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"La Vicìnia"
Lui dal 2012
 
La pieve matrice di San Pietro in Carnia (Zuglio), come appare nel sito: www.comune.zuglio.ud.it/

Il messaggio per la VII Giornata ecclesiale per la salvaguardia del creato
VIVERE IL TERRITORIO COME UN BENE COMUNE
Sarà celebrata anche a San Pietro in Carnia, il 1° settembre, con la partecipazione del Coordinamento della Proprietà collettiva del Friuli e del Carso

[Mario Zilli]
«Vivere il territorio come un bene comune è un’esigenza di vasta portata, che richiama anche le comunità ecclesiali a una presenza vigilante. Il territorio, infatti, è davvero tale quando abitato da un soggetto comunitario che se ne prenda realmente cura e la presenza capillare del tessuto ecclesiale deve esprimere anche un impegno in tal senso». È questo uno dei punti centrali del messaggio diffuso dalle Commissioni per i Problemi sociali e il Lavoro, la Giustizia e la Pace e per l’Ecumenismo e il Dialogo della Conferenza episcopale in vista della VII Giornata per la salvaguardia del creato.
Sarà celebrata il 1° settembre, con il titolo “Educare alla custodia del creato per sanare le ferite della terra”.
Anche il Coordinamento regionale della Proprietà collettiva in Friuli-V. G. offrirà il proprio contributo alla riflessione e all’approfondimento, con un incontro promosso, per il terzo anno consecutivo, in collaborazione con l’Arciconfraternita “Pieres vives” di San Pietro in Carnia.


Il messaggio “Educare alla custodia del creato per sanare le ferite della terra”, diffuso il 24 giugno e integralmente disponibile alla pagina web http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new_v3/v3_s2ew_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=33143, sottolinea come «nella condivisione della lode e della responsabilità per la custodia del creato, il mese di settembre sta diventando per tutte le Confessioni cristiane una rinnovata occasione di grazia e di purificazione».
Inoltre, richiama come il 9 ottobre sia stato dichiarato opportunamente dallo stato italiano “Giornata in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo”.
La comunità ecclesiale, secondo il documento, deve assumersi pienamente la responsabilità di «educare all’alleanza tra l’uomo e la terra», non solo prendendo coscienza del fatto che la «vocazione dell’uomo è di essere il custode e non il predatore del creato» ma anche riconoscendo il «debito che abbiamo verso le generazioni future alle quali non dobbiamo trasmettere un ambiente degradato e invivibile», come ha sottolineato il Forum europeo cattolico-ortodosso, tenutosi a Lisbona nel mese di giugno.
Le Commissioni per i Problemi sociali e il Lavoro, la Giustizia e la Pace e per l’Ecumenismo e il Dialogo sottolineano a più riprese la dimensione comunitaria della salvaguardia del creato.
Al punto 3 si dichiara: «Ritessere l’alleanza tra l’uomo e il creato significa anche affrontare con decisione i problemi aperti e i nodi particolarmente delicati, che mostrano quanto ampie e complesse siano le questioni legate all’intreccio tra realtà ambientale e comunità umana. Accanto all’annuncio, infatti, è necessaria anche la denuncia di ciò che viola per avidità la sacralità della vita e il dono della terra».
E più avanti: «Abbiamo bisogno di una pastorale che ci faccia recuperare il senso del “noi” nella sua relazione alla terra, in una saggia azione educativa, secondo le prospettive degli Orientamenti pastorali “Educare alla vita buona del Vangelo”. Prendersi cura del territorio, del resto, significa anche permettere che esso continui a produrre il pane e il vino per nutrire ogni uomo e che ogni domenica offriamo come “frutti della terra e del nostro lavoro” a Dio, Padre e Creatore, perché diventino per noi il Corpo e il Sangue del Suo amatissimo Figlio».
«Per questo – continua il messaggio della “Cei” – invitiamo con forza a tornare a riflettere sul nostro legame con la terra e, in particolare, sul rapporto che le comunità umane intrattengono col territorio in cui sono radicate. Si tratta di una realtà complessa e ricca di significati, che spesso rimanda a storie di relazioni e di crescita comune, in cui la città degli uomini e delle donne rivela il suo profondo inserimento in un luogo e in un ambiente. Il territorio è sempre una realtà naturale, con una dimensione biologica ed ecologica, ma è anche inscindibilmente cultura, bellezza, radicamento comunitario, incontro di volti: una densa realtà antropologica, in cui prende corpo anche il vissuto di fede».
L’iniziativa di approfondimento culturale e spirituale, promossa dal Coordinamento regionale della Proprietà collettiva e dall’Arciconfraternita “Pieres vives” in occasione della VII Giornata per la salvaguardia del creato, si terrà alle 18.30 del 1° settembre, presso la “Polse di Cougnes”, ai piedi della Pieve di San Pietro di Zuglio carnico.