Jentrade / Articui / La Vicìnia
Jentrade/Gnovis
  Leams/Links
"La Vicìnia"
Dicembar dal 2011
 

L’editoriale di “Bioagricultura Notizie” del 16 dicembre
NO ALL’ALIENAZIONE, Sì ALL’AFFITTO
A proposito del decreto “Salva Italia” e di Beni comuni

[Alessandro Triantafyllidis, presidente federale “Aiab”]
«I terreni pubblici sono beni comuni: no all’alienazione, sì all’affitto, privilegiando giovani agricoltori, cooperative e aziende agro ecologiche»: l’Associazione italiana dell’agricoltura biologia “Aiab” rilancia con queste parole il suo appello alla politica italiana alle prese con la crisi finanziaria e del debito. Il notiziario “Bioagricultura Notizie” (Anno IX Num. 43 - 16 Dicembre 2011) ha diffuso un accorato appello del neopresidente dell’Associazione, Alessandro Triantafyllidis.

Tra i tanti articoli del ddl Salva Italia, in discussione proprio in questi giorni alla Camera, c’è anche quello sull’alienazione dei terreni demaniali. Una misura interpretata e presentata da molti come strumento di promozione dell’imprenditoria in agricoltura, sulla quale noi abbiamo invece molti dubbi.
Per garantire ai giovani l’accesso alla terra e per garantire a tutti i cittadini la tutela di beni comuni quali il suolo e le foreste, infatti, non serve svendere i terreni agricoli demaniali, bensì concederli in affitto – così da garantire allo stato una rendita costante nel tempo – privilegiando le imprese agricole condotte da giovani. Più che una misura per incentivare l’imprenditoria giovanile in agricoltura, l’alienazione dei terreni pubbli ci pare una misura poco lungimirante volta a fare cassa.
Per sostenere e promuovere l’accesso alla terra, lo sviluppo rurale e la tutela del territorio servirebbe, invece, concedere in affitto i terreni demaniali, privilegiando i giovani, le forme associative di imprenditoria quali le cooperative e i sistemi produttivi agroforestali realmente sostenibili.
Inoltre, affinché la misura svolga un’efficace azione di promozione dello sviluppo, va garantito l’accesso al credito per i giovani agricoltori che intendano investire nei terreni demaniali. Chiediamo pertanto al governo Monti e al Parlamento modifiche che accolgano tali istanze rispetto all’alienazione dei terreni agricoli pubblici.