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"La Vicìnia"
Jugn dal 2011
 

“On line” un corposo almanacco curato da “Carta”
LA CURA DEI BENI COMUNI
Fra i vari contributi, la presentazione del progetto “Pesce chilometrozero” di Marano

In occasione dell’ottava edizione della fiera “Terra futura”, promossa dalla Fondazione culturale del gruppo Banca etica a Firenze, dal 20 al 22 maggio, il periodico “Carta” (www.carta.org) ha diffuso un corposo almanacco “on line”, intitolato “La terra che si cura”.
Una parte degli articoli raccolti da Paolo Cacciari sono tratti dal volume “La società dei beni comuni” (Carta/Ediesse), altri provengono da fonti diverse o appaiono per la prima volta.
Fra le “Buone pratiche”, Cacciari illustra l’esperienza di Marano lagunare (www.comunitadimarano.it) con il progetto “Pesce chilometrozero” (“Comunismo e pesci a chilometro zero”).


«Il tema dei beni comuni – afferma la presentazione predisposta da “Carta” per illustrare i contenuti dell’almanacco “La terra che si cura”– ha cominciato a scompaginare stili di vita ma anche agende politiche, come dimostra la campagna per l’acqua.
In nome dei beni comuni, si sono diffuse nuove relazioni sociali di resistenza e perfino di sospensione dei dogmi del capitalismo, per quanto parziali e contraddittorie.
Questo successo culturale dei movimenti sociali e i venti di ribellione che soffiano nel Nord Africa, con il precipitare della crisi (al tempo stesso ambientale, economica, sociale, antropologica), aprono le porte a grandi speranze.
È opportuno, allora, interrogarsi su quali sono i beni comuni e perché tutelarli, ma soprattutto su come farlo... A tutto questo è dedicato l’Almanacco on line curato da “Carta”, “La terra che si cura”, che raccoglie oltre quaranta tra articoli e saggi (tra gli altri, di Paolo Cacciari, Serge Latouche, Andrea Camilleri, Susan George, Wu Ming2, Mario Cavani, Riccardo Petrella, Vandana Shiva, Dario Fo, Anna Marson, Riccardo Iacona, Stefano Rodotà, Gustavo Esteva, Ascanio Celestini, Ugo Mattei), ma anche segnalazioni di libri, link, buone pratiche, video, appuntamenti».
L’opera collettiva può essere consultata all’indirizzo: www.carta.org/2011/05/commons/
In particolare, si segnalano i contributi “Beni comuni, una definizione (quasi) impossibile” e “Buone pratiche. comunismo e pesci a chilometro zero” di Paolo Cacciari; “Usi civici e beni comuni” di Tonino Perna; “La nostra acqua quotidiana” del vescovo cileno di origine friulana Luis Infanti Della Mora; l’intervista con Stefano Rodotà; e l’articolo di Riccardo Petrella “Beni comuni tra governance e governo.