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"La Vicìnia"
Març dal 2012
 

“Bioagricultura Notizie” (Anno IX Num. 55 - 23 marzo 2012)
APPROVATE LE LIBERALIZZAZIONI
Nel Pacchetto Agroalimentare non solo terreni demaniali

«Passato in via definitiva alla Camera proprio ieri sera (il 22 marzo, ndr.), il decreto Liberalizzazioni diventa legge. Un testo normativo nel quale il governo ha inserito un vero e proprio Pacchetto Agroalimentare composto da 6 articoli»: la cronaca e il commento dell’Associazione italiana agricoltura biologica “Aiab”.

L’articolo 62 delle Liberalizzazioni introduce una disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari per riequilibrare i rapporti di forza all’interno della filiera alimentare. Le principali novità su questo fronte sono l’introduzione dell’obbligo di contratti scritti per la cessione di prodotti agricoli e alimentari, fa eccezione solo la cessione al consumatore finale. I suddetti contratti devono riportare durata, quantità, caratteristiche, prezzo e modalità di consegna e pagamento del prodotto.
Viene regolamentata anche la corresponsione del pagamento, che per i prodotti deperibili deve avvenire entro 30 giorni dalla data di ricezione della fattura, mentre per quelli non deperibili il termine a fissato a 60 giorni.
Con l’art. 63 delle Liberalizzazioni, invece, vengono attivati nuovi contratti di filiera e di distretto agroalimentare. A tale strumento vengono destinati 250-300 milioni di euro nei prossimi 3 anni, i contratti saranno promossi dal MiPaaf di concerto con il ministero dello Sviluppo economico.
Misure di sostegno per l’accesso al credito – in attuazione di una decisione comunitaria che istituisce il Fondo Credito – sono invece contenute nell’art. 64 delle Liberalizzazioni. Obiettivo dichiarato della norma è aiutare le imprese ad ottenere finanziamenti bancari per sopperire alla carenza di liquidità e consentire alle aziende agricole, nonostante la crisi, di realizzare investimenti di crescita e ammodernamento. Nello specifico, il Fondo Credito fornisce, attraverso il sistema bancario nazionale, liquidità da impiegare a favore delle imprese agricole ed agroalimentari per determinate finalità o nell’ambito di specifiche misure di investimento. Al Fondo Credito si affiancano, inoltre, altri strumenti attivati da Ismea per sostenere le imprese.
Con l’art. 66 delle Liberalizzazioni si apre un altro capitolo: quello della dismissione dei terreni agricoli demaniali o a vocazione agricola. Inizialmente formulato prevedendo l’esclusiva alienazione di questo patrimonio comune, grazie a una mobilitazione promossa da Aiab e condivisa da altre 14 associazioni e organizzazioni del mondo agricolo e ambientalista, tale articolo è stato rivisto e comprende ora anche la possibilità di concedere i terreni in affitto.
Le dismissioni, inoltre, dovranno essere realizzate tramite asta pubblica per i terreni di valore pari e superiore a 100 mila euro e i terreni stessi conserveranno la destinazione d’uso agricola per i 20 anni successivi all’alienazione.
Proposta dal governo come misura atta a promuovere la formazione di nuove imprese, la norma sembra più orientata a fare cassa. Ma sempre grazie alla mobilitazione di Aiab e del mondo agricolo, nella sua stesura definitiva, attribuisce agevolazioni ad hoc per i giovani imprenditori agricoli.
Impianti fotovoltaici in ambito agricolo. L’art. 65 delle Liberalizzazioni esclude l’accesso al sistema degli incentivi statali per gli impianti fotovoltaici con moduli collocati su terreni agricoli, facendo salve le autorizzazioni in corso o gli impianti per i quali sia stata presentata richiesta per il conseguimento del titolo entro la data di entrata in vigore del decreto Liberalizzazioni, a condizione che l’impianto entri in esercizio entro un anno dalla data di entrata in vigore del medesimo testo normativo.
Contemporaneamente, però, vengono innalzati gli incentivi per gli impianti realizzati sulle serre, impianti che vengono di fatto equiparati a quelli realizzati sugli edifici. A condizione che il rapporto tra la proiezione al suolo della superficie totale dei moduli fotovoltaici installati sulla serra e la superficie totale della copertura della serra stessa non sia superiore al 50%.