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"La Vicìnia"
Otubar dal 2011
 
Una vignetta sul “Land Grabbing” diffusa dal sito internet www.afronline.org/

Appello alla mobilitazione per martedì 11 ottobre
LA TERRA A CHI LA LAVORA!
Manifestazione a Roma, dalle 9 presso il piazzale antistante la “Fao”

In vista della prossima assemblea generale del Comitato sulla Sicurezza Alimentare Mondiale (“Csa”), che si svolgerà a Roma presso la “Fao” l’11 ottobre, le organizzazioni della società civile chiamano alla mobilitazione per dire no al “Land Grabbing” e per chiedere delle “Linee guida” per l’accesso alla terra che rispettino i diritti fondamentali delle popolazioni indigene, dei contadini, dei pastori e delle comunità di pescatori, richiamandosi all’“Appello di Dakar”.

«Manifesteremo, davanti la sede della “Fao”, per denunciare le atroci conseguenze che hanno i progetti di “Land grabbing” (accaparramento di terra) realizzati con investimenti privati di grandi multinazionali o di stati sovrani alla ricerca di terre per assicurarsi materie prime agricole, energia, mi niere, aree di particolare pregio ambientale, aree ad elevato interesse turistico», afferma il comunicato diffuso dall’agenzia informativa dell’“Aiab” “Bioagricultura Notizie” (numero 33 - 7 ottobre 2011).
«Decine di milioni di ettari a beneficio di interessi privati o di stati terzi sono stati rubati alle popolazioni locali. L’accaparramento delle terre viola i diritti umani, privando le popolazioni indigene, i contadini, i pastori e le comunità di pescatori dei propri mezzi di sostentamento, limitando il loro accesso alle risorse naturali e togliendo loro libertà di produrre come vogliono, aumentano inoltre le disuguaglianze delle donne nell’accesso alla terra.
Gli investitori privati, con la complicità dei governi locali, minacciano il diritto al cibo delle popolazioni rurali, le condannano a essere vittime di una disoccupazione dilagante, provocano l’esodo rurale, aggravano la povertà e i conflitti, contribuiscono alla perdita del sapere locale e delle identità culturali. Considerando che la terra e il rispetto dei diritti umani sono in primo luogo sotto la giurisdizione dei parlamenti e dei governi nazionali, essi portano la maggior parte di responsabilità per questi furti di terra ed i governi che partecipano al “Csa” devono dare una risposta immediata.
Tutto questo è scritto nell’“Appello di Dakar”, che invita i governi a porre fine alla “Land grabbing” e sollecita il “Csa” a rifiutare i principi della Banca Mondiale che facilitano gli investimenti dei privati per l’acquisizione delle terre (“Rai”).
L’Appello è già stato sottoscritto da oltre 650 organizzazioni e sarà presentato al presidente dei negoziati, a Roma. Alla manifestazione garantiranno la loro partecipazione alcuni rappresentati delle vittime di progetti di “Land grabbing” che daranno la loro testimonianza.
La manifestazione dell’11 ottobre è convocata da “La Via Campesina”, “Fian International”, “Wampi”, “World Forum on Fish Workers” e “Cisa” (Comitato Italiano per la Sovranità alimentare).