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"La Vicìnia"
Setembar dal 2011
 
I corsisti di Pesariis al lavoro

Alcune delle esperienze presentate alla “Scuola della Decrescita”
REALTà DECRESCENTI
Il corso è stato ospitato dall’Amministrazione dei Beni civici di Pesariis

[Nicoletta Valdisteno]
Alla “Scuola della Decrescita” di Pesariis, ospitata all’interno della “Casa del Tempo” dal 14 al 17 settembre, la terza giornata si è aperta con la condivisione delle esperienze pratiche di alcune realtà “decrescenti” che, da anni, già operano in Italia.

La Società cooperativa Iris, l’Ecovillaggio Torri Superiore, il Movimento “Transition Town” ed i “Distretti e Reti di Economia Solidale” hanno condiviso con i partecipanti al corso e con i docenti della Scuola le loro esperienze in modo da connotare di concretezza la teoria, favorendo la strutturazione del così detto «pensiero azione della decrescita».
Maurizio Gritta, fondatore e principale animatore della società cooperativa Iris di Cremona, ha ripercorso le tappe essenziali attraverso le quali la realtà produttiva che rappresenta si è affermata nel corso degli ultimi trent’anni. Basti dire che a monte del «sogno Iris» non vi sono studi ed analisi di mercato, ma la consapevolezza di un gruppo di ragazzi, poco più che adolescenti, determinati ad attribuire alla loro vita un significato ulteriore: partecipato, consapevole e solidale.
L’esperienza “Torri Superiore”, un villaggio montano posto nell’entroterra ligure, viene raccontata da Massimo Candela che ci spiega come un borgo disabitato può divenire «il punto di equilibrio e congiunzione, tra il tradizionale modello di proprietà privata e l’idea di “proprietà comune”».
Un gruppo di persone accomunate dal desiderio di porre la solidarietà e la partecipazione al centro della propria esistenza e che, attraverso una scelta apparentemente non economica, almeno per l’accezione che di questo termine oggi si fa, è riuscita a far nascere una nuova comunità (circa 25 persone) armonizzando le peculiarità del territorio con le aspirazioni umane e l’economia di sussistenza.
“Transition Town”, di cui ha parlato Ellen Bermann, è un movimento che si preoccupa di analizzare, anche a livello scientifico e di ricerca, le possibilità strutturali per condurre, seguendo un percorso di trasformazione armonizzato, la società dei consumi e dello sfruttamento barbaro delle risorse energetiche, verso un più consapevole e rispettoso impiego delle fonti non rinnovabili, ormai in esaurimento, sino alla loro totale sostituzione con risorse ecocompatibili e di minor impatto ambientale.
L’esperienza lombarda dei “Distretti e Reti di Economia Solidale” vengono snocciolati da Davide Biolghini. Partendo dal ruolo sempre più importante dei Gruppi di Acquisto Solidale (Gas) hanno posto al centro della loro attività la riconversione della risorsa agricola, scegliendo, tra l’altro, di rinforzare le reti di distribuzione a “chilometro zero” del “Parco Agricolo Sud-Milano”: un’isola biologica in un mare di sfruttamento industrializzato ed in cui il suolo altro non è se non un bene da sfruttare sino al suo esaurimento.
Un filo rosso unisce le tematiche dei relatori: la condivisione del fine che si sostanzia nella condivisione dell’interesse a rispettare la terra trattandola come una proprietà collettiva con cui interagire e non da sfruttare ed esaurire.