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"La Vicìnia"
Lui dal 2012
 

Un nuovo libro firmato “Labsus” (www.labsus.org)
L’ITALIA DEI BENI COMUNI
L’Italia «che non si vede ma che da anni migliora la qualità della vita di tutti prendendosi cura dei beni comuni»

“L’Italia dei beni comuni” è il nuovo libro curato dal presidente di “Labsus”, Gregorio Arena e dal direttore, Christian Iaione, per raccontare e “spiegare” l’Italia «che non si vede, ma che lavora per tutti noi». Edito da “Carocci”, oltre che in libreria, è disponibile anche su “Ibs”, “Amazon” e “Lafeltrinelli.it”.
La redazione del sito www.labsus.org, organo d’informazione del “Laboratorio per la sussidiarietà” costituito da Cittadinanzattiva, Astrid, Ancst, Legambiente, Movimento difesa del cittadino e Movimento di volontariato italiano, il 15 luglio ha diffuso questa recensione.


“L’Italia dei beni comuni”, perché...

«C’è un’Italia che non si vede ma che da anni migliora la qualità della vita di tutti prendendosi cura dei beni comuni. Acqua, aria, ambiente, beni culturali, infrastrutture, spazi urbani e verde, legalità e molti altri simili a questi sono infatti beni “comuni”, né privati (di singoli) né pubblici (dello Stato), ma di tutti. Questo significa che tutti dovremmo prendercene cura per continuare a godere di standard di vita degni di un paese civile».
«Il volume “L’Italia dei Beni comuni” – spiegano gli autori Gregorio Arena e Christian Iaione, rispettivamente presidente e direttore di “Labsus” – è stato scritto appunto per invogliare a prendersi cura dei beni comuni, applicando il principio di sussidiarietà. Perché per affrontare la crisi abbiamo bisogno di tanti cittadini attivi, ciascuno dei quali si assuma la propria parte di responsabilità nei confronti dei beni comuni».

Sussidiarietà a tutto spiano

Il volume segue la duplice impostazione su cui negli anni sta lavorando “Labsus”: studio e approfondimento da un lato, sperimentazione, applicazione e diffusione delle pratiche sul campo dall’altro.
«Da un lato – si legge infatti nell’introduzione – si propongono i contributi di alcuni studiosi di “Labsus” e di alcune voci autorevoli in materia di beni comuni. I saggi raccolti affrontano diversi aspetti del tema e propongono approcci scientifici volutamente disomogenei. Si va dagli studi di stampo sociologico di Carlo Donolo, al saggio di Maurizio Franzini sul significato nella teoria economica e le implicazioni in termini di efficienza ed equità della nozione di beni comuni, fino a quello di Giuseppe Cotturri sull’importanza del tema dei beni comuni con riguardo allo sviluppo e al risveglio del Mezzogiorno d’Italia, per finire con i due saggi di taglio più gius-pubblicistico di Gregorio Arena sul welfare di comunità e di Christian Iaione sui beni comuni urbani. Dall’altro, nella parte finale del volume, si presentano i risultati della sperimentazione di un programma di educazione non formale alla cura civica dei beni comuni svolto nell’anno scolastico 2010-11 in due licei romani, denominato “Rock your school” - Scuola di manutenzione civica dei beni comuni (www.rockyourschool.org)».

Fermarsi... (ma solo per un attimo)!

«In definitiva – rassicurano i nostri – l’operazione editoriale che si intende sviluppare con questo volume è proprio quella di fermarsi, ma solo per un attimo, per fare il punto della situazione nel dibattito pubblico sui beni comuni». Certamente «non è un punto di partenza per “Labsus” ma neppure un punto di arrivo. È solo un momento di riflessione per riprendere fiato e dare respiro scientifico a un’azione quotidiana e costante al fianco di quei cittadini e quelle istituzioni che vogliono collaborare per offrire soluzioni condivise ai problemi di interesse generale, alla conservazione e al governo dei beni comuni».

www.labsus.org/index.php?option=com_content&view=article&id=3573&Itemid=71