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"La Vicìnia"
Dicembar dal 2011
 

Dal numero 11 della rivista “Tiere furlane/Terra friulana”
SVILUPPO LOCALE E FORESTE CIVICHE
Il Progetto di gestione associata del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva

[Luca Nazzi]
Questo articolo del presidente del Coordinamento della Proprietà collettiva in Friuli-V. G. è apparso sul numero di dicembre della rivista regionale di cultura del territorio “Tiere furlane/Terra friulana”.
L’intera rivista, che presenta pure un articolo di Adelmo Della Bianca sui “I boscaioli di Muzzana” (e dunque sui principali gestori di un’importante Bene civico della Bassa friulana), può essere scaricata in formato “pdf” dal sito della Regione (www.regione.fvg.it/tierefurlane - tiere.furlane@regione.fvg.it).


«Rispetto alla situazione di partenza si può affermare che oggi il bosco di Pesariis è servito da una buona rete viaria, commercializza meglio il legname da opera, ha al suo interno personale tecnico e operativo in grado di lavorare in modo efficiente e sostenibile e ha ancora notevoli margini di valorizzazione e sviluppo»: i punti di forza dell’intraprendente Amministrazione frazionale della Val Pesarina (www.pesariis.it), in Carnia, non sono sfuggiti alla considerazione di “Sherwood”, la prestigiosa rivista tecnica italiana sull’albero, l’arboricoltura da legno e la foresta, che ha dedicato proprio a Pesariis il primo numero della rubrica “ForestAzione”, inaugurata quest’anno (www.rivistasherwood.it).
«Sarebbe bello fosse così in tutte le foreste italiane», aggiunge la pubblicazione; «intanto qui ci stanno riuscendo: proviamo a capire se esistono elementi tali da poter replicare l’esperienza in altre realtà forestali…». Gli elementi «replicabili», a cui fa riferimento l’inviato di “Sherwood”, Luigi Torreggiani, sono presto riassunti in quanto costituiscono l’ossatura del “Progetto di gestione associata delle foreste collettive, pubbliche e private delle Valli Degano-Pesarina”, messo a punto dal Coordinamento regionale della Proprietà collettiva per sviluppare il “Modello Pesariis” ove esistono Proprietà collettive amministrate dalle comunità titolari, a partire dalla Val Degano, in cui operano altre 5 realtà con un bosco di produzione complessivo stimato in 5mila 300 ettari (Liariis e Ovasta in comune di Ovaro; Tualiis-Noiaretto di Comegliàns; Givigliana-Tors in comune di Rigolato; e Collina in quello di Forni Avoltri).
L’attività concreta è già partita, coinvolgendo per ora l’Amministrazione Beni civici di Givigliana e la Comunione familiare di Collina di Forni Avoltri, ovvero lo storico “Consorzio privato”.
«La più moderna modalità di utilizzazione boschiva – sottolinea il progetto elaborato da Delio Strazzaboschi e Verio Solari – prevede lavorazioni a cottimo o con manodopera diretta e la vendita a strada del legname assortimentato. Tale sistema di gestione, che per natura sua è rispettoso degli equilibri naturali ed ecologicamente orientato (con ricadute indispensabili per qualsiasi ambizione di tipo turistico del comprensorio), non mira soltanto allo sfruttamento economico della risorsa bosco ma, nel mentre la lavora, la coltiva e la valorizza (assicurando manutenzione e pulizia del territorio), impiega manodopera locale, limitando lo spopolamento, e offre un più ampio servizio sociale, mantenendo in loco la ricchezza prodotta e venendo incontro alle concrete necessità dei residenti», attraverso il rinnovamento degli usi civici, ad esempio quello di legnatico, garantito mediante la consegna di legna da ardere ai frazionisti.
Il coinvolgimento di tutti i Beni civici, presenti nelle vallate carniche (Cavazzo, Forni Savorgnani, Paluzza, Ravascletto, Sauris, Sutrio e Tolmezzo) ma pure nella Val Canale, nella montagna pordenonese (Andreis, Aviano, Budoia, Tramonti di Sopra e di Sotto) e nella fascia prealpina della provincia udinese (Pulfero, Attimis, Bordano, Gemona, Moggio e Trasaghis), consentirebbe di «superare la frammentarietà della proprietà forestale» e assicurerebbe le tanto auspicate «economie di scala, di scopo e di risorse umane e materiali», insieme a quella cura del territorio che è condizione preliminare sia per il turismo sia per la salvaguardia della biodiversità, che rientra fra gli impegni assunti dalla Regione dinanzi all’Unione europea.
Per essere all’altezza del Progetto di gestione associata, l’Amministrazione Beni civici di Pesariis ha ulteriormente migliorato la propria dotazione tecnologica e, proprio in queste settimane, sono in consegna una gru a cavo mobile a tre tamburi e un transporter 4x4, grazie anche ad un finanziamento regionale della filiera foresta-legno-energia, che ha riconosciuto l’innovazione organizzativa proposta assieme all’Amministrazione di Givigliana.
Nella valorizzazione delle foreste collettive rientra pure un altro progetto che ha suscitato grande interesse ben oltre i confini regionali. Si tratta della casa “Sa Di Legno” (www.sadilegno.it) di Sostasio di Prato Carnico, realizzata dall’ingegnere Samuele Giacometti con il legname “Pefc” della Proprietà collettiva di Pesariis. Oltre ad essere stato il primo fabbricato certificato CasaClima B+ in Friuli, ha ottenuto il “CasaClima Award 2010” dalla Provincia Autonoma di Bolzano e la “Bandiera Verde 2010” di Legambiente.
A partire dall’esperienza di “Sa Di Legno”, i Beni civici della Carnia hanno iniziato la progettazione di un “Distretto produttivo di edifici in legno termo-autonomi e certificati” da proporre al mercato regionale.