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"La Vicìnia"
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Il municipio di Bicinicco

La minaccia aggredisce il territorio di Bicinicco
SACCHEGGIO AMBIENTALE
L’allarme del “Comitato per la vita del Friuli rurale”

[Aldevis Tibaldi, Comitato per la vita del Friuli rurale]
«Cento 10 ettari sottratti alla agricoltura a suon di milioni per dar vita in quel di Bicinicco ad un fantomatico polo golfistico internazionale, incentrato sulla realizzazione di complessi residenziali per un volume complessivo di almeno 250 mila metri cubi»: assume tali proporzioni la minaccia denunciata dal “Comitato per la vita del Friuli rurale”, in un’area regionale ove la rivendicazione dei Beni civici non si è ancora affermata, anche se il Comune di Bicinicco dispone di apposito Accertamento e bando, mentre nel Comune di Castions di Strada, al Commissariato regionale per gli usi civici, le operazioni di Accertamento risulterebbero tuttora «non definite».

Le “grandi opere” incombono e, intanto, il comitato della ghiaia ha perso un alleato prezioso dopo che a Mortegliano le ultime elezioni hanno portato alla ribalta un nuovo sindaco, poco incline a perpetuare le vocazioni di un passato recente e a ripercorrere l’infamante vicenda della “buca da golf” che fa ancora mostra di sé in quel di Chiasellis.
Ciò nonostante, i sindaci di Castions e Bicinicco non sono riusciti a chiudere il conto con la iniziativa Gasser, e ciò la dice lunga sui possibili e inquietanti motivi che da anni li spingono a non desistere da una impresa che si preannuncia devastante sotto il profilo ambientale e sociale.
Siamo di fronte all’ennesimo assalto ad un territorio altrimenti vocato ad una agricoltura di eccellenza, dotata di impianti di irrigazione finanziati con il denaro pubblico. Un territorio, dove il proliferare delle più balzane iniziative speculative, mimetizzate sotto forma di progetti ricreativi e residenziali, per decenni, ha permesso il saccheggio della ghiaia e la successiva messa a dimora di una infinità di discariche, più o meno illegali che nessuno si premura di bonificare e monitorare.
Una infinità di crateri che hanno intaccato e contaminato gli acquiferi con effetti mai ponderati, una diffusione dei contaminanti dalle conseguenze solo immaginabili ed una conseguente politica dell’ineluttabile, condita da una illusione di progresso, hanno radicato il disorientamento e lo spaesamento delle popolazioni residenti.
Questo il quadro in cui è venuta costruendosi la cosiddetta “Iniziativa Gasser”, ovvero i 110 ettari sottratti alla agricoltura a suon di milioni per dar vita in quel di Bicinicco ad un fantomatico polo golfistico internazionale, incentrato nella realizzazione di complessi residenziali per un volume complessivo di almeno 250 mila metri cubi: ben superiore alla volumetria dell’esistente abitato. Anni di trattative covate nel segreto degli uffici regionali e di Amministrazioni comunali abituate da decenni ad andare a patti con i cavatori sono approdate ad accordi a dir poco azzardati e, a dispetto delle sottese intuibili e irreparabili conseguenze, mai divulgati o discussi con la popolazione residente.
Il 26 gennaio 2012, l’Amministrazione comunale di Castions di Strada si accinge a spianare la strada di un inverosimile polo golfistico che ha dell’assurdo nel contesto culturale e fisiografico del mandamento.
Si appresta cioè a chiedere alla Regione il riconoscimento della valenza turistica di un’area sottratta all’agricoltura che resterebbe intrappolata in mezzo ad un territorio degradato dalle persistenti escavazioni ed impianti: tutto ciò con un supporto progettuale viziato da una plateale alterazione dello stato di fatto.
Seguendo un copione collaudato in anni di maneggi, dopo la decisione della maggioranza blindata di Castions – contro la quale annuncia opposizione la Lega Nord – sarà la volta di Bicinicco: questa volta previa assemblea pubblica in quel di Gris.
Solo la malafede può avvalorare l’esistenza di un campo da 27-36 buche in un territorio che non ha nulla da offrire ad una clientela che a mala pena riesce a far sopravvivere i campi di Chiasellis o quelli di Capriva, Grado o Lignano, di certo ben più attrattivi e strutturati.
Il “Comitato per la vita del Friuli rurale” manifesta tutta la sua preoccupazione per l’ennesimo attentato alla ruralità e alla cultura delle nostre genti, ma anche per la pochezza dei burocrati e degli Amministratori pubblici chiamati a decidere il destino delle generazioni future in un territorio che per essere rimasto in loro balia ha già subito danni irreparabili.