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"La Vicìnia"
Zenâr dal 2012
 
L’ampianto idroelettrico di Priola, in Carnia, realizzato nel 2004 dalla Società elettrica cooperativa “Secab” su Beni civici delle comunità di Priola e Noiariis

Il Coordinamento veneto contesta la nuova disciplina nel settore idroelettrico
FERMA OPPOSIZIONE ALL’INVASIONE DEI TERRENI REGOLIERI
Non escluso un ricorso al Tar per assicurare le dovute tutele e autonomie

[S. L.]
Il 25 gennaio 2012, presso la sede della Magnifica Comunità di Cadore, a Pieve di Cadore, si è riunito il Coordinamento veneto della Consulta nazionale della Proprietà collettiva, l’associazione che riunisce le Regole e le altre Proprietà collettive del Bellunese e del Veneto.
L’argomento principale discusso è stata la nuova disciplina delle concessioni nel settore idroelettrico varata dalla Giunta regionale il 7 dicembre 2011 (Dgr. 2100/2011): le nuove norme hanno di fatto abrogato le specifiche tutele che la Regione prima assicurava ai beni di proprietà regoliera e comunale laddove fossero interessati da progetti di costruzione di nuove centrali idroelettriche.


Le recenti direttive, invece, permettono a chiunque di occupare proprietà pubbliche e private per realizzarvi impianti di produzione ad energia rinnovabile, senza considerare i vincoli esistenti sul territorio che assicurano l’indisponibilità e la consistenza generale dei terreni regolieri, già vincolati da specifiche norme statali e regionali (legge 1102/1971, legge 97/1994, legge regionale 26/1996): in questo modo viene accentuata la possibilità di sfruttamenti e speculazioni da parte di società.
La Consulta ha espresso un’unanime, ferma opposizione alla formulazione delle nuove direttive regionali e chiederà una modifica che porti ad assicurare nuovamente le dovute tutele e autonomie delle proprietà regoliere, in particolare per quanto riguarda il loro “patrimonio antico”, cioè i loro beni di origine storica.
Questo obiettivo sarà perseguito attraverso intese dirette con l’Assessorato all’Ambiente della Regione Veneto, ed eventualmente con la presentazione di un ricorso al Tar contro il testo della delibera regionale, sostenuto dalla Consulta e dalle singole Regole aderenti.
Nel corso della riunione è stato approvato poi il resoconto delle attività svolte nel 2011 dal Coordinamento e il bilancio economico dello stesso.
La Consulta ha, infine, rinnovato il proprio Direttivo regionale, affidando la presidenza a Gianfrancesco Demenego (Regole di Cortina d’Ampezzo), affiancato da Antonino Da Rin Zanco (Magnifica Regola di Vigo di Cadore) e da Stefano De Tomas (per la Regola di Costa in Comelico).
Il ruolo di segretario generale è stato invece affidato a Stefano Lorenzi, presidente uscente della Consulta.