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La Deputazione regoliera replica alle recenti dichiarazioni del Comune di Cortina
REGOLE D’AMPEZZO E CENTRALI IDROELETTRICHE
Una collaborazione fra i due maggiori enti territoriali della valle è utile e indispensabile

Le recenti dichiarazioni dell’Amministrazione comunale di Cortina d’Ampezzo in merito al settore idroelettrico, per mezzo delle quali il Comune esprimeva ferma contrarietà alla realizzazione di nuove centrali idroelettriche sul territorio che non fossero opera del Comune stesso o delle Regole, hanno spinto le Regole d’Ampezzo ha presentare il proprio punto di vista, per «chiarire meglio la situazione ai Regolieri, ma senza voler avviare polemiche con gli Amministratori comunali».
«Le Regole hanno sempre provveduto a tenere informata l’Amministrazione comunale sull’argomento idroelettrico – si legge nel comunicato emesso dalla proprietà collettiva cortinese –, convinte che sia utile e indispensabile una collaborazione reciproca dei due maggiori enti territoriali della valle anche su questo tema».


Le Regole d’Ampezzo, innanzitutto, fanno presente che il Comune di Cortina, a quanto risulta dagli archivi regolieri, non ha mai fatto alcuna opposizione al decreto della Giunta regionale n. 4070 del 30 dicembre 2008, che toglieva le garanzie ai territori regolieri e li esponeva ad un assalto di soggetti privati, che avrebbero potuto occupare beni delle comunità con impianti idroelettrici senza nulla riconoscere ai proprietari.
Contro tale disposizione della Regione Veneto ricorsero al Tar ben 29 Regole del Bellunese, sostenute dalla Provincia di Belluno e dalla Consulta della Proprietà Collettiva. In quell’occasione nessun Comune del Bellunese sostenne l’iniziativa, nemmeno Cortina.
L’esito di quel ricorso fu la pubblicazione di un nuovo decreto regionale, il n. 1609 del 9 giugno 2009, che ristabilì la tutela dei patrimoni regolieri e di quelli comunali: da allora in poi ogni progetto idroelettrico avrebbe dovuto ottenere il consenso della Regola proprietaria dei terreni, o del Comune, in caso di beni d’uso civico.
Successivamente, con delibera della Giunta Regionale n. 2100 del 7 dicembre 2011, questa tutela veniva di nuovo cancellata e la Regione accelerava le procedure per il rilascio di nuove concessioni idroelettriche.
In seguito, fra gli allegati alla delibera, laddove si prevedono i documenti da allegare ai progetti, le Regole e la Consulta della Proprietà Collettiva sono riuscite a concordare con la Regione l’aggiunta di un nulla osta dei proprietari, qualora siano interessati terreni comunali o regolieri. Anche su questo punto, il Comune di Cortina non ha dato alcun riscontro.
La Deputazione regoliera non è al corrente di promesse o intese verbali fatte fra le amministrazioni di Comune e Regole negli anni scorsi circa una compartecipazione del Comune a un progetto idroelettrico sul Ru de Federa, progetto che potrà essere realizzato da una società privata – la Dolomiti Power srl. – con cui le Regole hanno definito un accordo di massima. Gli introiti che le Regole prevedono a seguito di tale accordo non sono soltanto “briciole” – come ha affermato l’assessore all’Ambiente e vicesindaco Enrico Pompanin – ma risultano essere di un certo rilievo sia per l’investitore sia per il proprietario dell’area.
Il progetto, di proprietà della Dolomiti Power che – ne ha avuto l’iniziativa senza che ci fossero progetti in concorrenza – verrà realizzato dalla stessa a sue spese, e per un periodo di 15 anni la società sosterrà sia la gestione sia gli imprevisti. La concessione sarà però fin da subito delle Regole d’Ampezzo, che venderanno l’energia elettrica e divideranno gli introiti lordi con la Dolomiti Power, nella misura dell’85% a questa e del 15% alle Regole.
Terminati i 15 anni, tutto l’impianto funzionante, la sua gestione e i suoi introiti resteranno gratuitamente in mano alle Regole per la lunga durata ancora prevista dell’impianto, senza nulla più spartire con altri soggetti. Tenendo conto delle spese di gestione, di eventuali imprevisti a carico dell’investitore, e della cessione gratuita dell’impianto al termine dell’accordo, l’effettivo introito per le Regole nel corso dei primi 15 anni può essere misurato nel 25-28% degli utili netti prodotti annualmente.
La Deputazione regoliera è dell’avviso che, per le Regole, impostare rapporti imprenditoriali con soggetti privati sia più opportuno che non con gli enti pubblici, perché una compartecipazione a tempo indeterminato fra pubblico e privato porta spesso squilibri a vantaggio del primo.
Le Regole ricordano, infatti, la diversa realtà istituzionale dei soggetti, dove il Comune non ha come obiettivo la sopravvivenza attraverso il territorio – avendo i suoi proventi garantiti dai cittadini – mentre le Regole, che sono a tutti gli effetti un soggetto privato, debbono sopravvivere nel tempo utilizzando ciò che la natura ha dato loro, in modo il più possibile indipendente. In tal senso, cercare una copertura agli investimenti presso una banca o presso altri finanziatori privati, con accordi limitati nel tempo, risulta equivalente. Anzi, il ricorso a mutui e prestiti bancari può allungare i tempi di rientro degli investimenti.
Si è poi avuto modo di leggere un parere legale richiesto dal Comune di Cortina d’Ampezzo all’avv. Alessandro Calegari di Padova: nella lettera del 12 aprile scorso trasmessa al Comune, il legale rispondeva all’ente pubblico riguardo a due quesiti fondamentali: primo, se il Comune abbia potere di veto su nuovi impianti e, secondo, quale possibilità abbia il Comune di chiedere una percentuale sugli introiti derivanti da nuove centraline. L’avvocato ha risposto negativamente a entrambi i quesiti, specificando cioè che il Comune non ha oggi alcun potere di approvazione o di veto nell’ambito delle autorizzazioni, in quanto queste sono rilasciate dalla Provincia, benché il Comune possa presentare suoi pareri attraverso la Conferenza di Servizi, pareri che non sono però vincolanti. Per lo stesso motivo, l’Amministrazione comunale non può pretendere percentuali sugli introiti.