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"La Vicìnia"
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Nuova mobilitazione popolare per il rispetto dei referendum del 2011
«IL MIO VOTO VA RISPETTATO»
Continua la diffusione dell’appello: “Giù le mani dall’acqua e dalla democrazia”

In vista del Consiglio dei ministri del 19 gennaio, quando sembra che verrà licenziato il decreto sulle liberalizzazioni, la segreteria operativa del “Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua” (www.acquabenecomune.org - www.referendumacqua.it - segreteria@acquabenecomune.org) ha invitato a mettere in atto nuove iniziative e mobilitazioni per scongiurare il tradimento della volontà popolare espressa nei referendum del 2011 contro la privatizzazione dell’acqua.

Il Forum suggerisce di «organizzare, in modo coordinato in tutta Italia, iniziative di visibilità nei punti centrali delle città, delle quali fare foto e video da mandare sia ai media locali che a ufficiostampa@acquabenecomune.org per la diffusione nazionale, nelle giornate del 18 e del 19 gennaio; di far girare il più possibile l’appello “Giù le mani dall’acqua e dalla democrazia”, attivando contatti per invitare alla firma personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, nonché giuristi ecc.
Inoltre, per tutta la settimana, saranno organizzati banchetti e volantinaggi «per informare i cittadini sull’imbroglio in atto». A tal fine, sul sito del Forum (www.acquabenecomune.org - www.referendumacqua.it - segreteria@acquabenecomune.org), sono stati predisposti un manifesto, un volantino e uno striscione che possono essere liberamente scaricati.
Tutte le persone sensibili, infine, sono state invitate a esporre nuovamente le bandiere dell’acqua, alle quali «affiancare le nuove bandiere della campagna di Obbedienza Civile, nella quale è scritto chiaramente “Il mio voto va rispettato”».

L’appello del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Giù le mani dall’acqua e dalla democrazia!

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.
Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.
A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.
Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.
I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.
Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa. Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano. Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

L’articolo di “Altreconomia” sulla campagna di “Obbedienza civile” del Forum
Il governo all’attacco ai referendum sul servizio idrico integrato

Ormai da giorni il Presidente del Consiglio Monti e i suoi ministri parlano di privatizzazioni alludendo anche ad un intervento sul servizio idrico. Ultimi in ordine di tempo il sottosegretario Polillo secondo cui il referendum è stato «un mezzo imbroglio» e il sottosegretario Catricalà che ha annunciato «modifiche che non vadano contro il voto referendario» alla gestione dell’acqua.
Diciamo chiaramente a Monti, Passera, Catricalà e Polillo che non esiste nessuna liberalizzazione del servizio idrico che rispetti il voto referendario: il 12 e 13 giugno scorsi gli italiani hanno scelto in massa per la gestione pubblica dell’acqua e per la fuoriuscita degli interessi privati dal servizio idrico.
Non pensi il Governo Monti con la scusa di risanare il debito di poter aggirare il voto referendario con trucchi e trucchetti, 27 milioni di italiani si sono espressi per la ripubblicizzazione del servizio idrico e questo ci aspettiamo dal Governo nei prossimi giorni.
Saremo molto attenti alle prossime mosse del Governo Monti sul fronte delle liberalizzazioni, non permetteremo che la volontà popolare venga abbattuta a colpi di decreto, di Antitrust o di direttive europee in stile Bolkestein. Metteremo in campo ogni strumento utile alla difesa dei referendum, a partire dalla campagna di obbedienza civile lanciata da noi del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.
L’applicazione dei referendum è la prima e la più urgente emergenza democratica nel nostro paese, per questo il Forum chiede, come già fatto e sinora senza risposta, un incontro urgente con il Presidente del Consiglio Mario Monti. Nel contempo chiede a tutte le realtà che hanno sostenuto i referendum, ai partiti che da fuori o dentro il Parlamento hanno dato indicazione per il “Sì” ai referendum di giugno, di prendere da subito una netta posizione in difesa del voto democratico del popolo italiano.

Altreconomia
(www.altreconomia.it/)
10 gennaio 2012