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"La Vicìnia"
Setembar dal 2011
 

Borsa di studio per la progettazione di uno strumento finanziario
“UN FONDO PER LA TERRA”
Lo scopo: sostenere il diritto all’accesso alla terra

«Paradossalmente la privatizzazione fondiaria, che il pensiero economico prevalente associa alla età contemporanea, sta diventando uno dei fattori di crisi di quel benessere crescente e diffuso a cui la società dovrebbe essere tesa»: a partire da questa analisi, Fondazione culturale “Responsabilità etica”, Associazione italiana agricoltura biologica, Banca popolare etica, Mag 2 Finance, “Scret” (Supporto e connessioni reti territoriali) e “Sefea” (Società europea finanza etica ed alternativa) bandiscono una borsa di studio per la progettazione di uno strumento finanziario dedicato a sostenere il diritto all’accesso alla terra.
I promotori hanno diffuso il seguente documento per divulgare l’iniziativa.


Premessa

La centralità del controllo della produzione di cibo all’interno dei processi epocali che stiamo vivendo ne richiama immediatamente altre, altrettanto cogenti, relative al governo della “risorsa terra”: chi controlla la terra sui cui questo cibo viene prodotto? Quanta terra è disponibile per la produzione di cibo? A quale scopo la terra residua viene o verrà effettivamente utilizzata?
Risultano in tal senso paradigmatici i processi denominati di “landgrabbing”, per cui intere nazioni abdicano la propria sovranità su enormi superfici agricole a fondi di investimento stranieri o grandi “corporation” internazionali che le sfruttano, al pari di qualsiasi altro “asset”, allo scopo di produrre energia o “commodities” destinate al mercato internazionale, oppure come semplice strumento per azioni di speculazione finanziaria; o, all’opposto, i fenomeni di “sprawl” urbanistico che, erodendo lo spazio destinato all’agricoltura, disaccoppiano in maniera irreversibile la maggioranza dei “consumatori di cibo” dalle minoranze che lo producono.
Paradossalmente la privatizzazione fondiaria, che il pensiero economico prevalente associa alla età contemporanea, sta diventando uno dei fattori di crisi di quel benessere crescente e diffuso a cui la società dovrebbe essere tesa. A questo pensiero dominante vorremmo opporre una proposta basata su prassi ancora esistenti (proprietà indivise, usi civici) che vedono nella terra (elemento limitato per eccellenza) un fattore di produzione non equiparabile agli altri e consapevolmente non riproducibile.
Ci sentiamo di potere affermare che la “sfida della terra” per molti versi rappresenti il primo banco di prova di quella “economia del noi” che oggi viene da più parti evocata come risposta all’attuale affanno del sistema economico e sociale.

Obiettivi

Scopo della ricerca è tracciare i confini giuridici, tecnici, economico-finanziari e di “governance” di uno strumento finanziario dedicato alla raccolta di denaro per l’acquisto di terreni da affidare (in maniera onerosa) ad agricoltori, singoli o organizzati, che intendano inequivocabilmente e durevolmente produrre cibo, in modo sano (agricoltura biologica) e connesso con il sistema di consumo vicinale, mantenendo la proprietà indivisa e vincolata nel tempo all’uso spiccatamente agricolo.
In particolare ci si attende una proposta di natura tecnico-operativa suscettibile di concreta praticabilità, compatibile con il quadro normativo nazionale ed internazionale (con riferimento al diritto agrario e della proprietà fondiaria, nonché alle Voluntary Guidelines on Responsible Governance of Tenure of Land, Fisheries and Forests definite dal Comitato di Sicurezza Alimentare) ed accessibile al piccolo risparmio, nonché valuti la sostenibilità economica dell’iniziativa alla luce delle condizioni e delle tendenze del mercato fondiario nazionale, possibilmente proponendo differenti opzioni realizzative.

Requisiti di partecipazione

Laurea pre-riforma o laurea magistrale in giurisprudenza, agraria, economia, urbanistica o assimilate (con tesi di laurea e/o almeno un esame universitario in Diritto agrario / Proprietà fondiaria).
Costituiranno titoli preferenziali: la conoscenza (anche scolastica) della lingua francese; la conoscenza dell’istituto degli Usi civici, delle esperienze dei “fondi per la terra”, usi demaniali e dei trust agricoli (similari esperienze in Francia e UK); precedenti esperienze lavorative attinenti l’oggetto; l’adesione ideale al progetto.

Modalità di svolgimento

Il fondo è costituito presso la Fondazione Culturale Responsabilità Etica, promosso da Banca Etica, con la collaborazione di “Aiab” Associazione italiana agricoltura biologica, Coop. “Mag 2 Finance” e Coop. “Scret” e “Sefea”.
L’assegno di sostegno alla ricerca è pari a 4 mila euro. L’erogazione dell’assegno, al lordo di eventuali ritenute, avverrà in due tranche. La prima tranche verrà erogata dopo 3 mesi, contestualmente ad una verifica intermedia mediante presentazione sintetica delle attività svolte dal beneficiario in forma scritta (massimo 4 pagine). La restante parte dell’assegno verrà erogata alla consegna dei risultati della ricerca, previa valutazione della loro adeguatezza da parte di Fondazione Culturale Responsabilità Etica.
La ricerca dovrà concludersi entro 6 mesi (non prorogabili). I risultati dovranno essere consegnati sotto forma scritta (almeno 30 cartelle + allegati) e saranno liberamente utilizzabili da Fondazione Culturale Responsabilità Etica.
Il beneficiario si impegna a presentare il lavoro di ricerca mediante discussione ad un successivo convegno organizzato per la pubblicazione dei risultati.
La sede di lavoro preferenziale è Milano, presso Fondazione Culturale Responsabilità Etica; è tuttavia in alternativa possibile fare riferimento alle sedi di Padova e Firenze o presso le sedi delle altre organizzazioni proponenti.
Il lavoro di ricerca sarà affiancato da un gruppo di tutoraggio.
Il beneficiario può recarsi, per scopi esclusivamente pertinenti alla ricerca in oggetto, presso altre sedi (Università, biblioteche, enti, ecc.): a tal fine saranno rimborsate le spese di viaggio previa richiesta preventiva e successiva presentazione di adeguata documentazione giustificativa.
La candidatura dovrà essere corredata da un Curriculum Vitae. La valutazione delle richieste sarà effettuata insindacabilmente da una commissione nominata dalla Fondazione.
Le domande devono pervenire in forma cartacea ed elettronica (specificando nell’oggetto “Bando Un fondo per la terra”) alla Fondazione Culturale Responsabilità Etica entro il 31 dicembre 2011, al seguente indirizzo:
Fondazione Culturale Responsabilità Etica
Piazza dei Ciompi, 11 – 50122 Firenze
fondazione@bancaetica.org

La commissione risponderà entro il 31 gennaio 2012 con comunicazione scritta. Il vincitore dovrà iniziare il lavoro entro le due settimane lavorative successive alla comunicazione.

Fondazione culturale Responsabilità Etica- Codice Fiscale 92157740280
Sede legale: Via Nazario Sauro 15 - 35139 PADOVA
Sedi operative: Via N. Tommaseo, 7 - 35131 Padova tel. 049 8771121
Piazza dei Ciompi, 11 - 50122 Firenze tel. 055 2638745
fax: 049 7394050 - fondazione@bancaetica.org