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"La Vicìnia"
Mai dal 2011
 

Le immagini sono tratte dal sito: www.braccagni.info/2008/08/elezione-degli-usi-civici/
Una buona notizia da Montepescali (Grosseto)
PACE FATTA FRA ASBUC E COMUNE?

Grazie all’instancabile Giotto Minucci, per anni determinato presidente della Proprietà collettiva di Montepescali e noto difensore delle Terre civiche italiane, e grazie alla rassegna stampa curata dalla Provincia di Grosseto (www.provincia.grosseto.it), si è diffusa la notizia dell’accordo fra Asbuc e Comune, dopo che l’amministrazione comunale ha rinunciato all’assurda pretesa di farsi rimborsare le spese per l’elezione del Comitato frazionale senza però pagare il canone d’affitto per il cimitero realizzato sulla proprietà collettiva.

Comune e Usi civici hanno trovato un accordo
Pace fatta al camposanto

Gli abitanti pagheranno meno i servizi cimiteriali
Alcune spese per le inumazioni verranno cancellate

Francesca Ferri

GROSSETO. Pace fatta tra Comune e Usi Civici di Montepescali sul cimitero della frazione. Dopo oltre un decennio di tira e molla, per una vicenda che rischiava di perdersi fino agli anni Trenta del secolo scorso, l’amministrazione cittadina e quella Separata dei Beni di uso civico (Asbuc) di Montepescali hanno trovato un accordo.
Un accordo su chi, quanto e per quanto dovrà pagare i conti in sospeso per il camposanto. Prima ancora di scendere nei dettagli, per i residenti della frazione c’è una buona notizia in più: i servizi cimiteriali per loro saranno meno cari rispetto a oggi e rispetto alla città, se non addirittura gratis. Ma andiamo per ordine.
Nel 1912 su un terreno di mille e duecento metri quadrati dell’Asbuc fu costruito il nuovo cimitero, per sostituire quello vecchio realizzato nel 1787. A partire dal 1939 il Comune di Grosseto ne ha preso in concessione l’uso, senza però mai pagare il canone annuale.
«Secondo le norme, i Comuni dovevano pagare alle Asbuc il canone per l’uso delle terre civiche e le Asbuc dovevano pagare ai Comuni le somme sostenute per le elezioni dei comitati», spiega il presidente dell’Asbuc di Montepescali Roberto Spadi. «C’era dunque l’accordo di fare conto pari; il Comune pagava le elezioni e gli usi non chiedevano nessun affitto».
Tutto è filato liscio per quasi settant’anni, finché alla fine degli anni Novanta il Governo non ha cominciato a ficcare il naso nei borselli degli enti pubblici a caccia di somme da recuperare. «Con le prime avvisaglie da Roma, l’allora sindaco Alessandro Antichi cominciò a chiederci di rimborsare al Comune le spese da esso sostenute per le elezioni, ed erano cifre di tutto rispetto». Pari cioè a 7mila 600 euro per le elezioni del 2003 e a quasi 10mila per quelle del 2008.
A quel punto, però, anche l’Asbuc ha ritirato fuori i libri contabili e ha chiesto la sua parte: se è lotta all’ultimo centesimo, hanno pensato a Montepescali, allora dateci gli arretrati del canone dal ’39 a oggi e quelli futuri. Al che la sproporzione è stata evidente. Il Comune ha calcolato che per ogni anno di uso del suolo dove sorge il cimitero avrebbe dovuto pagare 250 euro che, moltiplicati per 72 anni sono 18mila euro. Oltre all’affitto futuro.
Insomma, anche il Comune ha convenuto che era meglio chiuderla con un accordo che compensasse le spese elettorali con il canone ma, a quel punto, a Montepescali hanno colto la palla al balzo. E hanno strappato all’ente la promessa di uno sconto sui servizi cimiteriali, almeno, per tutti i residenti di Montepescali che andranno a riposare per l’eternità nel camposanto del paese.
«Ancora non abbiamo stimato a quanto potrebbe ammontare lo sconto – spiega Spadi – perché aspettavamo la delibera di giunta», che è arrivata ieri. Anche se c’è chi, più che di uno sconto, parla di interramento e servizio cimiteriale addirittura gratuito. «Questa almeno era la nostra richiesta iniziale – spiega l’ex presidente Asbuc Giotto Minucci – vediamo se riusciamo a ottenerlo».
In ogni caso, mai come in questo caso è valido il vecchio adagio «Non destare il can che dorme». Soprattutto se è un sonno eterno.

“Il Tirreno”, 21 maggio 2011