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"La Vicìnia"
Març dal 2012
 
Il dottor Alois Schwarz, vescovo di Gurk-Klagenfurt (foto tratta dal sito: http://www.kath-kirche-kaernten.at/home/ - © Diözese Gurk / Neumüller)

Graziano Ganzit, fondatore della Cooperativa Nuova Terra e dell’Ecovillaggio di Beano di Codroipo
Interessante articolo del periodico “Il ponte” di Codroipo
LA TERRA SECONDO MONTI E SECONDO SCHWARZ
Il commento dell’agronomo Graziano Ganzit sulla “dismissione” dei terreni demaniali

[Graziano Ganzit]
La rubrica del periodico del Friuli centrale “Il ponte” dedicata all’agricoltura, nel numero di marzo, affronta il tema della dismissione di terreni demaniali, prevista dal provvedimento del Governo Monti sulle “Liberalizzazioni” (info@ilpontecodroipo.it - www.ilpontecodroipo.it)

Lo Stato ha terre agricole e si può ragionevolmente supporre cosa ne fa. Niente come è sua vocazione. Tempo fa l’allora ministro Zaia, che di ettari demaniali ne stimava 3 milioni, fece una proposta molto interessante che prevedeva l’assegnazione di queste terre ai giovani senza dismetterle dallo Stato.
Oggi Monti, pressato da esigenze di cassa, intende vendere circa 338.000 ettari contando di incassare oltre 6 miliardi di euro. Tecnicamente nulla da eccepire salvo immaginarsi cosa accadrà alla luce di come sta andando l’agricoltura attuale.
In tempi di crisi la terra diventa un “bene rifugio” per chi ha capitali da investire contando sul fatto che non si svaluta anche se non rende molto. Solitamente sono personaggi ben forniti, anche di “nero”, che poi piazzano li, sotto tutela di un buon fattore, i rampolli che altrove combinerebbero disastri. Comprano anche le aziende convenzionali nel perverso gioco di indebitarsi capitalizzandosi per continuare a piantare mais.
Rimarranno sempre fuorigioco i giovani che non hanno alle spalle copertura finanziaria o tradizione di famiglia.
Il problema è che questo mondo non solo non ha fantasia imprenditoriale, salvo le poche solite eccezioni molto meritevoli, ma non ha vie di uscita se perpetua un sistema basato sul consumo forsennato di petrolio e sulla non sostenibilità.
Ma l’Europa delle banche e della finanza dice così e Monti batte i tacchi e china la testa obbediente. In pratica si continua a sostenere un modello che sta ricostruendo un moderno latifondismo senza dare spazio ad un autentico ricambio generazionale intellettuale.
In poche parole la terra è irraggiungibile per quanti hanno autentica vocazione ad onorarla col lavoro agricolo elevato e sostenibile.
Per fortuna che il Ministro Schwarz ha un altro concetto della terra e di chi deve lavorarla. Il Ministro in questione non fa parte del nostro governo e non è neanche ministro della Merkel ma amministra un patrimonio di ben 12.000 ettari che non si sogna minimamente di venderlo ma di assegnarlo, attraverso la commissione che presiede, ai migliori giovani agricoltori.
È un Ministro speciale che costa poco, non come i nostri, ha idee chiare, serve il suo popolo facendo il Pastore e serve il suo Cancelliere con profonda e reale fede.
Ho avuto la fortuna di conoscerlo e l’esperienza che mi ha trasmesso la serbo nel profondo del cuore sperando un giorno di poterla mettere in pratica. La foto lo effigia ma non è noto. È Ministro, è vero, ma di Dio ed è Vescovo della Diocesi di Gurk-Klagenfurth la quale possiede questo notevole patrimonio terriero.
Mons. Schwarz guida la Commissione che assegna le terre alle circa 600 famiglie che la lavorano e siccome attesta fermamente che la Terra, come dice la Bibbia, è il “Giardino di Dio” è suo dovere valutare che solo i migliori la possano lavorare.
Come? L’affitto viene stabilito molto basso di modo che tutti possano concorrere ma vengono preferiti giovani o famiglie giovani con conoscenze di agricoltura biologica o biodinamica.
Viene chiesto un rapporto trimestrale e a fine anno l’1% dell’utile di bilancio lo devolvano a scopi sociali. Ciò crea sul territorio, parole sue davanti ad Assessori e Ministri agricoli, cultura e grande socialità.
Proprio come da noi dove la terra la Curia la assegna ai peggiori salvo poi venirne ampiamente contraccambiata. Visto che è il Vescovo della Diocesi confinante spero un giorno di poterlo portare in Friuli in modo che la sua esperienza possa essere di esempio a quanti credono che la terra sia un “bene rifugio” e non quel “Giardino di Dio” che richiede la dovuta dedizione.

“Il ponte” di Codroipo
(www.ilpontecodroipo.it)
marzo 2012