre indigene, sono paralizzate. Questo governo non ha ancora proposto un Piano per le campagne.
Il tema della terra riguarda tutti i movimenti, poiché questi obiettivi sono fermi a causa della crescita del modello dell’agrobusiness, che avanza sulle terre pubbliche che dovrebbero essere destinate alla Riforma Agraria, sulla terra degli indigeni e dei quilombi. Vengono create basi giuridiche sempre maggiori, che permettono questa crescita del capitale.
La diagnosi è comune: la responsabilità della paralisi è dell’agrobusiness, appoggiato dal governo. Se agrobusiness e il grande capitale finanziario, rappresentato dalle banche, sono i grandi nemici comuni, non basta che ogni movimento lotti da solo.
L’incontro è uno spazio per unire movimenti regionali e nazionali che fanno la lotta per la terra e resistono nei campi

Quali movimenti e organizzazioni saranno presenti?

L’incontro unirà movimenti contadini di carattere nazionale, come i movimenti che compongono Via Campesina, il Movimento Contadino Popolare (Mcp), la Caritas Brasiliana, la Confederazione nazionale dei Lavoratori agricoli (Contag), la Federazione dei Lavoratori nell’Agricoltura familiare (Fetraf), oltre a movimenti regionali, indigeni, quilombi e dei pescatori. Ci saranno da 5 a 7 mila delegati di tutto il Brasile.

Qual è l’obbiettivo dell’incontro?

Il primo obiettivo è che i militanti riportino nella loro lotta quello che si è accumulato nell’incontro.
Il secondo è fare una diagnosi della situazione dell’agricoltura in Brasile, quali sono i limiti della Riforma agraria, chi sono i nostri nemici, come affrontarli e quali azioni sviluppare unitariamente.
Infine, faremo una marcia a Brasilia per dare questa dimostrazione di unità dei movimenti e fare pressione sul governo, collocando la Riforma Agraria e il diritto alla terra per tutti come priorità, affinché decreti le aree quilombole e indigene e insedi gli agricoltori.

Quale sarà la centralità del dialogo con il governo e con la società?

Vogliamo discutere con il governo, dimostrare alla società e all’impresa che l’agrobusiness non è quello che si dice. Non è un modello che produce ricchezza, contribuendo al Pil con 130 miliardi di Reais, ma ricevendo un finanziamento dal governo di 115 miliardi, il che dimostra che la resa non è alta.
Latifondisti e grande imprese vivono dell’appoggio del governo e dei finanziamenti della Banca nazionale dello Sviluppo economico e sociale (Bndes).
Vogliamo diffondere questa marcia, ben oltre ai partecipanti dell’incontro, aggregando altre forze, come i sindacati urbani, per mostrare la solidarietà di tutti i lavoratori, che la Riforma agraria e il rispetto dei territori tradizionali non sono una problematica solo dei Sem Terra e degli indigeni.
Il nostro obbiettivo è che questa unità non sia momentanea, ma l’inizio di un processo, dato che il governo è convinto che non deve fare la Riforma agraria e demarcare le terre.

Perché nell’accampamento i militanti saranno divisi per stati e non per movimenti?

L’obbiettivo dell’incontro è realizzare un’integrazione. Non ha senso che ogni ogni organizzazione vada per conto suo.
Lo stesso per i dibattiti: ogni stato o regione del Paese riunirà i movimenti per analizzare la congiuntura e pensare cosa fare uniti.
Non si vogliono negare le identità o gli obiettivi specifici di ogni movimento, ma dobbiamo organizzare azioni unitarie e dimostrare la nostra unità.

Come si organizzerà lo spazio fisico?

L’unica collaborazione che abbiamo è con il Governo del Distretto federale (Gdf) per garantire lo spazio dell’incontro. La struttura sarà quella che usiamo nelle lotte: nostri compagni stanno organizzando carovane con trasporto in omnibus e ogni organizzazione raccoglie il finanziamento nella sua base.
Già in questa organizzazione si sta lavorando unitariamente.
Lo stesso vale per l’alimentazione. Dato che mettiamo in discussione l’agrobusiness, approfittiamo di questo spazio per mangiare il nostro cibo, prodotto nei nostri insediamenti.
Stiamo facendo una campagna affinché tutte le organizzazioni impegnate con la lotta di contadini possano contribuire alla realizzazione dell’incontro.
L’organizzazione è totalmente autonoma dei movimenti, creeremo un grande Accampamento nel Parco delle Città.

a cura di José Coutinho Júnior
(traduzione italiana di Antonio Lupo)