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"La Vicìnia"
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Il punto di vista delle Regole su un progetto della Regione Veneto
“OSSERVATORIO PER IL PAESAGGIO DELLE DOLOMITI”

Sulla stampa del 27 maggio si leggeva di un’intesa fra il Comune di Cortina d’Ampezzo e l’Assessorato all’Urbanistica della Regione Veneto in merito alla realizzazione di un “Osservatorio per il Paesaggio delle Dolomiti”, da avviare a Cortina come sede distaccata.
«L’obiettivo – ha spiegato il sindaco della città dolomitica, Andrea Franceschi – è quello di analizzare e monitorare con attenzione il paesaggio nell’ambito di un progetto di ecosostenibilità ambientale».
Per chiarire meglio la situazione ai Regolieri, ma senza voler avviare polemiche con gli Amministratori comunali, le Regole presentano il loro punto di vista sulla questione.


La Deputazione Regoliera ha accolto tale iniziativa con una certa sorpresa e preoccupazione, in quanto le Regole Ampezzane, non sentite né coinvolte nel progetto, svolgono da circa mille anni la loro attività di salvaguardia del territorio, la cui validità nell’operato è facilmente verificabile nella buona conservazione del paesaggio e dell’ambiente dolomitico.
È il caso di ricordare che già dal 1939 tutta la Valle d’Ampezzo è soggetta a specifiche normative statali sulla tutela del paesaggio, tutele alle quali sono state nel tempo sovrapposte norme regionali sempre più specifiche, che hanno portato a una tale rete di vincoli e di pareri da parte di organi di ogni tipo che dovrebbero essere oggi una tutela più che sufficiente anche per il paesaggio. Oltretutto, tra Parco e zone “Sic” e “Zps” (Natura 2000), oltre il 63% del territorio è soggetto a vincoli ambientali di tipo più restrittivo, ai quali vanno aggiunti i diversi vincoli esistenti sulla proprietà indivisa regoliera, anch’essi subordinati a specifiche autorizzazioni regionali, per tacere infine sull’influenza indiretta sulle scelte territoriali esercitata dal riconoscimento “Unesco”.
Nel Parco, inoltre, esiste un Comitato Tecnico-Scientifico che sorveglia l’esecuzione delle attività nell’area protetta.
Se il Comune ha intenzione di voler dipendere ancora di più da soggetti esterni che danno ulteriori pareri e prescrizioni su quello che la comunità intende fare sul territorio, allora la strada intrapresa dall’Amministrazione è quella corretta.
A parere delle Regole, invece, l’attuale tutela del territorio è già sufficiente: qualora necessario, maggiori dettagli possono comunque essere discussi e promossi dal Comune assieme ai soggetti che operano sul territorio: Regole, Riserva di Caccia, Forestale, associazioni ambientaliste, ecc., ma solo in seguito richiedere il parere ad esperti provenienti dall’esterno.
Va ricordato, infine, che il modello regoliero di buona gestione del territorio, legato soprattutto all’autonomia che si è cercato di conservare nel tempo, è attualmente oggetto di interesse da parte di operatori internazionali che hanno recentemente incontrato la Giunta Regoliera.
Il prossimo mese di luglio sarà presente a Cortina il Ministro dell’Agricoltura della Repubblica di Macedonia, che sta predisponendo l’istituzione di parchi regionali nel paese balcanico. Verrà illustrato al Ministro in che modo le Regole Ampezzane gestiscono e tutelano il loro ambiente, attraverso un sistema democratico che estende all’intera assemblea degli aventi diritto le scelte più importanti d’uso del territorio.
In seguito verrà richiesta la consulenza delle Regole per la sperimentazione sul campo delle esperienze raccolte in Ampezzo, che il Ministro macedone vuole applicare in alcune comunità di montagna interessate da aree protette nel suo paese.
Sorge quindi un dubbio sulle necessità di realizzare un “Osservatorio” esterno che controlli ulteriormente le attività della comunità locale, comunità però talvolta inconsapevole delle risorse e delle virtù che, in modo discreto, già si esercitano quotidianamente.